Caldo intenso e viti sotto stress: poca acqua e tanti acari. La Cia: "Per ora nessuna emergenza, ma tante sfide da affrontare"
Mara Baldo, presidente della Cia Agricoltori del Trentino: "Insolita un'ondata di calore prolungata, per il momento la situazione è sotto controllo"

TRENTO. "Questo grande caldo non fa bene a noi persone, e non fa bene neanche alla viticoltura. Questo è poco ma sicuro. Emergenza? No, ma è solo fine giugno. Ci difendiamo, vediamo come va. Qualche goccia di pioggia in più e qualche grado in meno non farebbero male, di sicuro se questo caldo persiste ci mette in difficoltà".
Non usa giri di parole la presidente della Cia Agricoltori italiani del Trentino Mara Baldo per raccontare una situazione che non ha ancora i crismi dell'emergenza ma che di certo qualche piccolo campanello d'allarme al comparto lo sta facendo suonare.
Ogni territorio peraltro ha i suoi problemi: in Valtellina ad esempio in una stagione considerata finora favorevole, le elevate temperature di fine giugno unite a un forte irraggiamento solare stanno aumentando il rischio di danni agli acini, in particolare ai grappoli più esposti. Casi di vere e proprie "scottature", che interessano soprattutto gli acini rivolti verso il sole.
"Devo dire - prosegue Baldo - che noi questo fenomeno non lo abbiamo verificato. Il problema principale, specialmente in prospettiva, è chiaramente quello delle risorse idriche: la vigna, rispetto ai meli o ad altri alberi da frutto, non richiede tantissima acqua, ha radici profonde. Ma con questi climi si formano delle sofferenza e delle carenze che in questo momento dell'anno sono insolite. Sofferenze avvertite in particolare nei territori collinari, dove il terreno è più sassoso: non possiamo parlare di emergenza acqua, ma di certo bisognerà fare attenzione allo sviluppo della stagione. Di fatto siamo ancora a fine giugno e la 'partita' è ancora lunga".
Con gran parte degli impianti irrigui a goccia, le viti vengono irrigate secondo necessità senza sprecare acqua preziosa. "Da questo punto di vista, anno dopo anno il mondo dell'agricoltura si fa trovare sempre più pronto. Certo le sfide non mancano: con le altissime temperature di questi giorni ad esempio stiamo facendo i conti con il proliferare di varie tipologie di acari. Oppure, altra criticità: non è facile per gli agricoltori lavorare nei campi e nelle coltivazioni con questo caldo e queste temperature".
La speranza è che questa ondata di caldo finisca presto: "Da qualche anno ormai - prosegue Baldo - noi che lavoriamo 'in prima linea', all'aperto, in grande contatto con la natura sappiamo che la stagione 'anticipa' sempre di più, cogliamo dei cambiamenti profondi e impattanti nel nostro clima e cerchiamo di giocare d'anticipo. Però un periodo di caldo così intenso e soprattutto così lungo non credo fosse mai capitato: magari si raggiungevano dei picchi di temperatura qui e là, ma non in maniera così prolungata. Assieme al caldo poi arrivano i temporali, le bombe d'acqua, la grandine: ormai quasi tutti hanno le reti per difendere le piante dai chicchi di ghiaccio, siamo attrezzati ad affrontare il peggio. Piove ma con concentrazioni di grandi quantità in pochissimo tempo, va bene che l'agricoltura è per definizione precaria ma con questi imprevisti non c'è un attimo di tregua".












