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Nucleo Elicotteri, la politica lo ha nascosto ma dietro la riorganizzazione c'è l'Enac: "Le missioni di soccorso eseguite in difformità alle procedure"

Ecco le mail che l'Ente nazionale ha inviato alla Provincia che mostrano come la Giunta nella sua delibera (e nei comunicati stampa) di riorganizzazione dei dirigenti ometta e nasconda cruciali dettagli. Tra questi che dopo gli incidenti è "emersa una sensibile carenza di supervisione e controllo" e che si è rischiato le limitazioni di volo

Di Donatello Baldo e Luca Pianesi - 12 febbraio 2018 - 06:01

TRENTO. Qualcuno ha mentito o quanto meno ha nascosto la verità. I cambi al vertice del Nucleo Elicotteri di Trento, che la Giunta provinciale ha attribuito (mettendolo per iscritto) alla "complessità e articolazione del servizio reso alla comunità trentina, cresciuta notevolmente nel corso del tempo, con oltre 3.000 voli all’anno, che rende necessario un aggiornamento del modello organizzativo che permetta di confermare e migliorare i già notevoli standard qualitativi", in realtà sono stati imposti dall'Ente nazionale aviazione civile (Enac) perché, dopo i due incidenti accaduti agli elicotteri del corpo, "dalle verifiche condotte è emersa una sensibile carenza di supervisione e controllo". E ancora: "Le missioni di elisoccorso risultano eseguite in difformità alle procedure condotte nel Manuale Operativo il cui rispetto è vincolante per la validità della certificazione COA (la certificazione per le operazioni di volo)".

 

Sono, quest'ultimi, due stralci di un documento inviato dall'Enac proprio alla Provincia e all'ingegner Ivo Erler, accountable manager del Nucleo elicotteri. E a "parlare" è lo stesso Ente nazionale di aviazione civile che ricorda a Trento che o si cambia o a rischio ci sono le stesse operazioni di volo, altro che "lo facciamo per mantenere gli alti standard già raggiunti". Un documento mai giunto all'opinione pubblica che il Dolomiti ha in forma integrale. Un documento che mostra in maniera inequivocabile come qualcosa sia andato storto anche sul piano della comunicazione e come si sia fatto di tutto per nascondere problemi e criticità. E ovviamente di questo non sono responsabili piloti e membri del nucleo ma i vertici, chi organizzava turni e operazioni, e la politica, chi ha fatto le scelte e ha poi deciso di non spiegare ai suoi cittadini i veri motivi che hanno portato alla riorganizzazione interna del Nucleo Elicotteri di Trento. 

 

 

 

Addirittura la delibera della Giunta del primo dicembre con cui si 'tagliano' le teste dei vertici non è rispondente alla realtà dei fatti, e stranamente il comunicato stampa che ne spiegava il contenuto non è più rintracciabile sul sito dell'Ufficio stampa della Provincia. Ma prima di proseguire facciamo un passo indietro. Tutto parte dai due incidenti che sono avvenuti nel corso del 2017 a due elicotteri della flotta trentina, quello del Nambino in marzo e quello di Pietramurata in ottobre. E a poche ore dal fatto, l'Enac si precipita a Trento per un audit straordinario condotto dal team ispettivo dell'Ente. 

 

"Dalle verifiche condotte è emersa una sensibile carenza di supervisione e controllo sullo svolgimento delle operazioni all'interno dell'organizzazione. In particolare - scrivono gli ispettori Enac - le missioni di elisoccorso risultano eseguite in difformità alle procedure condotte nel Manuale delle Operazioni, il cui rispetto è vincolante per la validità della certificazione COA (la certificazione per le operazioni di volo)". "Risultano peraltro verificarsi deviazioni dagli standard normativi per la sicurezza delle operazioni, ammesse dal direttore delle operazioni di volo". Ammesse quindi da Bruno Avi, che in qualità di Flight operations manager aveva su ogni parte operativa l'obbligo della supervisione.  

