Lavoratori in arrivo ma mancano gli alloggi, preoccupazione in agricoltura: "Dal decreto flussi 1200 persone ma burocrazia e affitti alti stanno creando grossi problemi"
L'attenzione ovviamente è molto alta. L'agricoltura in Trentino è un settore strategico dal punto di vista del valore economico prodotto ma anche ovviamente per l'offerta di lavoro. "Abbiamo persone che arrivano dalla Polonia e dalla Moldavia ma anche dal Marocco" ci spiega la neo presidente di Cia - Agricoltori Italiani Mara Baldo

TRENTO. I lavoratori ci sarebbero nonostante qualche criticità. Il lavoro anche è tanto. Quello che manca, sempre più spesso, però, è un tetto sotto cui farli vivere. Una questione che si trascina da diverso tempo ma burocrazia e affitti alti non permettono ancora di risolvere. Stiamo parlando del personale impegnato nei campi trentini per la raccolta dei piccoli frutti e delle mele.
A confermarlo è Mara Baldo la nuova presidente di Cia – Agricoltori Italiani del Trentino. Imprenditrice agricola trentina, titolare di un’azienda biologica a Romagnano, specializzata nella produzione di mele, ciliegie e viti, dal 2018 era vicepresidente dell'organizzazione che conta in Trentino circa 2 mila associati.
“Il decreto flussi è uno strumento importante. La disponibilità data quest'anno è di 1200 persone per l'agricoltura e i numeri dovrebbero essere sufficienti ma il nodo personale rimane” ci spiega.
L'attenzione ovviamente è molto alta. L'agricoltura in Trentino è un settore strategico dal punto di vista del valore economico prodotto ma anche ovviamente per l'offerta di lavoro.
Mara Baldo, i prossimi mesi saranno fondamentali per il mondo dell'agricoltura. Il tema del personale rappresenta ancora uno degli aspetti più critici?
Siamo messi precariamente. Il personale è un punto difficile da affrontare. Qualcuno rimane dagli anni precedenti e questo è un aspetto positivo. Stiamo però parlando di un lavoro stagionale e questo non è per le persone un punto a favore. Le ciliegie, per esempio, hanno una finestra di raccolta di soli 10 – 15 giorni. Oggi possiamo dire che i lavoratori impegnati nei nostri campi sono tutti comunitari o extracomunitari. Poi da qualche anno abbiamo il ritorno di qualche studente.
Da dove proviene la maggior parte del personale?
Abbiamo persone che arrivano dalla Polonia, dalla Moldavia ma sono state inviate anche delle richieste di lavoratori marocchini e siamo in attesa di ricevere una risposta. Speriamo che arrivino per le mele.
Grazie al decreto flussi quanto è il personale che potrà essere impegnato nei campi?
Un parte sarà dedicata al turismo, per l'agricoltura la disponibilità è di circa 1200 persone. Fino ad oggi le richieste sono vicine al migliaio e i numeri assegnati potrebbero quindi essere sufficienti. Ovvio, però, che c'è sempre più necessità ed è importante che questi decreti flussi ci siano e che funzionano per far fronte alle esigenze presenti sul territorio. La raccolta dei piccoli frutti è già iniziata, poi ci saranno le mele, fino ad arrivare all'uva.
Ha parlato della presenza di studenti. Stanno tornando?
Negli ultimi due anni abbiamo visto, in particolare nel periodo di agosto – settembre, prima dell'inizio delle scuole o dell'università, qualche studente. Un segnale positivo rispetto al passato, l'auspicio è che possano aumentare.
Uno dei temi molto sentiti è quello della mancanza di alloggio per le persone che arrivano in Trentino a lavorare.
Sì, purtroppo è così. E' uno dei più grossi problemi che sta andando avanti da tempo. Gli alloggi sono pochi e i soldi richiesti raggiungono livelli elevati e non sempre i lavoratori se li possono permettere. Io personalmente per la mia azienda sto cercando l'alloggio per una coppia e non riesco a trovare nulla. Quindi ci troviamo con persone che arrivano e se manca l'alloggio rischiano di perdere dei lavoratori.












