Contenuto sponsorizzato
FVG
12 giugno | 12:05

Perso il bar/ristorante il borgo montano rischia di scomparire: ''Impossibile trovare personale. I giovani? Mi dicevano: 'Non vengo, lì non c'è niente da fare dopo il lavoro'''

In Carnia cresce la difficoltà nel reperire personale, i locali chiudono e si fatica a trovare soluzioni. Anche Federico Durli, l’ultimo gestore del bar ristorante Al Cral della frazione di Trava nel Comune di Lauco, mesi fa ha deciso di interrompere il suo rapporto con la Cooperativa Operaia: “Mancava personale, era raro trovare qualcuno che volesse venire a lavorare lì. E per varie vicissitudini ho deciso di guardare altrove"

di Margherita Tomadini

LAUCO. In Carnia cresce la difficoltà nel reperire personale: i borghi si stanno spopolando e le attività sono in crisiCon la chiusura avvenuta alla fine di febbraio del bar ristorante Al Cral, gestito da Federico Durli, la frazione di Trava ( nel comune carnico di Lauco) è rimasta completamente priva di attività commerciali e di servizi di ristoro. Oggi quindi, nel paese non vi sono più né bar, né negozi di alimentari, né ristoranti e per usufruire di questi servizi, residenti e visitatori sono costretti a spostarsi nella località vicina di Avaglio oppure a Lauco, principale centro di riferimento dell’area. 

 

Per sette anni ho gestito il locale, ero affittuario della Cooperativa, presente 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Trovare personale era sempre un’impresa perché la gente, anche i giovani, preferivano andare in posti che presentassero e includessero un certo livello di vita sociale. Prendere in gestione oggi un ambiente del genere non è facile, sia a livello burocratico che “a livello di personale”. Trovare camerieri, cameriere e aiuto cuochi o cuoche è un’impresa” dichiara l’ex gestore Durli.  

 

“Non c’è vita in queste zone” è una delle risposte che veniva data al ristoratore durante la (disperata) ricerca di qualcuno che potesse aiutarlo tra sala e cucina: “Per qualcuno questo rappresenta un grande problema, ma si tratta di lavorare. Divertimento e lavoro sono cose diverse. Per sette anni sono riuscito a tenere duro, poi per varie vicissitudini ho deciso di non continuare più, con la Cooperativa ho avuto le mie discussioni e non vedevo prospettive - spiega al il cuoco e ristoratore Durli -. Avevo fatto richiesta per alcuni lavori di ristrutturazione, anche a mie spese, ma nulla è accaduto”. 

 

Una situazione complicata anche per la Cooperativa Operaia di Trava (fondata dalle famiglie della zona) che però ora ha un punto fermo: nella frazione di Trava manca anche quello che era l’ultimo e unico punto di ritrovo. Chiuso il bar/ristorante, non è rimasto altro. La Cooperativa sta cercando un nuovo gestore, ma non si sa come andrà a finire.

 

D’altra parte, i turisti sono arrivati anche in queste zone, ma sembra mancare un’offerta di attività e servizi in grado di incentivarli realmente a tornare. Federico Durli sottolinea inoltre di aver lavorato molto con i gruppi che visitano il Santuario della Madonna dei Miracoli, divenuto noto anche grazie al film Piccolo Corpo. Aggiunge che, a livello comunale, negli ultimi tempi sono stati compiuti alcuni passi avanti; tuttavia, la carenza di personale continua a rappresentare un problema complesso e difficile da risolvere.

 

"Adesso sono dipendente, tuttavia anche nella nuova realtà in cui mi trovo, manca sempre qualcuno. In Carnia, i ristoratori non solo moltissimi e io sono stato cercato da più di quindici aziende. Ciò significa che la richiesta è molto superiore all'offerta di manodopera. E' evidente che le cose non funzionano” spiega Durli.  

 

Mentre qualcuno se ne va dalle zone di media montagna, c’è però anche qualcuno che preferisce andare controcorrente: “Ci sono nuovi volti sì. Soprattutto persone che, essendo automunite riescono a concedersi un tipo di vita del genere, lontano dalla città e “in tranquillità”. Ricercano un nuovo stile di vita e si accontentano di essere lontani dalle comodità e dai servizi. Molti per lavoro poi si spostano verso i comuni di Villa Santina e Tolmezzo, ma senza auto, ed essendo il servizio del trasporto pubblico piuttosto scarso, vivere qua diventerebbe complicato. Lauco fortunatamente possiede ancora alcuni esercizi commerciali che contribuiscono a sostenere la comunità vicina, me compreso, ma ovviamente non per tutti è sufficiente. I beni di prima necessità ci sono, poi certamente, per una spesa più impegnativa e per trovare supermercati più forniti, si deve scendere nei Comuni più grandi”.  

 

Sostenendo questi piccoli e unici alimentari, si possono difendere dal fenomeno dello spopolamento i comuni montani: “Ci sono persone che non concepiscono la gravità della situazione e si lamentano, ma è necessario sostenersi a vicenda” conclude Durli.  

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 12 giugno | 12:16
L’analisi di Meteotrentino su maggio, un mese "dai due volti": "Temperature superiori alla media e precipitazioni complessivamente scarse"
Cronaca
| 12 giugno | 11:40
Un uomo, di cui non si conoscono ancora le generalità, ha perso la vita in un terribile incidente stradale che si è verificato in via Tavigliana, [...]
Cronaca
| 12 giugno | 11:01
Pompieri dei comandi di Mantova, Brescia, Bergamo e Verona in azione. L'appello a chiudere le finestre e a non recarsi in zona
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato