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| 22 giu 2017 | 20:38

Circa 450 chilometri quadrati e 86.500 persone divise in sei villaggi, Acav visita il campo profughi Rhino Camp in Uganda

Qui a Rhino Camp i dati statistici sono impressionanti, in tre villaggi ogni persona ha a disposizione 12 litri di acqua al giorno, in altri due vengono dati 7 litri al giorno, nell'ultimo si arriva al massimo 3 litri al giorno

Circa 450 chilometri quadrati e 86.500 persone divise in sei villaggi, Acav visita il campo profughi Rhino Camp in Uganda
di Elisabetta Bozzarelli (Acav)

UGANDA. Il Rhino Camp, che si sviluppa su circa 450 chilometri quadrati e accoglie circa 86.500 persone divise in sei villaggi, è uno dei sei campi profughi allestiti nel West-Nile, a circa dieci chilometri dal Sud Sudan.


Oggi sono stati distribuiti i primi cento kit agricoli ad altrettante famiglie, in totale saranno 1.300 quelli consegnati in collaborazione con la Provincia di Trento: Acav ha formato le persone, fornendo alcune semplici nozioni per poter coltivare un pezzo di terra e piano piano ricominciare una vita che possa sembrare normale.


Qui a Rhino Camp i dati statistici sono impressionanti, in tre villaggi ogni persona ha a disposizione 12 litri di acqua al giorno, in altri due vengono dati 7 litri al giorno, nell'ultimo si arriva al massimo 3 litri al giorno.


Ma oggi è un buon giorno, nonostante tutto. Il pozzo perforato da Acav ha una portata superiore a 50.000 litri ora, potremo meccanizzarlo e così distribuire acqua ad almeno 50 mila persone.

Ci allontaniamo da Rhino Camp e andiamo in un altro dei campi profughi: Imvepi. Qui proviamo a parlare con diversi rifugiati, per capire cosa hanno attraversato, cosa vogliono fare.

 

C'è chi ha camminato per molti giorni, perdendo ciò che portava con se'. L'esercito non risparmia niente e nessuno. Sorge spontanea da loro una domanda: "ma il neonato stato del Sud Sudan non avrebbe il compito di proteggerci?" Chiediamo se pensano di fare ritorno, ci rispondono che torneranno quando il paese sarà in pace. Ma la pace è lontana. Il cammino da percorrere è ancora molto.

 

A noi tutti il compito di provare a ridare una fiducia, ripartendo da questa nuova terra che li sta accogliendo.

 

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