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Attualità | 22 settembre 2026 | 18:00

Sul Gran Sasso riapre lo storico Rifugio delle Guide: inutilizzato per oltre vent'anni, versava in condizioni di abbandono. Dopo i lavori, ora inizia un nuovo capitolo

Ai Prati di Tivo è tornato operativo il Rifugio delle Guide, uno dei luoghi che per decenni hanno fatto parte della storia alpinistica del versante teramano del Gran Sasso. La struttura ha riaperto nei giorni scorsi, dopo un lungo periodo di chiusura e dopo importanti lavori di recupero e riqualificazione

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Ai Prati di Tivo c’è una porta che è tornata ad aprirsi dopo oltre vent’anni. È quella dello storico Rifugio delle Guide, uno dei luoghi che per decenni hanno fatto parte della storia alpinistica del versante teramano del Gran Sasso.

 

La struttura ha riaperto nei giorni scorsi, dopo un lungo periodo di chiusura e dopo importanti lavori di recupero e riqualificazione. Ma quella avvenuta ai Prati di Tivo non è soltanto la riapertura di un edificio. È anche il passaggio da una montagna a un’altra.

 

Per comprendere il significato di questo luogo bisogna tornare indietro nel tempo. Il Rifugio delle Guide era soprattutto un punto di riferimento per guide alpine, alpinisti e frequentatori abituali del Gran Sasso. Un luogo profondamente legato a una maniera di vivere la montagna fatta di partenze all’alba, salite, incontri, racconti e ritorni dalle pareti. Ai Prati di Tivo rappresentava quasi naturalmente uno dei punti di aggregazione del mondo alpinistico.

 

Poi la lunga chiusura. Per oltre vent’anni la struttura è rimasta inutilizzata, fino a versare in condizioni di evidente abbandono. Oggi quel capitolo è terminato. La riapertura porta però con sé anche un cambiamento importante. Il nuovo Rifugio delle Guide non sarà più esclusivamente il luogo degli alpinisti di un tempo. La struttura avrà infatti una vocazione più ampia, maggiormente ricettiva e commerciale, capace di rivolgersi anche a escursionisti, famiglie, turisti e più in generale a chi frequenta i Prati di Tivo.

 

Ed è forse proprio questo l'aspetto più interessante della nuova fase. Il nome rimane lo stesso. La struttura è la stessa. Il luogo conserva inevitabilmente la memoria di ciò che è stato. Ma cambia il modo di interpretarlo.

 

È un passaggio che racconta, in fondo, anche l'evoluzione della montagna italiana. Molti luoghi nati in origine con una funzione strettamente alpinistica sono diventati nel tempo strutture chiamate a confrontarsi con un pubblico diverso e con la necessità di trovare una sostenibilità economica. Il Rifugio delle Guide dovrà quindi provare a tenere insieme queste due anime: la memoria alpinistica del passato e le esigenze turistiche del presente.

 

L'immobile è di proprietà dell'Asbuc (Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico) di Pietracamela (in provincia di Teramo) ed è stato preso in concessione dal Comune di Pietracamela. Il percorso di recupero ha previsto interventi di rifunzionalizzazione, efficientamento energetico e messa in sicurezza, realizzati anche grazie a risorse collegate al Pnrr e al progetto Unico Gran Sasso. Terminati i lavori, il Comune ha quindi proceduto con il bando per l'affidamento della gestione. A gestire oggi la struttura sono Berardo Di Battista e Mauro Barnabei. Il sindaco di Pietracamela Antonio Villani, in occasione della riapertura, ha ricordato il lungo percorso che ha permesso di recuperare un edificio rimasto chiuso per più di due decenni, ringraziando anche l'Asbuc, i progettisti, gli uffici comunali e le realtà coinvolte nel progetto.

 

La riapertura del Rifugio delle Guide arriva inoltre in un momento particolare per i Prati di Tivo. La località continua a interrogarsi sul proprio futuro e sulla necessità di ricostruire un sistema di servizi capace di renderla nuovamente un punto di riferimento stabile per il turismo del Gran Sasso. Per questo il recupero di una struttura storica assume un valore che va oltre il singolo edificio. Ogni porta che torna ad aprirsi in montagna significa un presidio in più, un luogo di incontro in più, una possibilità in più.

Allo stesso tempo, sarebbe un errore dimenticare ciò che quel nome rappresenta.

 

Perché il Rifugio delle Guide non è un nome qualsiasi. Racconta una stagione del Gran Sasso, un mondo alpinistico e una comunità di persone che per molti anni hanno riconosciuto proprio lì uno dei propri punti di riferimento. La sfida, allora, non sarà stabilire se sia giusto che il rifugio cambi.

 

Dopo oltre vent'anni di chiusura, era inevitabile immaginare una struttura differente e capace di sostenersi anche economicamente. La vera sfida sarà riuscire a cambiare senza cancellare la memoria. Permettere a famiglie e turisti di entrare in quel luogo, magari senza conoscere nulla della sua storia, e contemporaneamente fare in modo che chi ha vissuto i Prati di Tivo molti anni fa possa ancora riconoscervi qualcosa.

 

Perché la montagna cambia. Cambiano le persone che la frequentano, cambiano i servizi, cambia il turismo e cambiano inevitabilmente anche i rifugi. Ma alcuni luoghi possono continuare a raccontare ciò che sono stati anche mentre diventano qualcosa di nuovo. Dopo più di vent'anni, il Rifugio delle Guide è tornato a vivere. Ora comincia la parte forse più interessante della sua storia: capire quale montagna riuscirà a rappresentare.

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