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Bolzano
22 aprile | 13:02

"Senza eventi e senza mercato ho perso metà del mio fatturato. Così la città muore". Da Laives il racconto di una commerciante allo stremo

"I lavori della piazza, lo spostamento del mercato, gli eventi estivi che sono stati cancellati e che portavano tanta gente nei nostri negozi. Siamo in crisi. Ci saranno solo vetrine vuote e luci spente se continua così. Siamo sicuri che via Kennedy sia la giusta soluzione per le bancarelle?"

LAIVES. A Laives ci sono i commercianti di via Kennedy, quelli che quando c'è il mercato, sono contenti. 

Ci sono gli altri commercianti di via Kennedy, quelli che invece il mercato non lo vedono perchè le bancarelle si fermano prima. E loro non sono contentissimi. 

Poi ci sono tutti gli altri. 

 

Quelli che hanno il negozio nel resto della città di Laives, quelli che affrontano ogni giorno la crisi del commercio e che si trovano a navigare in nuove difficoltà. Come se tutto non fosse già abbastanza difficile. 

 

“Tra una cosa e l'altra io ho perso più del 50% del mio fatturato. I numeri dicono che forse mi converrebbe chiudere e spostarmi on line. Ma non voglio. Questo negozio è il mio sogno, l'ho realizzato e non voglio che mi venga portato via perchè l'amministrazione mi toglie dalle mani ciò che mi aiutava”. 

 

A parlare è Cari Perez, commerciante di via Pietralba e quello che le stanno togliendo si può toccare con mano: il mercato, che è stato momentaneamente spostato in via Kennedy e i grandi eventi estivi che animavano la città e il commercio fino a sera tardi, e che, dalla scorsa stagione non si tengono più.  

 

Senza citare della nuova piazza di Laives, intorno alla quale vi sono non poche perplessità. 

E non si parla solo dei lavori eterni e dei quali non si vede una fine. 

 

“Abbiamo parlato anche di quella con altri colleghi commercianti –  ci racconta Cari, sconsolata – ma siamo tutti molto pessimisti. Cosa può portare una piazza se la città muore lentamente? Se tutto chiude, se non ci sono possibilità? La piazza sarà bellissima. Ma tristemente vuota”. 

 

Cari parla da commerciante, da persona che ha investito e investe denaro ed energie. E parla anche da cittadina, da cittadina che tiene molto alla sua comunità, come si capisce nel corso dell'intervista realizzata. 

 

“Io stessa – ci spiega – la domenica quando a Laives è tutto chiuso, vado da altre parti. Ma vorrei avere la possibiltià di restare a Laives, di spendere i miei soldi nella mia città, di contribuire allo sviluppo di una comunità. E invece non si può”. 

 

Cari ha il suo negozio in via Pietralba e da ormai due anni è in seria difficoltà. 

 

I motivi? Sono diversi, a tratti incomprensibili e si vanno a sommare uno con l'altro, rendendo perfetta la ricetta per il disastro

 

Partiamo proprio dall'ubicazione, da via Pietralba, quella via dove fino a poco fa c'erano le bancarelle del mercato settimanale che sono state spostate “momentaneamente”  per permettere la realizzazione dei lavori della nuova, scintillante, piazza. 

 

“Il passaggio del mercato davanti ai negozi di via Pietralba era un momento importante per noi: era il nostro punto di riferimento, il nostro principale flusso di clienti. Poi le bancarelle si sono spostate. Non solo questa scelta ha inciso negativamente sulle vendite, ma ha anche abbassato ulteriormente il livello di vivacità del nostro quartiere, che ormai appare sempre più vuoto con molte vetrine spente e negozi chiusi”, ci racconta Cari. 

 

La seconda mazzata è stato il mancato rinnovo degli eventi estivi e la mancata pianificazione di altro. 

 

Altro cosa? Chiediamo. 

 

“Qualsiasi altra cosa che tenga viva la città. Che sia inverno, primavera, estate. Che siano eventi culturali, sportivi, musicali. Qualsiasi cosa. Ci hanno tolto tutto quello che c'era, che venga inserito altro!” ci risponde. 

 

E cari parla chiaramente di ciò che faceva la parte del leone fino a due anni fa: quelli che prima si chiamavano “venerdì” lunghi (con l'amministrazione Di Fede) e che si sono poi trasformati in “Pazza Estate” (con l'arrivo dell'amministrazione Bianchi), la rassegna che ogni settimana animava la bella stagione di Laives con eventi tutti diversi tra loro.

