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| 12 giugno | 10:04

Cani e gatti randagi, un appello agli italiani del Nord che andranno in vacanza al Sud: ''A voi sensibili nei confronti della sofferenza animale''

L'Enpa spiega come comportarsi con cani e gatti randagi trovati per le strade: ''Ogni estate i volontari del Sud, già oberati di emergenze, ricevono decine di telefonate dai vacanzieri del Nord che segnalano loro 'quel cane che staziona davanti al supermercato' o 'la gatta con gattini vicino ai bidoni dell'immondizia'. Come se i volontari non li vedessero da soli''. Ecco come comportarsi

Cani e gatti randagi, un appello agli italiani del Nord che andranno in vacanza al Sud
di Redazione

TRENTO. Appello agli italiani del Nord Italia che nelle prossime settimane si recheranno nelle località balneari, e non solo, del Sud Italia: cani e gatti randagi lasciateli stare, ''chiamate i vigili urbani o la polizia se vedete un animale ferito o malato ma se sta bene lasciatelo dov'è. Dategli cibo e acqua se vedete che ne ha bisogno''. Questa è l'Enpa (l'Ente nazionale protezione animali) che cerca di intervenire rispetto a un fenomeno molto diffuse in estate e l'appello è rivolto esplicitamente ''a voi sensibili nei confronti della sofferenza animale che andrete a trascorrere le vostre vacanze in Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna''.

''Ogni estate - spiegano dall'ente di protezione animali - i volontari del Sud, già oberati di emergenze, ricevono decine di telefonate dai vacanzieri del Nord che segnalano loro 'quel cane che staziona davanti al supermercato' o 'la gatta con gattini vicino ai bidoni dell'immondizia'. Come se i volontari non li vedessero da soli. E' solo che i pochi volontari, da soli, non possono salvare il mondo. E non sono nemmeno loro a dover intervenire. In primo luogo tenete a mente che per la legge italiana sono le Asl veterinarie e i comuni, proprietari degli animali vaganti sul territorio, a dover intervenire per mettere in sicurezza i randagi in difficoltà''.  

''Ai privati . prosegue l'Enpa - e i volontari lo sono, a meno che non gestiscano i canili sanitari in convenzione con i comuni, è vietato per legge prelevare animali dal territorio. Che poi, in molte circostanze, laddove le istituzioni non intervengano lo facciano è un altro fatto. In secondo luogo non pensate che togliere dalla strada un animale che sta bene e che ha i suoi punti di riferimento per farlo finire in canile sia una buona idea. Chiamate i vigili urbani o la polizia se vedete un animale ferito o malato ma se sta bene lasciatelo dov'è. Dategli cibo e acqua se vedete che ne ha bisogno. Al Nord le persone non sono abituate a vedere animali domestici in giro ma al Sud è una realtà. A volte sono addirittura chippati a nome del comune, sterilizzati, e reimmessi sul territorio come cani di quartiere accuditi. Alcuni hanno i loro punti di riferimento e conducono una vita serena''.

Discorso diverso per animali feriti e in questo senso l'Anpa ricorda che ''se la polizia municipale non interviene per un animale incidentato, ferito o gravemente malato potete dire loro che siete consapevoli delle leggi e che loro stanno compiendo omissione di soccorso. E se invece vi risponde un volontario che è disposto a farsi carico dell'animale in difficoltà ricordatevi che gli state dando un ulteriore impegno e un ulteriore costo e non è detto abbia la possibilità di affrontarlo più di voi. Comprategli del cibo, offritevi di aiutarlo con le spese veterinarie, aiutatelo a fare adottare il cane o il gatto che gli avete consegnato o, magari, adottatelo voi. "Scaricare" soltanto il problema a chi è già pieno di emergenze non è aiutare''.

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