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Trento
23 luglio | 17:33

"Bene gli stanziamenti per riqualificare l'ex caseificio di Spera ma due pesi due misure: Strigno dimenticata", le opposizioni: "Differenze di volontà politica"

Le opposizioni a Castel Ivano incalzano la maggioranza in Comune: "Non abbiamo chiesto di togliere nulla a Spera; abbiamo chiesto perché a Strigno una proposta concreta sia stata bocciata senza un vero approfondimento. Le divisioni non le crea chi pone domande, ma chi pretende che determinate differenze non possano nemmeno essere evidenziate"

di Redazione

CASTEL IVANO. Bene aver sbloccato la partita per riqualificare l'ex caseificio di Spera ma le opposizioni comunali a Castel Ivano intervengono per mettere in luce il destino diverso per l'immobile a Strigno.

 

La Provincia ha stanziato 2,1 milioni per realizzare un polo civico polifunzionale destinato a ospitare spazi per la vita associativa e il volontariato locale (Qui articolo).

 

"Non è semplicemente il recupero di un edificio pubblico ma è un investimento sul futuro del nostro territorio", ha spiegato Alberto Vesco, sindaco di Castel Ivano. "Ringraziamo la Provincia per aver riconosciuto il valore strategico del progetto".

 

Una notizia accolta positivamente anche dal gruppo consiliare "Osare, per Castel Ivano", forza politica di opposizione guidato da Michel Floriani e composto da Mirko Sartori, Luca Tomaselli, Massimo Dalla Torre, Paolo SandriSamuel Sandri.

 

"E ringraziamo il presidente Fugatti e la Giunta provinciale per il finanziamento concesso, che permetterà di recuperare un immobile pubblico e di restituirlo alla comunità con nuovi spazi per le associazioni, i giovani e le attività sociali e culturali. Queste risorse si aggiungono alla serie ormai particolarmente significativa di interventi realizzati o programmati a Spera: dalla struttura coperta al parco urbano, fino a Malga Primalunetta. Una sequenza di interventi che dimostra quanto contino programmazione, progettazione e capacità di intercettare le risorse. Quando queste attenzioni si concentrano su una frazione, le opere arrivano una dopo l’altra. Sarebbe auspicabile riscontrare la stessa continuità anche nel resto del Comune".

 

Le minoranze, infatti, richiamano il diverso percorso seguito per l’ex caseificio di Strigno. "La proposta presentata in Consiglio comunale chiedeva di valutare una soluzione molto più semplice: ricavare alcuni parcheggi pubblici utili al centro storico e alle attività economiche, mantenendo inoltre un magazzino a disposizione delle associazioni. Non chiedevamo milioni e nemmeno un progetto faraonico. Chiedevamo soltanto un vero approfondimento sulla possibilità di conservare un utilizzo pubblico e concreto dell’immobile. La maggioranza ha invece bocciato la mozione senza una reale discussione, confermando l’orientamento verso la vendita".

 

Una soluzione che avrebbe risposto a più esigenze. "Chi vive Strigno conosce bene la difficoltà di trovare parcheggio nel centro storico e quanto questo incida sui residenti e sulle attività economiche. La nostra non era una proposta ideologica: chiedevamo di verificare, prima di vendere, se quell’immobile potesse diventare una risorsa concreta per il paese", dice Luca Tomaselli, mentre Mirko Sartori aggiunge (entrambi consiglieri di Strigno del gruppo Osare): "Anche l’eventuale piccolo magazzino per le associazioni rispondeva a un bisogno reale. Le realtà del territorio non chiedono strutture faraoniche, ma spazi semplici e funzionali. Bocciare la mozione senza approfondirla significa rinunciare in partenza a immaginare un futuro pubblico per l’ex caseificio di Strigno".

Secondo il gruppo “Osare, per Castel Ivano”, il confronto non riguarda la diversa entità economica dei due interventi, ma l’approccio politico adottato. "Non contrapponiamo Spera a Strigno. Accogliamo con soddisfazione l’investimento ottenuto per Spera e chiediamo semplicemente perché una proposta molto più modesta e concreta per Strigno non abbia meritato nemmeno un vero approfondimento. La differenza non sta nei 2,1 milioni. La differenza sta nella volontà politica. Il caso di Spera dimostra che, quando un’Amministrazione crede nel recupero di un edificio, costruisce un progetto e cerca le risorse, i risultati possono arrivare. È esattamente questa ambizione che è mancata per Strigno".

 

Insomma, le opposizioni chiedono coerenza e pari attenzione per tutte le frazioni. "Perché ciò che a Spera viene giustamente considerato un investimento nella comunità, a Strigno non ha meritato nemmeno di essere approfondito? Il Comune è uno solo e l’attenzione dovrebbe esserlo altrettanto".

 

E il gruppo consiliare "Osare, per Castel Ivano" puntualizza. "Ultimamente la Giunta comunale ci accusa anche di dividere i paesi: è il modo più comodo per spostare l’attenzione ed evitare di rispondere nel merito. Non abbiamo chiesto di togliere nulla a Spera; abbiamo chiesto perché a Strigno una proposta concreta sia stata bocciata senza un vero approfondimento. Le divisioni non le crea chi pone domande, ma chi pretende che determinate differenze non possano nemmeno essere evidenziate", conclude Floriani.

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