Da Zante a Bolzano passando per Atene e Roma: la missione di Shari e delle volontarie per i salvare i gattini randagi
Una storia incredibile, migliaia di chilometri, una ragazza pugliese che ha saputo della vicenda e che si è unita alla catena di solidarietà. E poi un'anonima che paga le spese per arrivare in Grecia

ZANTE/BOLZANO/ROMA. Ve la ricordate Shari? La volontaria bolzanina che, seguendo un pessimo consiglio, era andata in vacanza a Zante e che, nella zona più selvaggia e dimenticata parte dell'isola, si era imbattuta in un girone infernale di gatti randagi. (Avevamo raccontato la vicenda in QUESTO ARTICOLO).
Centinaia, feriti, affamati, ridotti a rovistare nei bidoni dell'immondizia in cerca di qualcosa da mangiare. E lì aveva incrociato la strada di Vicky, la volontaria greca che da anni combatte, quasi da sola, contro un'emergenza che sembra non avere fine.
Da quell'incontro, in poche settimane, è nata una storia che oggi si racconta così, in tre righe che sembrano l'incipit di un film: tre volontarie che non si conoscevano, migliaia di chilometri percorsi tra Italia e Grecia per portare via i gattini dall'isola e trovare loro una famiglia in Italia, e un'anonima che a un certo punto ha deciso di pagare il biglietto a chi di tutto questo si è fatta carico da sola.
Partiamo da dove eravamo rimasti.
Nell'inferno nel nord dell'isola, dei gattini più in difficoltà individuati da Shari nella sua colonia, quella più numerosa, non tutti ce l'hanno fatta ad arrivare fino a questo momento.
Uno è sparito prima ancora di essere recuperato, e con ogni probabilità non ce l'ha fatta. Gli altri, i gattini superstiti, sono finiti dal veterinario, sono stati chippati, hanno iniziato le profilassi necessarie per affrontare il viaggio.
Ma restava il problema più grande, quello vero. Come portarli fino in Italia.
La prima ipotesi sul tavolo era un trasporto via terra. Praticabile, certo, ma solo a fine ottobre, e con un costo più alto. Soprattutto, avrebbe significato lasciare i gattini chiusi in una gabbia dal veterinario per un altro mese e mezzo.
"A quel punto crescono, e sarebbe più difficile farli adottare. Già è complicato adesso che sono cuccioli. E in più dovrei pagare lo stallo in Grecia nel frattempo, quindi non ha senso - spiega Shari.
Meglio, allora, quaranta ore di viaggio, cambi, aeroporti, un itinerario che sfiora la follia pura, pur di non lasciarli un giorno di più in quella situazione.
E così Shari si è messa a organizzare l'impossibile. Dovendo pure chiedere permesso al suo capo, come ci racconta sorridendo.
"Sono andata da lui e gli ho chiesto: scusi, posso prendermi libero il 29 e il 30? Sai cosa mi ha risposto? Dove deve andare stavolta???".
Insomma ormai anche in ufficio viene identificata come quella che risolve emergenze in giro per il mondo con la stessa naturalezza con cui altri organizzano un weekend al mare.
Il viaggio, quello vero, inizierà alle sette del mattino con un treno da Bolzano fino a Venezia. Da lì un volo per Atene, dove dormirà una notte. Il giorno dopo si riparte per l'Italia, atterrando a Roma, da dove Shari dovrà proseguire da sola verso Bolzano, questa volta con i gattini superstiti al seguito.
Nel frattempo Vicky, la volontaria greca, farà la sua parte di follia: andrà in auto da Atene a Zante per recuperare i cuccioli, e poi di nuovo indietro, dodici ore di macchina in tutto, solo per portarli all'appuntamento.
E qui la storia si allarga ancora, perché a quell'incontro ad Atene non ci saranno solo loro due.
Nella rete di aiuti che si è messa in moto quasi da sola è entrata anche Sofi, volontaria pugliese conosciuta proprio grazie a questa vicenda, senza mai essersi vista con Shari di persona, senza nemmeno conoscerla davvero, se non attraverso messaggi e telefonate scambiate nel giro di poche settimane mentre entrambe cercavano un modo per far arrivare i loro gatti a casa.
Eppure ha deciso di prendere un aereo da Brindisi pur di darle una mano.
"Questa della Puglia non mi conosce nemmeno di persona, e prende un aereo per venire fino ad Atene ad aiutarmi. È bellissimo, è proprio l'unione per una buona causa", racconta Shari, quasi incredula lei stessa di fronte a tanta generosità spontanea, nata tra due sconosciute unite solo da un gattino ciascuna e dalla stessa volontà di non voler mollare.
