Caldo in città, per Greenpeace Trento è il terzo capoluogo per "isola di calore" più intensa: ecco i dati del report
Il report "L’estate che scotta" di Greenpeace per Trento offre spunti interessanti sulle temperature cittadine

TRENTO. Trento è il terzo capoluogo di regione, dopo Torino e L’Aquila, in cui nell’estate del 2025 si è registrata l’isola di calore urbana più intensa.
Questo quanto emerge dal rapporto di Greenpeace Italia “L'estate che scotta”, realizzato a partire dai dati messi a disposizione dai ricercatori Stefano Tersigni e Alessandro Cimbelli di Istat. Mentre il nostro Paese si prepara ad affrontare una seconda intensa ondata di calore in meno di un mese, questa nuova indagine svela che la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32°C, soglia oltre cui l’organismo entra in condizioni di forte stress da calore mettendo a rischio la salute delle persone, è passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025.

Trento tra i capoluoghi di Regione non fa eccezione, anzi: è al terzo posto (alle spalle di Torino e L'Aquila) per intensità delle isole di calore, con il 96% della popolazione che vive in zone che in estate presentano isole di calore intense o molto intense.
Sono identificate come intense o molto intense le aree urbane in cui la media massima delle temperature superficiali, nel periodo giugno-luglio-agosto, supera di oltre 8,3 °C quella registrata in zone rurali fuori città. La media per Trento è di + 13,9 °C. Questo dato è influenzato sia dalla conformazione della città sia dal tipo di vegetazione presente intorno al centro urbano: zone montane e boschive risultano più fresche rispetto a prati e aree sterrate.
Nei capoluoghi di Regione la media delle temperature superficiali massime registrate nell'estate del 2025 ha mostrato valori allarmanti: dieci città su venti hanno superato i 40°C, con picchi oltre i 44°C a Roma, Torino e Cagliari.
Questo indicatore non misura la temperatura dell’aria né la temperatura percepita, bensì la temperatura fisica della superficie urbana, cioè quella di elementi come asfalto, tetti, muri ed aree verdi, e contribuisce quindi a descrivere la vivibilità delle città e l’esposizione al caldo nei diversi quartieri. Le conseguenze sulla popolazione sono infatti significative. Circa l’87% degli abitanti dei capoluoghi di Regione, pari a 8,2 milioni di persone, vive in quartieri dove in estate la media delle temperature massime superficiali supera i 40°C. Tra questi ci sono circa 283 mila bambini sotto i 5 anni e 1,1 milioni di anziani oltre i 74 anni, categorie particolarmente vulnerabili al caldo estremo.
In questa speciale "classifica" per Trento arrivano tutto sommato buone notizie, visto che occupa il 20esimo e ultimo posto tra i capoluoghi di Regione italiani per quanto riguarda la media delle temperature superficiali massime (per i mesi di giugno, luglio e agosto nell’anno 2025), che è pari a 37,4 °C.

"Il quadro è preoccupante e ci aspettiamo l’ennesima estate con caldo da record. Per questo servono misure urgenti: Greenpeace chiede al governo italiano di introdurre una tassazione dei profitti delle aziende dei combustibili fossili e di usare le risorse raccolte per finanziare misure di transizione energetica e adattamento climatico, per proteggere anzitutto le persone delle fasce sociali più vulnerabili, e abbandonare rapidamente le fonti fossili a partire da un piano di phase-out del gas entro il 2035", commenta Federico Spadini, campaigner Clima di Greenpeace Italia.












