Sfida "in rima" per il dopo Fugatti: nel centro destra i nomi caldi sono Zanotelli e Spinelli con Failoni "terzo incomodo". Il centro sinistra pronto a giocarsi la carta Ianeselli
L'incandidabilità a Governatore dell'attuale Presidente della Provincia, apre scenari "enormi" sia nel centro destra, ovviamente, che nel centro sinistra che, dopo aver incassato due batoste epocali, non può permettersi di sbagliare la terza scelta consecutiva, considerato che l'avversario non sarà il "corazziere" leghista, capace di fare "all in" nelle valli del Trentino dove, sia nel 2018 che nel 2023, ha sbaragliato completamente la concorrenza

TRENTO. La seconda e (ultima) Giunta Fugatti è a metà del proprio cammino ma le "grandi manovre" in vista delle elezioni provinciali 2028 sono già iniziate.
Sì, perché l'incandidabilità a Governatore dell'attuale Presidente della Provincia, apre scenari "enormi" sia nel centro destra, ovviamente, ma anche nel centro sinistra che, dopo aver incassato due batoste epocali, non può permettersi di sbagliare la terza scelta consecutiva, considerato che l'avversario non sarà il "corazziere" leghista, capace di fare "all in" nelle valli del Trentino dove, sia nel 2018 che nel 2023, ha sbaragliato completamente la concorrenza.
Ecco, allora, che in entrambe le coalizioni, le discussioni sono già iniziate. Per ora è "fantapolitica", in mezzo ci saranno le elezioni nazionali e arriveranno ancora un sacco di "beghe" interne, ma la scadenza di ottobre 2028 non è così lontana. Nemmeno per chi, pubblicamente, dice che è ancora troppo presto per pensarci. E, a tal proposito, il centro sinistra ha già effettuato alcune riunioni di coalizione per intavolare il discorso.
Centrodestra, chi dopo Fugatti?
La certezza è che l'attuale Governatore non sarà alla guida della coalizione. Non perché non voglia, ma perché non potrà. La Lega e il Presidente della Provincia hanno provato a fare "tris" (o, almeno, a correre per il terzo mandato), ma sono stati stoppati dalla Corte Costituzionale che ha detto "no" in via definitiva alla legge che era stata proposta dal consigliere Bisesti e votata a maggioranza dal consiglio provinciale. Con Fratelli d'Italia e Francesca Gerosa, all'epoca dei fatti vice presidente (poi defenestrata), che furono i primi a mettere i bastoni tra le ruote al Carroccio.
"Dopo Fugatti c'è solo Fugatti", ripeteva l'ex consigliere provinciale Savoi, ma adesso dopo Fugatti dovrà esserci inevitabilmente qualcun altro. Chi? I nomi forti sul piatto della bilancia sono due: il vice presidente Achille Spinelli, subentrato a Gerosa e l'assessora all'agricoltura e ambiente - al secondo mandato consecutivo - Giulia Zanotelli.
Entrambi sono fedelissimi del Presidente, entrambi condividono idee politiche e la linea di comunicazione, Zanotelli è leghista "doc", Spinelli è entrato nel 2018 come assessore "tecnico" e poi ha guidato la lista civica di Fugatti ad un eccellente risultato nel 2023.
Ma non è finita, perché anche l'assessore provinciale al turismo Roberto Failoni ambirebbe a candidare a presidente della Provincia. Guida un comparto fondamentale per il Trentino (e questo gli ha permesso di tessere legami importantissimi), alle scorse elezioni è stato "Mister Preferenze" con i 4.279 voti raccolti, l'unico capace di "sfondare" quota 4mila.
Attenzione, poi, a quale sarà la decisione di Fugatti, che potrebbe fare come l'amico e collega Zaia in Veneto, cioè candidarsi come "semplice" consigliere, fare incetta di voti (è facile prevederlo) e poi assumere la guida di un assessorato di assoluto "peso".
In alternativa l'attuale Governatore potrebbe decidere di tornare a Roma, ma in quel caso i trentini si troverebbero costretti a votare per due volte nel giro di un anno (per la Provincia, perché ad ottobre 2028 bisognerebbe tornare alle urne, visto che le elezioni delle province di Trento e Bolzano devono svolgersi simultaneamente, come scritto a caratteri cubitali nello Statuto), con le tornate elettorali che diventerebbero tre in un anno e mezzo, considerato che l'anno prossimo (in autunno, ma più probabilmente, anticipatamente, in primavera) si terranno elezioni nazionali.
