Malattie, Fenalt: ''Chi paga le visite fiscali dell'Inps? Serve accordo sindacato-Provincia''
La Fenalt ribadisce la richiesta di chiarimento, già avanzata al governatore Ugo Rossi, in materia malattie. Maurizio Valentinotti: "Alcuni lavoratori hanno ricevuto a casa la visita fiscale da Inps e in orari diversi da quelli attualmente previsti dalle norme valide per noi. Mi chiedo chi ha dato l'ordine?"

TRENTO. La Fenalt ribadisce la richiesta di chiarimento, già avanzata al governatore Ugo Rossi, in materia malattie e risponde all'articolo de Il Dolomiti del 9 novembre scorso (Qui articolo). "A livello nazionale - dice Maurizio Valentinotti, segretario generale del sindacato - Inps è titolare delle visite fiscali ai lavoratori in malattia con regole diverse rispetto alle nostre".
Una situazione a detta della Fenalt complicata dal fatto che si aggiungono le molteplici segnalazioni dai parte degli iscritti di visite effettuate direttamente dai medici di Inps secondo i regolamenti e le fasce vigenti a livello nazionale, mentre "in Trentino - aggiunge il segretario - il consiglio provinciale ha inserito un articoletto nell'assestamento di bilancio: i lavoratori della pubblica amministrazione sarà sempre l'Apss a fare le visite e che le modalità verranno stabilite con regolamento della Giunta già fissato in contratto. Questa situazione è frutto dell'accordino tra parti sociali (Fenalt esclusa, ndr), Apsp e Comuni".
Cosa c'è che non va? "Alcuni lavoratori - prosegue Valentinotti - hanno ricevuto a casa la visita fiscale da Inps e in orari diversi da quelli attualmente previsti dalle norme valide per noi. Mi chiedo chi ha dato l'ordine? Chi paga gli interventi? Come mai se ritengono che ci siano nuove disposizioni non è stata data notizia ai lavoratori? Per spiegare il paradosso: è come se un pescatore sul Noce venisse controllato da una guardia forestale dello Stato in base al regolamento di pesca sul Ticino".
E per questo la Fenalt ritiene che il regolamento delle visite fiscali, fino all'altro giorno fatto con contratto, rimanga oggetto di trattativa tra sindacato e Provincia: "Abbiamo chiesto al governatore Rossi un incontro - dice il segretario - per definire le regole insieme. Non è nostra intenzione difendere i furbetti, ma non vorremmo che nell'ambito di tali regole non si costringessero agli arresti domiciliari coloro che sono ammalati senza ombra di dubbio e che per guarire non devono necessariamente stare in casa: se necessario c'è sempre la facoltà di chiamare gli interessati a visite fiscali di controllo, atti ad appurare non la presenza in casa, ma la sussistenza della malattia, come la frattura, i punti chirurgici, la 'grave patologia' e via dicendo".
"Necessario proseguire su questa strada - conclude Valentinotti - non nell'interesse della Fenalt, ma dei principi che porta avanti".












