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Trento
06 agosto | 15:29

Ospite de il Dolomiti, il bilancio di Soini a metà mandato da presidente del Consiglio provinciale: "Preoccupa l'astensionismo: l'Autonomia si difende con il voto"

Tempi di bilancio di metà mandato per Claudio Soini, presidente del Consiglio provinciale di Trento, ospite della redazione de il Dolomiti: "Un'esperienza sicuramente impegnativa ma molto interessante che non si limita alla gestione dell'Aula. Dietro le quinte c'è un lavoro di istruttorie, di preparazione e di approfondimento che spesso i cittadini non vedono ma che garantiscono il funzionamento legislativo delle istituzioni"

Ospite de il Dolomiti, il bilancio di Soini a metà mandato da presidente del Consiglio provinciale

TRENTO. Iniziative culturali, incentrate sulla promozione dell'Autonomia, un lavoro di mediazione e di dialogo tra le varie forze politiche e la presenza sul territorio. Tempi di bilancio di metà mandato per Claudio Soini, presidente del Consiglio provinciale di Trento, ospite della redazione de il Dolomiti.

 

Tra gli incarichi, già assessore nella Comunità di valle della Vallagarina (dal 2010 al 2015) e nel Consiglio delle Autonomie Locali (2015-2023), Soini è stato sindaco di Ala per due mandati con le dimissioni dall'incarico presentate per correre alle provinciali del 2023 vinte dalla coalizione di centrodestra. "I piani sono diversi ma la carriera amministrativa aiuta nella conoscenza e nel funzionamento della macchina pubblica". 

 

Dal 13 dicembre di quell'anno viene infatti eletto presidente del Consiglio provinciale.

 

"E' un'esperienza sicuramente impegnativa ma molto interessante che non si limita alla gestione dell'Aula", dice Soini. "Dietro le quinte c'è un lavoro di istruttorie, di preparazione e di approfondimento che spesso i cittadini non vedono ma che garantiscono il funzionamento legislativo delle istituzioni. Un'attività che coinvolge circa 80 dipendenti che si impegnano con competenza, passione e professionalità. Una struttura molto valida che supporta concretamente l'operatività politica: sono stati depositati per esempio 90 disegni di legge, dei quali 30 sono già stati approvati. A questo si aggiungono emendamenti, ordini del giorno, mozioni e le proposte di legge di iniziativa popolare".

 

Naturalmente in Aula non sono mancati gli attriti e i momenti di scontro tra maggioranza e opposizione ma rispetto al passato le tensioni nel compito di dirigere i lavori sembrano molto più smorzate verso la figura del presidente del Consiglio provinciale, eletto nel centrodestra ma che è chiamato a garantire un ruolo super partes.

 

"La dialettica, talvolta anche accesa, è parte della componente politica ma cerco di portare la mia impronta e il mio stile", aggiunge Soini. "Un'azione orientata al dialogo e alla moderazione, credo che la popolazione voglia azioni concrete e non una politica urlata. Le polemiche sono parte dei giochi, tuttavia ho cercato di tenere le discussioni in un perimetro quanto più possibile sereno e tranquillo. Per questo l'impegno è di mediare tra le forze politiche e le diverse sensibilità che ci sono all'interno delle stesse coalizioni".

 

Un lavoro di confronto che ha permesso di arrivare all'approvazione dell'ultimo assestamento di bilancio in cinque giorni.

 

"Il merito va innanzitutto alla maggioranza guidata nelle trattative dagli assessori Mario Tonina e Achille Spinelli e alle minoranze", evidenzia Soini. "Per quanto mi compete ho cercato di agevolare quanto necessario i dialoghi. C'è stato un buon clima e si è riusciti a raggiungere l'approvazione di una manovra da circa 600 milioni in tempi rapidi e sono state accettate anche alcune richieste delle opposizioni a beneficio della comunità. Restano visioni e posizioni diverse tra le forze politiche ma la responsabilità è di dare risposte alla cittadinanza".

 

Un'operatività dell'Aula che è quindi considerata molto positiva, anche se qualche inghippo non è mancato. "In particolare dopo tante sedute non si è arrivati ancora a una sintesi sulla Valdastico e qualche tensione c'è stata sulla legge per il terzo mandato. La Corte costituzionale si è espressa e le sentenze si rispettano, si volta pagina e si va avanti".

 

Il presidente del Consiglio provinciale punta molto anche sulla partecipazione alle iniziative sul territorio provinciale. "Sostengo fin dall'inizio di questa esperienza l'importanza della presenza sul territorio quale rappresentante dell'assemblea legislativa che esprime l'autonomia trentina. Un'azione che voglio portare avanti con costanza per avvicinare la popolazione alle istituzioni".

 

E sono tante le iniziative organizzate in Trentino e molti gli inviti. "E' faticoso e impegnativo ma diversamente il rischio sarebbe quello di chiudersi nei palazzi e di allontanarsi dai problemi dei cittadini", continua Soini. "Inoltre è un modo per esprimere la vicinanza della politica agli enti locali ma soprattutto alle associazioni, un inestimabile patrimonio che si basa sul volontariato, che quotidianamente si mettono a disposizione della comunità. Anche così è possibile confrontarsi, conoscere i problemi e cercare di immaginare le soluzioni più adeguate".

 

Una vicinanza dell'istituzione che si esprime anche attraverso le mostre organizzate a Palazzo Trentini, sede della presidenza del Consiglio provinciale.

 

"Una trentina le mostre organizzate perché sono un veicolo per aprire le porte delle istituzioni alla popolazione. Ci sono poi le collaborazioni con altre realtà istituzionali per essere presenti nei principali eventi del Trentino come il Festival dell'economia e il Festival dello sport. Particolarmente significativa l'iniziativa sui 40 anni dalla tragedia di Stava. La sede di Palazzo Trentini non è un museo ma viene interpretata come la Casa dell'Autonomia, un valore che bisogna sempre aver presente. La storia del Trentino si caratterizza da sempre per l'autogoverno".

 

Non mancano le iniziative con le scuole e con l'università: "Sono stati coinvolti oltre 20 mila studenti, i protagonisti del futuro e del territorio di domani". Centrale in tutte le attività è la promozione dell'autonomia. "Un sistema consolidato, tuttavia abbiamo il dovere di non dare la specialità per scontata negli accordi De Gasperi-Gruber. E' un diritto ma anche un dovere: non è un privilegio perché è stata costruita con fatica e con sacrifici dalle generazioni passate e noi abbiamo il compito di innovarla e rafforzarla. La nostra storia di autogoverno si difende con il voto".

 

Un tema che preoccupa è, infatti, l'astensionismo. "La bassa partecipazione significa perdere per strada un pezzo di democrazia e per il Trentino anche di Autonomia. Ci sono alcune iniziative che abbiamo fortemente voluto per parlare a pubblici diversi dai più giovani alle generazioni più mature. Penso al kit con la scheda elettorale e la matita che rientra nel progetto più ampio di 'Conosciamo autonomia', perché il voto è un gesto fondamentale che contribuisce a decidere il futuro della comunità", conclude Soini. 

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