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Belluno
19 giugno | 10:10

Ulss 1 Dolomiti, i sindaci approvano la direzione ma Giovani&Futuro si oppone: “Ignorati i voti contrari, fuori dalla politica le persone faticano ad accedere alle cure”

Non ha avuto l’esito auspicato la Conferenza dei sindaci chiamata a valutare l’operato di Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti. Il voto segreto c’è stato, ma ha prevalso la linea della maggioranza: la gestione della sanità bellunese merita il massimo dei voti. A contestare il risultato l’associazione Giovani&Futuro, che annuncia la richiesta di annullamento del voto. Pieno sostegno, invece, dalla consigliera regionale Silvia Calligaro

BELLUNO. È bufera sulla Conferenza dei sindaci chiamata a valutare l’operato di Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti. “Destra e sinistra, ancora una volta, hanno trovato un punto di incontro: dare il massimo dei voti alla gestione della sanità bellunese. Peccato che fuori dalle stanze della politica ci siano persone che faticano ad accedere alle cure pubbliche, territori che chiedono risposte e operatori sanitari che lavorano in condizioni difficili. A loro qualcuno dovrà spiegare perché questa sanità meriterebbe il massimo”.

 

Dopo aver promesso battaglia chiedendo segretezza sulla votazione per dare peso anche alla propria posizione contraria sul massimo dei voti (qui), l’associazione Giovani&Futuro - presente con tre sindaci - contesta ora l’esito del giudizio espresso a favore della gestione sanitaria in provincia di Belluno parlando di “scelta politica fuori dalla realtà”.

 

Dare il massimo dei voti alla sanità bellunese - ribadisce infatti il presidente Luca Frescura - è un messaggio sbagliato a cittadini, famiglie e operatori sanitari e chi lo ha fatto dovrebbe ora guardarli negli occhi e spiegare il perché”.

 

La contestazione non riguarda solo il merito politico della valutazione, ma anche il metodo. Secondo Giovani&Futuro, infatti, la votazione non andava trattata come una proposta da approvare a maggioranza, poiché era una valutazione sull’operato della direzione dell’azienda sanitaria. “Non si stava votando - prosegue Frescura - una mozione o una proposta politica da approvare o respingere. Se i sindaci esprimono voti diversi, quei voti devono pesare tutti: non possono essere cancellati solo perché una maggioranza ha scelto il punteggio massimo”.

 

Da qui l’annuncio che sarà richiesto l’annullamento, per ricalcolare l’esito sulla media dei voti espressa. La segretezza del voto, secondo l'associazione, “non autorizza a trasformare voti diversi in un unico voto massimo. Se ci sono stati punteggi differenti, l’esito deve essere la media. Tutto il resto è una forzatura politica e procedurale”.

 

Non tutti però sono d’accordo. A intervenire è Silvia Calligaro, consigliera regionale bellunese (FdI) e segretaria della Quinta Commissione consiliare. “Alla luce della votazione sull’operato del dottor Dal Ben - specifica - avvenuta su richiesta di alcuni sindaci con voto segreto, non posso che esprimere un parere positivo rispetto a quanto emerso. Il giudizio espresso conferma piena soddisfazione per un lavoro svolto in un momento delicato per la sanità bellunese e veneta, con il territorio che ha dovuto affrontare una fase straordinaria, segnata anche dall’evento olimpico, in un contesto problematico per l’intero comparto”.

 

Calligaro ritiene quindi che Dal Ben avrebbe dimostrato “attenzione, presenza e impegno per il bene del territorio” e richiama perciò alla collaborazione istituzionale e alla responsabilità per sostenere la sanità di montagna.

 

“Il punto non è impedire a qualcuno di dare il massimo dei voti - precisano però i sindaci di Giovani&Futuro Thomas Menia Corbanese (Danta di Cadore) e Luca Olivotto (Borca di Cadore) - perché ciascuno è libero di assumersi politicamente la responsabilità della propria valutazione. Il punto è un altro: se una parte dei sindaci ha espresso un punteggio inferiore, quel voto non può essere sterilizzato ma deve concorrere alla valutazione finale. La Conferenza deve rappresentare la volontà complessiva dell’organo, non solo quella della maggioranza”.

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