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Attualità | 21 ottobre 2026 | 13:00

"I grandi carnivori non devono considerare l'uomo come una risorsa, ma come qualcuno da guardare da lontano, limitando al massimo le interazioni"

"I grandi carnivori sono territoriali e preferiscono avere nemici forti. Avere due popolazioni forti, confinanti, fa sì che si mantenga un equilibrio, utilissimo anche per noi, umani". Un festival per conoscersi, comprendersi, trovare soluzioni efficaci: ecco com'è nato "Caro nemico", in programma dal 23 al 25 ottobre a Paluzza, in Carnia. Il progetto è iniziato un anno fa con una serie di interventi nelle scuole e con incontri sul territorio, con gli allevatori e gli escursionisti

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Creare un modello di dialogo e coesistenza, stabilire una connessione per comprendersi", è questo, con le parole di Andrea Caboni, naturalista con un dottorato di ricerca sui grandi carnivori, dell'associazione Wild Routes, l'obiettivo di Caro Nemico – Conoscersi per coesistere un festival proposto dal 23 al 25 ottobre a Paluzza, in Carnia, che nasce da un progetto più ampio, coinvolgente.

 

Partiamo dal nome Caro Nemico. "L'abbiamo scelto perché i grandi carnivori sono territoriali e preferiscono avere nemici forti. Avere due popolazioni forti, confinanti, fa sì che si mantenga un equilibrio, utilissimo anche per noi, umani. I selvatici non devono poter considerare l'uomo come una risorsa, ma come qualcuno da guardare da lontano, limitando al massimo le interazioni. Al tempo stesso avendo due popolazioni forti - umani e selvatici - vicini, è più difficile incappare in elementi perturbatori", spiega Caboni.

 

Il progetto, che porterà al festival, è iniziato un anno fa con una serie di interventi nelle scuole, ma anche con incontri sul territorio, con gli allevatori e gli escursionisti. "Abbiamo cercato occasioni di incontro, per creare opportunità di conoscenza. È il modo più concreto ed immediato per rendersi conto della realtà, da ogni punto di vista", spiega Caboni. Ma non basta. Concretamente il progetto ha aiutato gli allevatori a livello burocratico. "In modo olistico, senza volerci sostituire alle amministrazioni. Ci siamo sobbarcati la parte burocratica per far avere a chi ne aveva bisogno, e ce li richiedeva, i cartelli che segnalano la presenza, sul pascolo, dei cani da guardiania", aggiunge il naturalista. Che è di certo un bel risparmio di tempo per chi passa le giornate con gli animali e ha talvolta troppi oneri burocratici a cui assolvere.

 

Un obiettivo importante del progetto Caro nemico è anche quello di far sì che gli allevatori possano incontrarsi, parlare, essere informati. "Cerchiamo di aiutarli ad avere una voce univoca, per questo abbiamo individuato alcuni di loro che possono creare occasione di dialogo e di ascolto", aggiunge Andrea Caboni. Far sì che gli allevatori affrontino il mondo dei grandi carnivori vedendo che alcuni di loro hanno trovato delle soluzioni efficaci, come un buon utilizzo del pastore elettrico e dei cani da guardiania, aiuta tutti a comprendere che prevenire gli attacchi è possibile. Servono buoni esempi, concreti, non calati dall'alto per una riflessione costruttiva sul rapporto tra umani, territorio e grandi carnivori.

 

Il festival Caro Nemico – Conoscersi per coesistere realizzato dall'associazione Wild Routes Aps in collaborazione con l'Università degli Studi di Trieste, la Kmečka Zveza, il Comune di Paluzza e la Società Alpina Friulana sarà ospitato dal Centro servizi per le foreste e le attività di montagna di Paluzza e vuole essere un appuntamento capace di dare voce a tutte le parti coinvolte.

 

In Friuli Venezia Giulia vivono lupi, sciacalli, linci e orsi e, per alcuni, questa presenza è il simbolo della natura che riprende i propri spazi. Per altri è una presenza che riapre ferite, alimenta paure e rende più difficile la vita, soprattutto quella di chi da sempre abita e conserva le aree più selvagge della nostre montagne. Il ritorno dei grandi carnivori nelle aree rurali e montane ha riacceso un dibattito che spesso appare uno scontro tra chi difende la biodiversità e chi si dedica  all'allevamento. 

 

L'obiettivo del festival Caro Nemico non è alimentare contrapposizioni né cercare facili colpevoli, ma esplorare il delicato equilibrio tra conservazione della fauna selvatica e sostenibilità dell'allevamento, dando spazio alle esperienze e alle strategie di adattamento. Esperti a livello internazionale come il naturalista Filippo Zibordi e associazioni come DifesAttiva e Io non ho paura del lupo interverranno portando la loro esperienza maturata in anni di lavoro sul campo e dialogo col territorio. Ci saranno un workshop per gli operatori, un convegno, escursioni guidate, uno spettacolo itinerante, nel bosco, e un cineforum. Il programma si scarica qui https://www.wildroutes.eu/festival-caro-nemico-a-paluzza/

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