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La Virtus Trento perde un pezzo di storia, addio a Paolo Pasqualini

Storico dirigente della società arancioverde, si è spento a 75 anni. "Grande lavoratore e sempre disponibile, dal tè al lavaggio delle maglie non ha mai fatto mancare nulla"

Di Luca Andreazza - 22 dicembre 2017 - 17:20

TRENTO. La Virtus Trento perde un pezzo di storia, si è spento a 75 anni Paolo Pasqualini, storico dirigente del sodalizio arancioverde di Santa Maria Maggiore. 

 

"Un secondo papà per tanti - ricorda Alessandro Ferrari, vice presidente della Virtus Trento - grande lavoratore e sempre disponibile, dal tè al lavaggio delle maglie non ha mai fatto mancare nulla".

 

Quelli sono gli anni di una Virtus a forte trazione Pasqualini, oltre a Paolo in qualità di allenatore e dirigente, anche i fratelli Marco e Luciano sono parte della tradizione virtussina (tutti e tre - unici - dirigenti emeriti) e si sono alternati alla guida del sodalizio del centro città, rispettivamente dal 1966 al 1985 e dal 1985 al 2001. 

 

"Tanti - aggiunge il vice presidente - hanno un grande ricordo di quegli anni in quanto la Virtus è una scuola di vita e una famiglia. Era umile e sorridente, ma si spendeva tanto per non far mancare nulla soprattutto ai più giovani".

 

La Virtus, fondata nel 1947, ricopre senz'altro un ruolo di rilievo e un posto in primo piano nel panorama dell'associazionismo trentino, quali la gratuità dell'impegno, passione, generosità e costanza

 

"Rispetto e gruppo - dice Luigi Perini, giocatore e poi allenatore della Virtus - questo veniva prima di tutto, quello che riteneva le radici della pratica sportiva. Riusciva a gestire in modo impeccabile anche i ragazzi più vivaci e difficili dal punto di vista caratteriale, senza alzare la voce, ma con l'esempio". Aveva anche ideato un ritiro estivo per cementare il gruppo, quello di Calambrone e non si contano le iniziative anche all'estero nei tornei di Pasqua, aperti a tutta la famiglia tra sport, cultura e divertimento. 

 

E in quel periodo il vivaio è particolarmente florido e i ragazzini non mancavano nel campo in terra battuta di Santa Maria. Piccoli calciatori che poi crescevano lungo la strada del settore giovanile fino ad arrivare alla Prima squadra: una società oratorio, come amavano definirla i Pasqualini, dove ognuno poteva e doveva trovare il proprio spazio. Tanto che fino al 2002 la Virtus non aveva 'acquistato' nessuno, affidandosi ai giovani cresciuti in società. 

 

"Era entusiasta - conclude Perini - aveva la capacità di lavorare per i giovani e non soltanto accanto ai ragazzi. Lascia un profondo segno di ricchezza e spessore umano".

 

Un testimone ora raccolto anche dal figlio di Paolo, Maurizio, che dopo una vita spesa a calcare i campi provinciali e regionali in maglia arancioverde nel 2012 è tornato a bordo della Virtus Trento, sulle orme del padre in qualità di dirigente e allenatore, così come tanti ex giocatori. E dopo un decennio di appannamento tra il 2002 e il 2012, la società è tornata ai fasti di prima e ora nelle ultime stagioni partecipa al campionato di Promozione

 

L'ultimo saluto a Paolo Pasqualini si terrà domani alle 10 alla chiesa di Cognola.

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