E, successivamente, nel 2029 Fugatti potrebbe essere uno dei candidati leghisti alle elezioni europee e, in caso di successo, nell'esecutivo si procederebbe ad uno "switch" senza conseguenze per la maggioranza e per la Giunta.
Alternative "extra" Lega? Non ve ne sono: Forza Italia si sta ricostruendo (e in Trentino non ha mai sfondato, nemmeno negli anni d'oro del Cavaliere) e Fratelli d'Italia non ha un nome "forte" da mettere sul piatto che possa essere preso in considerazione a Roma dove, finché si tratta di difendere una propria rappresentante di spicco (leggasi Francesca Gerosa) nelle dinamiche interne, ci si spende, mentre quando si parla di "vincere" o "perdere" il discorso cambia.
Centrosinistra, Ianeselli o... Ianeselli.
L'obiettivo primario è quello di non ripetere i clamorosi errori compiuti nel 2018 e nel 2023, quando scelte tutt'oggi incomprensibili stesero il tappeto rosso a Fugatti e al centro destra. Nel 2018 il centro sinistra si spaccò: il Patt andò in solitaria con il presidente uscente Ugo Rossi che corse da solo, mentre Pd, Futura e Upt scelsero l'ex senatore Giorgio Tonini, che venne letteralmente travolto.
Meglio non è andata certamente due anni fa: perso definitivamente il Patt, le forze di centro sinistra optarono per il sindaco di Rovereto Francesco Valduga, che non riuscì a reggere l'impatto. Cambiarono leggermente le proporzioni, ma i 14 punti di distacco tra le due coalizioni certificarono una sconfitta per la coalizione.
Il nome sul piatto per tornare ad essere competitivi è uno e uno solo, quello del sindaco di Trento Franco Ianeselli, che ha già dato il proprio benestare (ponendo anche, ovviamente, le proprie condizioni) e sarebbe pronto a lanciarsi in una sfida complicatissima, proseguendo la "tradizione" dei sindaci del capoluogo che, prima o poi, approdano in Provincia.
Prima di lui l'hanno fatto Lorenzo Dellai, presidente della Provincia per due mandati e poi Alberto Pacher, che decise di chiamarsi fuori e abbandonare la politica, dopo aver ricoperto il ruolo di vice presidente, presidente reggente e aver rinunciato alla candidatura da Governatore.
I pro? Ianeselli è fortissimo a "casa sua", nel capoluogo, può contare su ottimi appoggi anche a Rovereto e Riva del Garda, entrambe governate dal Partito Democratico che portano in dote tantissimi voti. I contro? Dovrà sgomitare nelle valli e dotare la coalizione di candidati forti in ogni angolo del Trentino, strategia che ha permesso al centro destra di fare "all in" per due volte di fila.
Le alternative? Forti come quelle del sindaco di Trento non ve ne sono all'orizzonte. Francesca Valduga avrebbe voluto provarci una seconda volta ma nessuno - all'interno della coalizione - è convinto e Mariachiara Franzoia, la seconda più votata dell'intero centro sinistra (3.366 preferenze) e terza assoluta, preferirebbe "studiare" prima da assessora.
Chi, invece, ha grande esperienza in ambito provinciale, ha fatto il "boom" alle scorse elezioni è Paola Demagri, consigliera di Casa Autonomia che, però, manca di un partito fortissimo alle spalle in grado di trainare gli altri. Per lei, che nel 2023 fu la seconda più votata (3.782 preferenze) in assoluto alle spalle del solo Failoni, potrebbe esserci un posto da capolista (magari nella civica del candidato) e, in caso di successo, un posto in giunta sfruttando le sue competenze specifiche in ambito sanitario.
Ianeselli è pronto, nell'ultimo periodo ha "attenuato" determinate prese di posizioni assunte in passato, ma vuole - ovviamente - amplissime garanzie e il Pd, il partito più votato alle scorse provinciali, non è disposto ad alcun "baratto" e vuole l'ultima parola. Così come l'avrà per le prossime elezioni comunali a Trento, dove la prescelta dei Dem è già l'attuale vice sindaca Elisabetta Bozzarelli, che sta "studiando" da prima cittadina.












