Cani e gatti randagi, un appello agli italiani del Nord che andranno in vacanza al Sud: ''A voi sensibili nei confronti della sofferenza animale''
L'Enpa spiega come comportarsi con cani e gatti randagi trovati per le strade: ''Ogni estate i volontari del Sud, già oberati di emergenze, ricevono decine di telefonate dai vacanzieri del Nord che segnalano loro 'quel cane che staziona davanti al supermercato' o 'la gatta con gattini vicino ai bidoni dell'immondizia'. Come se i volontari non li vedessero da soli''. Ecco come comportarsi

TRENTO. Appello agli italiani del Nord Italia che nelle prossime settimane si recheranno nelle località balneari, e non solo, del Sud Italia: cani e gatti randagi lasciateli stare, ''chiamate i vigili urbani o la polizia se vedete un animale ferito o malato ma se sta bene lasciatelo dov'è. Dategli cibo e acqua se vedete che ne ha bisogno''. Questa è l'Enpa (l'Ente nazionale protezione animali) che cerca di intervenire rispetto a un fenomeno molto diffuse in estate e l'appello è rivolto esplicitamente ''a voi sensibili nei confronti della sofferenza animale che andrete a trascorrere le vostre vacanze in Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna''.
''Ogni estate - spiegano dall'ente di protezione animali - i volontari del Sud, già oberati di emergenze, ricevono decine di telefonate dai vacanzieri del Nord che segnalano loro 'quel cane che staziona davanti al supermercato' o 'la gatta con gattini vicino ai bidoni dell'immondizia'. Come se i volontari non li vedessero da soli. E' solo che i pochi volontari, da soli, non possono salvare il mondo. E non sono nemmeno loro a dover intervenire. In primo luogo tenete a mente che per la legge italiana sono le Asl veterinarie e i comuni, proprietari degli animali vaganti sul territorio, a dover intervenire per mettere in sicurezza i randagi in difficoltà''.
''Ai privati . prosegue l'Enpa - e i volontari lo sono, a meno che non gestiscano i canili sanitari in convenzione con i comuni, è vietato per legge prelevare animali dal territorio. Che poi, in molte circostanze, laddove le istituzioni non intervengano lo facciano è un altro fatto. In secondo luogo non pensate che togliere dalla strada un animale che sta bene e che ha i suoi punti di riferimento per farlo finire in canile sia una buona idea. Chiamate i vigili urbani o la polizia se vedete un animale ferito o malato ma se sta bene lasciatelo dov'è. Dategli cibo e acqua se vedete che ne ha bisogno. Al Nord le persone non sono abituate a vedere animali domestici in giro ma al Sud è una realtà. A volte sono addirittura chippati a nome del comune, sterilizzati, e reimmessi sul territorio come cani di quartiere accuditi. Alcuni hanno i loro punti di riferimento e conducono una vita serena''.
Discorso diverso per animali feriti e in questo senso l'Anpa ricorda che ''se la polizia municipale non interviene per un animale incidentato, ferito o gravemente malato potete dire loro che siete consapevoli delle leggi e che loro stanno compiendo omissione di soccorso. E se invece vi risponde un volontario che è disposto a farsi carico dell'animale in difficoltà ricordatevi che gli state dando un ulteriore impegno e un ulteriore costo e non è detto abbia la possibilità di affrontarlo più di voi. Comprategli del cibo, offritevi di aiutarlo con le spese veterinarie, aiutatelo a fare adottare il cane o il gatto che gli avete consegnato o, magari, adottatelo voi. "Scaricare" soltanto il problema a chi è già pieno di emergenze non è aiutare''.












