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Byron e Yara avvelenati a Susà. La padrona Monica: ''Siamo distrutti. Quanti ne devono morire prima che si faccia qualcosa?''

Quella zona di Pergine sta diventando maledetta per gli animali domestici. Si è cominciato 8 anni fa con l'avvelenamento di due cavalli e poi ogni anno sono morti vari cani per bocconi assassini. In autunno un'ordinanza del sindaco che non è servita a nulla. ''Vogliamo organizzare una passeggiata silenziosa per dire basta a questo scempio''

Di Luca Pianesi - 17 luglio 2018 - 20:53

PERGINE. ''Siamo destabilizzati, sfiduciati, affranti. Non so come spiegare il dolore che stiamo provando. Mio figlio di 17 anni è anche dovuto andare a prenderli, a recuperarli mettendoli dentro un sacco nero. Una cosa straziante". Adesso basta. Le ordinanze stanno a zero, senza i necessari controlli, e qui serve un'indagine approfondita perché i casi sono tanti, troppi e quella di Susà si sta trasformando in una zona maledetta per chi ha degli animali. Una zona da evitare, da anni al centro di cronache di avvelenamenti di animali: cani, tantissimi, ma anche due cavalli, nel 2010 uccisi, si disse all'epoca, da qualche cacciatore di frodo che si era così vendicato perché il proprietario aveva denunciato il ritrovamento di vari camosci uccisi e di molti lacci che servivano da trappole.

 

''Noi non sappiamo davvero a chi pensare - spiega oggi Monica del Bianco la proprietaria dei due pastori tedeschi grigioni trovati morti ieri sera su un prato poco sopra la loro casa - ma siamo certi che siano stati avvelenati. Ce lo ha confermato questa mattina il veterinario che provvederà, dopo gli esami tossicologici a fare la segnalazione e la denuncia al sindaco, alla procura e all'Azienda sanitaria. Noi siamo distrutti. Se penso che esattamente un anno fa avevamo in casa undici cani, Byron e Yara, che avevano 4 e 3 anni, e i loro cuccioli, mentre oggi la casa è vuota, fredda, non me ne capacito. Non capiamo come si possano compiere certi tipi di azioni''.

 

Quel che è certo è che proprio a Susà, solo 4 mesi fa, altri 2 cani erano stati uccisi da bocconi avvelenati, poi c'erano stati altri decessi, un anno prima era toccato a un Bovaro del Bernese, l'anno precedente ad altri ancora e questo autunno i ritrovamenti erano diventati talmente frequenti che il sindaco Oss Emer aveva dovuto emettere un'ordinanza, se vogliamo all'incontrario: obbligo di tenere al guinzaglio (non più lungo di 1,5 metri) i cani in quella zona. Un po' come dire ''in quella parte di territorio sparano'' e invece che impedire ai ''cattivi'' di sparare si ordina ai ''buoni'' di mettere ''il giubbotto antiproiettile'' (per poi, magari multarli, se si viene uccisi perché a quel punto la colpa è loro che non hanno rispettato l'ordinanza). 

 

Si è anche disposto "di procedere - si leggeva nel testo - se identificata l’area, all’immediata bonifica dei luoghi interessati mediante sopralluogo a mezzo degli operai comunali e di richiedere al Corpo di Polizia Locale di intensificare i controlli nelle zone di Susà loc. Malga, onde verificare quanto accaduto, per quanto di competenza, ed impedire il ripetersi dell’evento". Il ripetersi dell'evento, però, non è stato impedito. ''Ieri mattina io e mio marito siamo andati al lavoro come di consueto - racconta ancora Monica - e i nostri due cani erano in giardino. Quando in pausa pranzo siamo rientrati erano scappati. Viviamo in campagna, oltre la nostra casa ce ne sono solo altre due e poi ci sono i campi e il bosco e quindi qualche volta era successo che si allontanassero. Ma non andavano mai lontano e al suono della macchina rientravano sempre di corsa. Questa volta no. Abbiamo provato a cercarli ma quando è stato il momento siamo dovuti rientrare al lavoro. E' rimasto uno dei nostri figli, a casa, ad aspettarli e a cercarli. Alle 19 ci ha chiamati. Erano stati trovati dal contadino vicino in un campo poco sopra casa nostra. Morti entrambi, vicini, avvelenati".  

 

Ancora una volta, l'ennesimo caso sempre nella zona di Susà, questa volta a Susà Alta. ''Non sappiamo cosa fare - conclude Monica - quanti altri avvelenamenti debbono esserci prima che si faccia davvero qualcosa? I miei figli, intanto, hanno affisso assieme a loro amici dei cartelli con scritto 'pericolo, bocconi avvelenati' in zona, ma devono intervenire le istituzioni. Come Monica ho avuto la fortuna di conoscere un gruppo fantastico che è quello di Girovaghi a 6 zampe in Trentino. Con loro mi piacerebbe organizzare una camminata silenziosa, con tanti cani per ribadire il fatto che loro sono innocenti, non fanno male a nessuno. Che non facciamo male a nessuno. Come si può essere tanto crudeli e cattivi?".

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