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Trento
21 giugno | 13:49

Ondate di calore e malessere, Pizzo (Asuit): “Dall'insonnia ai cali di pressione, ecco i rischi. L'aria condizionata strumento sempre più importante”

Mentre il Trentino – come buona parte dell'Europa occidentale – si trova alle prese con un'intensa ondata di calore, il direttore dell'Unità operativa igiene e sanità pubblica dell'Asuit, Francesco Pizzo, spiega a il Dolomiti i principali rischi di fenomeni del genere: “Il corpo consuma molta energia per la regolazione termica, con effetti anche sul benessere mentale delle persone”

TRENTO. Al netto di qualche possibile, e rapido, temporale di calore, l'ondata di caldo che sta interessando il Trentino – come buona parte dell'Europa occidentale – si accompagnerà a condizioni stabili probabilmente fino alla fine della prossima settimana, portando a temperatura decisamente al di sopra della media – sarà possibile raggiungere i 37/38 gradi in Val d'Adige – sul territorio provinciale.

 

Come conferma l'ingegnere ambientale ed esperto meteo Giacomo Poletti, dal weekend in poi l'anticiclone africano resterà “arenato” su di noi fino a fine mese e non ci saranno "vere svolte" per 7/10 giorni. Davanti dunque a un periodo relativamente lungo di caldo continuo e molto intensoil Dolomiti ha chiesto a Francesco Pizzo – direttore dell'Unità operativa igiene e sanità pubblica dell'Asuit – quali siano i possibili rischi, sul fronte sanitario, determinati da fenomeni del genere.

 

“Innanzitutto – spiega l'esperto – siamo ormai di fronte a un trend, non a una singola eccezione. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e sempre più intense e nelle città il fenomeno è amplificato, per esempio, dalla cementificazione o dalla scarsità di verde. La situazione peggiora poi in caso di elevata umidità o di scarsa ventilazione: parliamo di un insieme di elementi che, in poche parole, rendono più difficile per il nostro corpo la dispersione del calore”.

 

A livello fisico infatti, spiega Pizzo, sono diversi gli elementi che permettono al nostro corpo di mantenere una temperatura grosso modo costante, tra i 36,5 e i 37 gradi centigradi: “A partire ovviamente dalla sudorazione e dalla vasodilatazione – continua Pizzo –. Quando le condizioni di caldo sono particolarmente intense per un periodo di tempo prolungato però, la termoregolazione diventa più difficile e richiede un maggior dispendio energetico. Nell'immediato i rischi sono disidratazione, calo della pressione, crampi e, nei casi estremi, il colpo di calore”.

 

In quest'ultimo caso si tratta di un'emergenza medica da non sottovalutare, dice il medico, che si verifica in pratica quando l'organismo perde la capacità di disperdere calore, raggiungendo temperature che possono superare anche i 40 gradi. “In generale – continua – è importante limitare l'esposizione durante le ore più calde, tra le 11 e le 17, e preferire piuttosto la permanenza in ambienti freschi”.

 

I rischi maggiori sono naturalmente legati alle fasce più fragili della popolazione: bambini, anziani, soggetti cardiopatici o per esempio persone con malattie renali: “Per tutti però – dice Pizzo – gli accorgimenti da tenere sono di bere molta acqua, anche se non si dovesse sentire lo stimolo, vestirsi il più possibile freschi, mangiare cibi leggeri e ricchi di liquidi”.

 

Oltre alle possibili problematiche di natura fisica però, è importante ricordare che ondate di caldo intense e prolungate possono avere effetti significativi anche sul benessere mentale delle persone: “Il maggior dispendio energetico richiesto per la regolazione termica del corpo – continua l'esperto – può infatti favorire maggior affaticamento, irritabilità e calo di concentrazione sul lavoro. Tra i rischi troviamo anche l'insonnia, visto che le alte temperature rendono mediamente più difficoltoso addormentarsi”.

 

In questo contesto, conclude Pizzo, l'aria condizionata rappresenta uno strumento sempre più importante anche per zone, come il Trentino, dove tradizionalmente la necessità di raffrescamento estivo non era percepita (ne avevamo parlato, durante la caldissima e secchissima estate 2022, con il professore dell'Università di Trento e responsabile del Festivalmeteorologia Dino Zardi, Qui Articolo)

 

“Il condizionatore è uno strumento utile soprattutto per le categorie più fragili – dice il responsabile Asuit – ma è necessario utilizzarlo in maniera corretta. Gli errori più comuni sono settare una temperatura troppo bassa, dirigere il getto d'aria fredda direttamente verso il corpo o dimenticare di pulire i filtri, che dopo un utilizzo prolungato possono essere sporchi e favorire la diffusione di batteri o muffe. Dalle case ai posti di lavoro, un utilizzo corretto dell'aria condizionata è ormai sempre più importante, in particolare per il benessere di quelle categorie fragili di cui parlavo in precedenza”.

 

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