 

"I due ultimi eventi di incidente - sottolinea Enac - confermano la severità della carenza organizzativa". E la decisione presa dall'Ente è questa: "Vista la rilevanza della criticità emersa - scrive Enac nella lettera - la stessa criticità è classificata di livello 1 e pertanto si comunica l'avvio del procedimento di limitazioni delle operazioni di volo". Una minaccia che a qualunque realtà che mette in volo aerei o elicotteri, avrebbe fatto tremare i polsi. Le limitazioni delle operazioni di volo sono di una gravità enorme, ma la Provincia non sembra preoccuparsene un granché, rispondendo per iscritto a Enac soltanto il 10 novembre, mentre i rilievi mossi da Enac risultano protocollati il 20 ottobre

 

Trento, quindi, risponde dopo 20 giorni, quando il "Livello 1" di criticità imponeva un'attivazione entro nove giorni. Una risposta che fa addirittura arrabbiare l'Ente che sovrintende il volo civile: "Si rileva che codesto Nucleo ritiene suo compito semplicemente 'informare' l'Enac riguardo alle iniziative adottate e valutate autonomamente". La Provincia avrebbe riferito all'Enac che le operazioni messe in atto sarebbero state definite da protocolli esterni al Manuale Operativo. Ma per Enac "è evidente l'inammissibilità di questa linea". E anzi, secondo Enac l'Accountable manager "dovrà pertanto intervenire (non oltre il 30 novembre) con un provvedimento interno che prescriva l'uso esclusivo del Manuale Operativo". 

 

Ma le mancanze sottolineate dall'Enac nella risposta della Provincia sono altre, ancora più gravi: "Non risultano identificate condizioni e misure nuove (...) e le disposizioni del  Foph (Bruno Avi, ndr) nelle proprie note operative lasciano di fatto la possibilità di eseguire futuri interventi con le medesime modalità che hanno condotto all'evento di Pietramurata". Insomma Enac sottolinea che se si va avanti così e non si corregge la rotta si rischiano altri incidenti. E per questo ecco che piombano sul Nucleo Elicotteri le limitazioni operative: "Le prescrizioni dovranno essere rese attuative con una formale disposizione dell'Accountable Manager a tutto il personale non oltre il 30 novembre". 

 

Dieci giorni. Dieci giorni in cui la Provincia, se non vuole che il suo Nucleo elicotteri voli con pesanti limitazioni operative, tali da rendere inefficace l'elisoccorso, deve fare questo: "Sottoporre all'Enac proposte di modifiche organizzative che assicurino un significativo elemento di discontinuità con l'attuale organizzazione dell'area operativa". Ecco allora il motivo del 'taglio delle teste' proposto nella delibera del primo dicembre: una precisa richiesta di Enac alla Provincia. Cosa che la delibera tra le righe lascia trasparire, parlando fumosamente di "indicazioni dell'Enac". 

 

Ma la delibera spiega il cambio al vertice con ben altre motivazioni: "Negli ultimi anni si è verificato un aumento del numero dei voli che attualmente sono nell'ordine di tremila all'anno", e spiega così la necessità di cambiare i vertici. Non dice che Enac ha individuato nell'organizzazione delle criticità di "Livello 1" tali da mettere a rischio addirittura la possibilità di volare. Ma ancor più omissivo è il comunicato stampa redatto per i giornali (tolto dal sito della Pat pochi minuti dopo la sua diffusione ma rimasto nelle cartelle mail dei vari quotidiani, compreso il nostro) che recita: "La complessità e l’articolazione del servizio reso alla comunità trentina, cresciuta notevolmente nel corso del tempo, con oltre 3.000 voli all’anno, rende necessario un aggiornamento del modello organizzativo, che permetta di confermare e migliorare i già notevoli standard qualitativi".

 

Qualcuno ha mentito, o quantomeno ha nascosto la verità. L'Enac ha riscontrato gravi problemi nella gestione operativa del Nucleo, ha chiesto un cambio immediato dell'organizzazione e ha minacciato di limitare le operazioni di volo. Di questo non ha dato notizia nessuno e nella delibera di Giunta si parla d'altro. Un comportamento che esce limpido dal confronto tra la stessa delibera e il documento in nostro possesso, documento che in queste ore sembra stia girando anche tra le mani delle minoranze, pronte a chiedere conto alla Giunta di Ugo Rossi, e all'assessore Tiziano Mellarini, di tutto quanta la vicenda. 

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