Anche Sofi, va detto, aveva trovato un proprio gattino in difficoltà sull'isola, già adottato da una famiglia romana.
Il risultato è che ad Atene si incroceranno tre diversi viaggi di salvataggio nello stesso momento: Shari che riparte verso Bolzano con i suoi gattini superstiti, Sofi che vola verso Roma con il proprio cucciolo, e la famiglia romana che lo ha già adottato pronta a raggiungerla lì per riportarlo finalmente a casa.
Non manca, in questa vicenda già di per sé sopra le righe, un episodio decisamente più duro, anzi violento.
La sera in cui Vicky è tornata sul posto per recuperare i cuccioli e alcuni gatti adulti da sterilizzare, un gruppo di residenti l'ha aggredita, contrario al fatto che gli animali venissero presi o anche solo sterilizzati. Non un diverbio isolato, ma un'aggressione vera e propria, durata alcune ore nel cuore della notte, con Vicky costretta a resistere sul posto mentre intorno cresceva la tensione, fino all'arrivo della polizia che ha messo in salvo cuccioli, gatti adulti e le due volontarie.
"Nella loro testa, la natura deve fare il suo corso, e i gatti servono all'ecosistema", racconta Shari, ancora incredula di fronte a un'ostilità che definisce senza troppi giri di parole ignoranza, la stessa ignoranza che ogni giorno costringe le volontarie come Vicky a lavorare quasi in clandestinità, di notte, per evitare scontri come questo.
Anche lo stallo, il luogo che accoglierà i gattini una volta arrivati in Italia, ha avuto il suo capitolo di imprevisti. Quello individuato inizialmente in Veneto è saltato per mancanza di posto, altri recuperi avevano la precedenza.
Ne è spuntato uno nuovo, questa volta in Alto Adige, anche se Shari non nasconde i suoi dubbi. "Non volevo portarli qui, ne ho già tanti, zero richieste e pochissimi fondi. Ma cos'altro potevo fare?", si chiede, quasi scusandosi con se stessa per una scelta che in realtà non aveva alternative.
E poi c'è lei, la persona che forse più di tutte ha contribuito a rendere possibile questo viaggio senza mai comparire.
Un'anonima, di cui Shari non sa e forse non saprà mai il nome, che a un certo punto si è fatta avanti e ha deciso di pagarle il biglietto per la Grecia.
Nessuna richiesta di visibilità, nessun ringraziamento pubblico preteso, solo la volontà di rendere concreto quello che altrimenti sarebbe rimasto un progetto bellissimo ma economicamente impossibile da sostenere per una persona sola.
Un gesto piccolo sulla carta, enorme nei fatti, arrivato proprio nel momento più stremante dell'organizzazione, quando tra permessi da strappare al lavoro, stalli saltati e biglietti aerei Shari rischiava davvero di dover rinunciare.
Shari lo sa, e lo scrive lei stessa senza girarci troppo intorno: ci sarà chi la criticherà per questa scelta. Chi penserà che sia una follia inutile, un rischio, una spesa che non le competeva. Ma per lei, che nemmeno in Ucraina aveva visto una disperazione simile, la scelta non è mai stata davvero una scelta. "Neanche per i cani in uno stato in guerra ho fatto quello che sto facendo per i gatti greci", racconta.
E allora tra un treno, un aereo e chissà quante ore di attesa nei corridoi degli scali, Shari si prepara a tornare a casa con i suoi gattini superstiti, portando con sé anche la consapevolezza di aver rimesso in moto qualcosa di più grande di lei.
Sperando solo, adesso, che quei pochi sopravvissuti trovino presto una famiglia pronta ad accoglierli. Anzi, magari la nuova famiglia di questi gattini ci sta leggendo in questo momento.
Perché c'è sempre bisogno di qualcuno che voglia adottare, o che voglia dare una mano.
Se siete la famiglia giusta per i micetti in arrivo da Zante, o pensate di esserlo, ecco il numero a cui scrivere: 348 363 8639
Se invece volete aiutate Shari in questo salvataggio e in tutti gli altri salvataggi che compie quotidianamente, ecco le coordinate per le donazioni.
Crivellari Shari
Iban: It76X0604511625000005004129
Paypal: shari.crivellari@gmail.com
E noi, io personalmente, sarò qui a raccontarvi cosa succederà al recupero in Grecia.
Perché tutto è iniziato da un mio pessimo consiglio. E come minimo ora, devo continuare a seguire questo pazzesco viaggio.














