Tra vessilli arcobaleno, suicidio assistito e post sul tritolo: l'acrobatica convivenza tra Fratelli d'Italia e Svp che litigano su tutti i grandi temi
Non c'è solo l'ormai tradizionale boicottaggio logistico del vicepresidente Galateo contro il mese LGBTQ+. Tra commissioni sul suicidio assistito bocciate per paura del "turismo del fine vita" e i post sulla scomparsa dello storico Fontana, la convivenza tra SVP e FdI si fa sempre più complicata

BOLZANO. A Palazzo Widmann è tempo di grandi tradizioni estive. Una di queste, ormai diventata un classico degli ultimi due anni, vuole che il vicepresidente Marco Galateo (FdI) decida di boicottare logisticamente la sala stampa provinciale per tutto il mese di giugno. Il motivo? La ricomparsa del vessillo arcobaleno per il Pride Month, piantato proprio tra le bandiere ufficiali per la presentazione delle iniziative sui diritti LGBTQ+.
Galateo l'ha presa malissimo, parlando di un simbolo divisivo che strumentalizza i palazzi pubblici, e per l'occasione ha deciso di traslocare in Piazza Magnago convocando una conferenza stampa all'aperto.
Per dare manforte alla linea di Fratelli d'Italia è arrivato a Bolzano nientemeno che l'ex ministro Carlo Giovanardi, il quale ha sfoderato l'intramontabile: “Come tutti ho degli amici omosessuali, delle amiche lesbiche, ma le istituzioni sono di tutti, non sono di una parte”.
Secondo Giovanardi, ospitare la bandiera significa prestare le stanze della politica a chi vuole fare una battaglia contro il concetto costituzionale e civile di matrimonio, che deve restare solo tra uomo e donna. Una linea che si scontra frontalmente con quella del governatore e partner di Giunta Arno Kompatscher, che tiene per sé la delega alle pari opportunità e ha blindato la campagna provinciale parificando la tutela delle minoranze linguistiche a quella dell'orientamento di genere.
Il dramma dei drappi colorati è però solo un tassello di una convivenza tra SVP e destra che sembra scricchiolare su diversi temi. Sul tavolo c'è anche lo strappo sul fine vita, con Galateo pronto a votare contro la commissione provinciale sul suicidio assistito per evitare un ipotetico "turismo della morte" che a suo dire andrebbe regolato solo a Roma. Come se non bastasse, a far saltare i nervi alla Volkspartei è arrivato un post del coordinatore regionale di FdI Alessandro Urzì, che ha liquidato la morte dello storico ed ex irredentista Johannes Fontana con un gelido “I terroristi hanno perso, abbiamo vinto noi”.
Una dichiarazione che gli esponenti della SVP Michael Epp e Harald Stauder hanno definito priva di qualsiasi decoro umano e politico. Urzì ha poi replicato che a vincere è stata l'autonomia e non il tritolo, ma il quadro che emerge dalle stanze del potere bolzanino resta lo stesso: si governa insieme per necessità, ma sui valori fondamentali si viaggia su binari opposti.












