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Progetto area ex Santa Chiara, firmata la convenzione per i 18 milioni di finanziamento da Roma

Per l'assessore Italo Gilmozzi: "Molta soddisfazione. Ci auguriamo di sfruttare al meglio questa importante occasione"

Pubblicato il - 18 dicembre 2017 - 19:54

TRENTO. La riqualificazione dell'area “Santa Chiara” diventa sempre più concreta. Proprio oggi a Roma è stata sottoscritta dal sindaco Alessandro Andreatta e da Paolo Aquilanti, segretario generale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la convenzione che dà il via al programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.

 

Un programma finanziato a livello nazionale con 2,1 miliardi, e che porta a Trento a disposizione del Comune di Trento 18 milioni che saranno investiti nel progetto “di rifunzionalizzazione e riuso sostenibile dell'area Santa Chiara”. Dopo la firma, la convezione viene trasmessa alla Corte dei conti, che provvederà alla sua registrazione, rendendola così efficace e operativa.

 

“C'è molta soddisfazione – ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Trento Italo Gilmozzi – perché è stato un percorso molto impegnativo durato un anno e mezzo che ha visto l'impegno dei tecnici comunali. Ci auguriamo di sfruttare al meglio questa occasione molto importante”

 

Il progetto “Santa Chiara Open Lab”, curato dal Servizio Attività Edilizia del Comune, è stato suddiviso in otto moduli, diversi tra loro quanto a durata dell'intervento e importi.

 

Il primo modulo riguarda la ristrutturazione dell'ex casa di riposo, che diventerà la nuova sede degli uffici tecnici comunali. Quarantacinque i mesi di lavoro previsti nel cronoprogramma, 12 milioni e mezzo l'importo totale di progetto e lavori. Il progetto è attualmente in appalto con scadenza per la presentazione delle offerte il giorno 15 gennaio 2018. L'arrivo da Roma dei finanziamenti permetterà al comune di liberare i 12 milioni di euro già impegnati per questi lavori e indirizzarli poi per altri interventi cittadini, primo fra tutti, la nuova piscina. 

 

Il secondo modulo è quello del restauro dell'ex mensa Santa Chiara, che ospiterà l'urban center, la sede degli ordini professionali, un centro culturale per giovani con aree per il co-working e sale conferenze. Trentasette i mesi di lavori, due milioni e mezzo il costo totale dell'intervento.

 

La ristrutturazione della palazzina degli ex uffici della Rsa è stata inclusa nel terzo modulo: gli spazi un tempo dedicati all'amministrazione della vecchia casa di riposo diventeranno un centro diurno per anziani, un asilo nido interaziendale e unità abitative per il co-housing solidale. Un milione il costo dell'intervento, che richiederà 25 mesi di lavori.

 

Il quarto modulo, del valore di 400 mila euro, è quello del restauro della chiesetta del Redentore, che sarà dedicata a finalità culturali. Diciassette i mesi di lavoro necessari. Il quinto modulo del progetto prevede la “riqualificazione degli spazi aperti e del tessuto connettivo del comparto”, con il ridisegno del parco e dei suoi percorsi e la creazione di aree per il relax, punti per il bike sharing, aree gioco. L'area sarà dotata di un impianto di fitodepurazione che consentirà di purificare e accumulare l'acqua raccolta dai tetti degli edifici e dalle superfici pavimentate del parco. I lavori dureranno 20 mesi e costeranno 1 milione e 400 mila euro.

 

Il sesto modulo riguarda lo sviluppo di nuovi sistemi per la sicurezza urbana e per il coinvolgimento dei cittadini: strategie e soluzioni “smart” per aumentare la percezione della sicurezza si integreranno con la trasformazione della rete di illuminazione (150 mila euro, 12 mesi di lavoro). All'interno dello stesso modulo, il progetto U-Hopper si propone di favorire un dialogo virtuoso tra cittadinanza e pubblica amministrazione e all'implementazione di un sistema semplice e intuitivo che consentirà di trasmettere segnalazioni o richieste d'intervento (9 mesi di lavoro, 120 mila euro di finanziamenti, in parte privati).

Il settimo modulo è quello riguardante l'attività di promozione e formazione sui temi della resilienza urbana e dei cambiamenti climatici (50 mila euro, 15 mesi di lavori), mentre l'ultimo modulo, che non riceve finanziamenti pubblici, riguarda il complesso Habitat (cosiddetta area Tosolini).

 

La convenzione firmata oggi prevede che le risorse statali vengano erogate previa verifica dello stato di avanzamento dei singoli interventi. La quota di finanziamento anticipato del 20 per cento sarà stanziata solo in presenza di progetti definitivi ed esecutivi e delle autorizzazione necessarie all'avvio dei lavori.

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