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E' morto Paolo Vallorz, uno dei più grandi artisti trentini di sempre

Il pittore si è spento all'età di 86 anni a Parigi. Famoso per i suoi alberi tornava spesso nella sua Caldes, in Val di Sole. Mercoledì alle 17 il suo comune lo ricorderà davanti alla sua casa

Di L.P. - 27 novembre 2017 - 17:41

PARIGI. "Sono nato tra gli alberi multicolori della Val di Sole, valle del sole bruciata da acque limpide e fresche. Ho fatto la mia esperienza informale concettuale ma me ne sono ritratto avvilito e scontento. Sono ritornato alla vita, alla natura, ai fiori, ai frutti nella loro naturalità vera. Li vedo intensamente anche quando sono chiuso in una stanza buia a pensare". Queste le frasi di Paolo Vallorz in occasione della sua "donazione" fatta al Mart che ne ha celebrato la maestria, le capacità artistiche, la grande caratura di pittore internazionale. Vallorz è scomparso questa mattina alle 10 a Parigi all'età di 86 anni

 

Nato in Val di Sole, a Caldes, divenne famoso in tutto il mondo per i suoi alberi che giocavano tra ombre e luci, chiari e scuri, quegli alberi che richiamavano proprio i boschi della sua Val di Sole. E in Val di Sole il 29 alle 17 davanti alla sua casa di Caldes si terrà un momento di ricordo per quel concittadino che tanto ha fatto per il comune solandro facendolo conoscere in tutto il mondo. E ancora prossimamente verrà organizzata una giornata di studi della sua arte.  

 


 

Vallorz, che è morto a casa dopo essere stato dimesso qualche giorno fa dall'ospedale di Parigi per delle complicazioni subentrate nell'ultimo periodo, si è formato artisticamente a partire dal 1948, all'Accademia di Belle Arti a Venezia, sotto la guida del maestro Guido Cadorin. L'anno successivo si trasferì a Parigi, dove frequentò l'Accademia Libera della Grande Chaumière du Montparnasse. Per evitare il servizio militare visse in clandestinità. Furono gli anni delle figure astratte e geometriche, delle amicizie con Burri, César, Yves Klein, Giacometti.

 

Artista poliedrico nel 1956 con Jean Tinguely progettò, realizzò e guidò una vettura nella 24 ore di Le Mans del 1958. Tornò, quindi, a dipingere, privilegiando i paesaggi, soprattutto della sua valle natia, la Val di Sole. Nella prima metà degli anni sessanta espose a New York, due volte, partecipò a svariate collettive a Parigi ed a Tolosa, ottenne anche il primo premio di pittura alla Tate Gallery di Londra. Nel 1967 espose alla Gallerie Claude Bernard a Parigi, nel 1970 a Castel Caldes presentò una personale, poi due esposizioni a Milano ed una a Torino. Sempre in questi anni partecipò ad importanti mostre collettive a Darmstadt e Pittsbourgh.

 


 

Il Mart gli ha dedicato due personali: “Paolo Vallorz. La Natura come Storia dell'uomo”, nel 2005, e "La donazione Paolo Vallorz" nel 2011 una delle mostre più riuscite del museo d'arte moderna. Negli ultimi anni si è dedicato a raffigurare dettagli dei paesaggi che tanto amava, in particolare un soggetto: tre piante che partono da un unico gruppo di radici, che si trovano sul monte Peller, vicino a Caldes. Si divideva tra Parigi e il suo borgo d'origine. Ad oggi non si sa dove verrà seppellito se in Francia o nella sua Val di Sole. 

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