 

Negozi aperti fino a tardi, cibo, musica, spettacoli. Vita. 

 

“Soprattutto d'estate, queste rassegne tengono viva una città come Laives. Le persone arrivavano anche da fuori e riempivano le nostre strade. Una benedizione per il commercio. Poi tutto è stato cancellato. Ad oggi non sappiamo nemmeno se verrà organizzato qualcosa per la prossima estate. E siamo ad aprile” racconta sconsolata Cari. 

 

E i guadagni vanno giù. Colano a picco. 

Ma non per tutti. 

 

“Leggo con disappunto – prosegue Cari -  che, secondo alcune persone, il mercato sarebbe più "fattibile" in via Kennedy, ma questa idea ci sembra molto sbagliata e distorta. Noi commercianti fissi non siamo contro gli ambulanti, anzi: desideriamo soltanto che ci venga data la possibilità di lavorare in modo dignitoso, senza continui cambiamenti che danneggiano la nostra attività. Sarebbe importante che si facesse anche un vero sondaggio tra di noi, perché siamo noi a vivere e lavorare ogni giorno sul territorio, e abbiamo il diritto di essere ascoltati”. 

 

Perchè ora, il tema è proprio questo: il mercato tornerà in via Pietralba? Su carta sembra di si, ma in realtà la voce che circola dagli addetti ai lavori è ben diversa. 

 

“Ho sempre temuto che, una volta spostato in via Kennedy, il mercato non sarebbe più tornato in pietralba. E purtroppo, le paure sembrano avverarsi”. 

Il dibattito sul tema si è riacceso infatti proprio in questi giorni. 

 

In merito alle recenti lamentele legate alla permanenza del mercato settimanale in via Kennedy a Laives, Confesercenti è infatti intervenuta per offrire il punto di vista degli operatori ambulanti.

 

E ha sottolineato che per loro, l’attuale collocazione stia garantendo risultati concreti sia in termini di afflusso che di ricadute economiche sul territorio. 

 

Secondo l’associazione di categoria, a quasi un anno dallo spostamento, il bilancio è decisamente positivo. Il mercato, spiegano, si è dimostrato non solo funzionale dal punto di vista logistico, ma anche capace di generare un impatto significativo sul commercio locale e sulla vivibilità dell’area.

"A livello di viabilità e operatività gli operatori lavorano meglio rispetto alla precedente collocazione di via Petralba, dove la presenza della salita rendeva tutto più complesso - spiega Mirko Bertoldi, funzionario responsabile per il commercio ambulante.

 

"Qui è tutto più lineare, più funzionale, e questo si riflette anche sul lavoro sul campo".

 

Confesercenti evidenzia inoltre come il mercato rappresenti un momento importante di socialità, capace di attrarre non solo residenti ma anche clienti per le attività fisse della zona.

Bertoldi sottolinea come bar e negozi beneficino della presenza del mercato, con un aumento tangibile della frequentazione. "Il mercato porta gente, crea movimento e occasioni di incontro. Anche i pubblici esercizi lavorano di più: c’è più passaggio, più vita. È un momento di convivialità che va oltre il semplice acquisto in una via Kennedy spesso al centro di riflessioni per aumentarne l’appettibilità commerciale", aggiunge.

 

Dal punto di vista dei numeri, l’associazione parla di un incremento significativo del volume d’affari rispetto a via Pietralba, stimato tra il +20% e il +30% rispetto alla vecchia collocazione.

 

“Ma ci siamo anche noi – ripete Cari sempre più sconsolata – io capisco che loro siano contenti, ma in questo modo il commercio di vicinato lontano dalla sola via Kennedy, o parte di essa, muore. via Kennedy è già un punto di passaggio, e nonostante la crisi sia ovunque, ha già la sua "vita". Noi no. Noi ci stiamo spegnendo". 

 

Era previsto un tavolo di lavoro proprio per discutere del tema e si sarebbe dovuto tenere a gennaio, ma fino ad ora, di questo tavolo non si è più saputo nulla. 

 

“Io e tanti altri come me ci sentiamo un po' abbandonati, è come si ci avessero dimenticati – conclude Cari – o come se non ci prendessero in considerazione. E vogliamo capire perché. Perchè non sono stati rinnovati gli eventi che tanto ci aiutavano? Perchè si dice tanto che si vuole aiutare il commercio di vicinato ma poi, concretamente, nessun fa nulla? Perché si vuole far morire Laives in silenzio?”.

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