Pista da bob Cortina: i costi stanno aumentando? "Le perdite potrebbero superare gli 800 mila euro annui e, nel periodo 2027-2032, arrivare a raddoppiare rispetto alle stime precedenti"

"Vogliamo che sia chiarito una volta per tutte chi sarà chiamato a sostenere le perdite, non basta inaugurare un'opera per poterla considerare un successo, anche perché la pista da bob ha comportato un danno ambientale altissimo, e come temevamo, è destinata a diventare una 'cattedrale nel deserto'". Così in una nota le esponenti di Avs Elena Ostanel, consigliera regionale veneta, Luana Zanella, capogruppo alla Camera, e Cristina Guarda, europarlamentare

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Il nuovo Piano Economico e Finanziario (Pef) dello Sliding Centre conferma i timori che abbiamo sollevato negli anni: il problema non è più solo quanto è costata la pista, ma quanto continuerà a costare alla collettività. L'aggiornamento del Pef, datato febbraio 2026 e mai reso pubblico, secondo le notizie di stampa, prevederebbe un aumento dei costi per il 2027 da 1,111 a 1,332 milioni di euro. Le perdite potrebbero superare gli 800 mila euro annui e, nel periodo 2027-2032, arrivare a raddoppiare rispetto alle stime precedenti".
Così commentano in una nota le esponenti di Avs Elena Ostanel, consigliera regionale veneta, Luana Zanella, capogruppo alla Camera, e Cristina Guarda, europarlamentare.
"Preoccupa soprattutto la struttura del piano", prosegue la nota, "le uscite sono concrete e immediate, mentre una parte decisiva delle entrate è affidata a opere che non hanno ancora un gestore, non sono completate o, addirittura, non esistono ancora. La foresteria degli atleti, la piazza del Mercato, la cabinovia Apollonio-Socrepes e le attività legate al trampolino sono infatti le opere sulle quali si fondano ricavi ancora tutti da verificare. Insomma, i costi sono certi, le entrate sono ipotesi. Il Comune di Cortina coprirà la differenza, o la Regione?".
"Chiediamo che il Pef venga discusso nel Consiglio regionale, insieme ai dati utilizzati da Kpmg, e che sia chiarito una volta per tutte chi sarà chiamato a sostenere le perdite, non basta inaugurare un'opera per poterla considerare un successo, anche perché la pista da bob ha comportato un danno ambientale altissimo, e come temevamo, è destinata a diventare una 'cattedrale nel deserto'. Purtroppo, la pista è l'emblema dell'eredità pesante dei Giochi: infrastrutture costose e ambientalmente impattanti, gestione incerta e il rischio che alla fine siano gli enti pubblici a dover intervenire. Servono trasparenza, responsabilità e soprattutto una risposta precisa sul futuro".
"Da sei anni", si legge al termine della nota, "siamo gli unici a denunciare questa situazione e a portare alla luce le responsabilità politiche di chi, a partire dal presidente Zaia, ha venduto ai veneti il progetto della pista da bob come un grande vantaggio per il territorio, mentre oggi ci troviamo davanti all'ennesimo conto da pagare: dopo la Pedemontana, un'altra opera costosissima, ambientalmente devastante e destinata a scaricare sulla collettività debiti e perdite".












