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Ambiente | 01 ottobre 2026 | 13:00

Cosa succede in un giardino botanico alpino quando arrivano i mesi freddi e le porte si chiudono al pubblico?

Con l'arrivo dell'autunno, il Giardino Botanico di Oropa invita i visitatori a usufruire dell'ultimo weekend di apertura e si prepara alla chiusura stagionale, anche se le sue attività non si fermano affatto. Raccolta semi, schedatura botanica, analisi dei dati e scambi con una rete internazionale che conta circa 900 tra giardini e arboreti: ecco alcune delle operazioni che si compiono a milleduecento metri di quota sulle Alpi piemontesi, quando la struttura diventa un cantiere per la conservazione della biodiversità ad alta quota

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Con l’arrivo dell’autunno, il Giardino Botanico di Oropa si appresta alla chiusura al pubblico anche se le sue attività non si fermano affatto.

 

I lavori di cura delle collezioni vegetali infatti continueranno nei prossimi mesi, così come la custodia delle collezioni “storiche”, tra cui rientrano quelle naturalistiche e l’erbario centenario del Santuario che sono state affidate al Giardino. Di fatto, le manutenzioni in campo finiscono con le prime giornate di dicembre o le prime nevicate, ma nei mesi in cui il Giardino è in chiusura stagionale la struttura si trasforma in un laboratorio scientifico a porte chiuse e in un cantiere per la conservazione della biodiversità ad alta quota.

 

Il Giardino botanico si trova a 1200 metri di altitudine e si estende per oltre 10.000 metri quadrati; è stato dichiarato area di interesse botanico dalla Regione Piemonte, è di proprietà dell’Ente autonomo laicale di culto Santuario di Oropa (inserito nel Sito seriale UNESCO dei Sacri Monti di Piemonte e Lombardia), e la gestione è garantita dal 1998 dalla rete delle Oasi Wwf e Aree Protette Piemontesi di Biella e affidata alla società cooperativa Clorofilla. 

 

Come informa il Giardino, durante i mesi autunnali e invernali “le principali mansioni si dividono tra la cura delle piante all'aperto, il lavoro scientifico e la pianificazione didattica”.

 

La gestione della stagione fredda richiede cure specifiche che variano a seconda della provenienza delle specie vegetali ospitate. “Per le specie alpine autoctone la neve non è un nemico ma una protezione. Il manto nevoso (che in alta quota può superare i due metri, ma ad Oropa si è distanti da simili spessori di copertura) funge da culla termica, mantenendo costante la temperatura del suolo intorno allo zero ed evitando che il gelo profondo distrugga le radici”. Diverso è il trattamento riservato alle specie esotiche più sensibili coltivate all'aperto, che vengono protette in vari modi: possono essere avvolte in speciali teli di tessuto non tessuto per salvare le gemme dalle gelate precoci, ma anche con pacciamature di paglia. “Non avendo la disponibilità (profondamente sentita, però) di serre, la dotazione di piante da ricoverare durante la stagione fredda è praticamente ridotta a zero”, spiega l’area protetta.

 

Parallelamente alla cura diretta del verde, il periodo di chiusura al pubblico segna il momento clou per il lavoro scientifico e di schedatura botanica. Durante l'autunno i botanici dello staff raccolgono i semi delle piante giunte a maturazione, sia nel Giardino che al di fuori, per poi dedicarsi in inverno a ripulirli, catalogarli e inserirli nell'Index Seminum. Questo registro pubblico è utilizzato dai giardini botanici di tutto il mondo per scambiarsi gratuitamente materiale genetico e favorire la conservazione delle specie a rischio; attualmente il Giardino di Oropa è inserito in una rete internazionale che conta circa 900 tra giardini e arboreti.

 

A completare le attività della pausa stagionale interviene inoltre il lavoro legato alla gestione dei dati raccolti durante l'estate (relativi ad esempio a periodi di fioritura, impatto del riscaldamento globale, tassi di riproduzione). È questo il periodo in cui si aggiornano i database scientifici e i registri di mappatura delle collezioni: operazioni imprescindibili per garantire il progresso della ricerca e la correttezza delle informazioni offerte ai visitatori.

 

Nel primo weekend di ottobre, il Giardino Botanico di Oropa accoglierà il pubblico per l'ultimo fine settimana di apertura con il consueto orario continuato (dalle ore 10 alle 18), offrendo l'occasione di osservare da vicino un luogo che, preparandosi alla quiete autunnale, custodisce la promessa di una nuova rinascita in attesa della prossima primavera.

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