Fugatti in Aula non rassicura sulla fine del mandato: ''Dipende da aspetti personali, familiari, professionali''. Degasperi: ''Kompatscher non ha avuto dubbi nel chiarire''
Filippo Degasperi (Onda) aveva posto un question time al presidente per avere delucidazioni: "Fugatti a quanto pare considera la poltrona di presidente come una proprietà privata individuale. Kompatscher alla stessa domanda ha risposta con una riga"

TRENTO. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti intende rimanere alla guida della Pat, assicurando la prosecuzione del suo mandato fino alla scadenza naturale della legislatura?
Questo ha chiesto il consigliere di Onda Filippo Degasperi oggi durante il question time in consiglio provinciale, e la risposta del presidente non ha soddisfatto il consigliere di minoranza, per usare un eufemismo.
Nella sua lunga e articolata risposta, Fugatti ha innanzitutto ricostruito il quadro normativo che disciplina la durata della legislatura provinciale e le ipotesi di cessazione anticipata del mandato evidenziando come l'attuale legislatura, iniziata dopo le elezioni del 2023, "sia destinata a concludersi naturalmente nell'autunno del 2028, salvo le ipotesi previste dalla legge".
Il presidente ha inoltre richiamato alcune peculiarità della normativa elettorale, osservando come l'eventuale scioglimento anticipato del Consiglio possa produrre effetti particolari sul conteggio dei mandati e sulla possibilità di ricandidatura.
Affrontando il tema delle proprie intenzioni personali, Fugatti ha ribadito di "non essere oggi in grado di formulare previsioni sul 2028: decisioni di questo tipo dipendano da molteplici fattori, tra cui aspetti personali, familiari, professionali e di salute che non possono essere valutati con anni di anticipo".
Il presidente ha però assicurato la piena continuità della propria azione amministrativa, affermando di svolgere il proprio incarico con impegno e responsabilità e sostenendo che le priorità dei cittadini riguardano soprattutto l'attività di governo della Provincia e le risposte ai problemi concreti del territorio. "L'azione politica continua", ha dichiarato Fugatti, aggiungendo che la Giunta provinciale sta operando con continuità e costanza nel perseguimento degli obiettivi di legislatura. Ha quindi detto che "il popolo trentino non chiede cosa farà Fugatti nel 2028, ma altre cose”.
Una risposta che, come detto, non ha soddisfatto il consigliere Filippo Degasperi: "Anche questa volta Fugatti - ha detto a il Dolomiti - ha dimostrato una caratura ben diversa rispetto per esempio al presidente Kompatscher in Alto Adige. Il presidente di Bolzano a questa domanda ha risposto in una riga dicendo che per serietà e per impegni presi con i cittadini porterà la legislatura fino alla scadenza. Invece qui a Trento evidentemente si preferisce considerare la poltrona di presidente come una proprietà privata individuale. Fugatti mette in primo piano gli affari suoi e tutto il resto viene dopo: nel suo lungo giro di parole non ha detto niente, in sostanza, non ha nominato gli obiettivi da portare a termine, niente sul programma, niente sui tanti nodi ancora da sciogliere".
"Sarebbe stato utile e serio un impegno più esplicito sulla volontà di portare a termine il mandato e completare gli obiettivi programmatici della legislatura, invece di tutto questo al consiglio provinciale non parla: Fugatti se rispettasse i trentini come dice di fare, rispetterebbe anche i loro rappresentanti. Invece si sottrae a comunicazioni e confronti istituzionali: Kompatscher ha dimostrato di essere di un'altra pasta".












