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Trento
07 agosto | 19:18

Il turismo trentino va ma non di lusso. E che divario con l'Alto Adige: "L'impegno è alzare la qualità, senza snaturare il nostro sistema". E c'è in arrivo una riforma sulla ricettività

Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono tanti e il turismo è in trend positivo ma quello di lusso è rimasto indietro. L'assessore Roberto Failoni: "Abbiamo lanciato strumenti mirati e si lavora una riforma". Asat: "Un'economia decisamente differente e non mordi e fuggi. Il territorio sarebbe appetibile in nuovi mercati". L'hotel Lido Palace: "Un investimento che non riguarda solo la struttura ma anche i servizi"

Il turismo trentino va ma non di lusso

TRENTO. "Il turismo va bene e oggi la sfida è alzare ulteriormente il livello di qualità". Queste le parole dell'assessore Roberto Failoni. "Si deve investire sui servizi, sulle esperienze e su una maggiore capacità di attrarre i turisti stranieri e altospendenti, senza però perdere la nostra vocazione di destinazione per le famiglie e la clientela storica".  E in questo senso si prospetta anche una novità: una riforma della legge sulla ricettività

 

Numeri in crescita, sistema solido e i punti di forza trentini sono indubbiamente molti ma sembra essere rimasto indietro in un particolare segmento di mercato: il luxury. Restiamo vicini e il raffronto è con l'Alto Adige. E' molto ampia, per esempio, la forbice rispetto agli altoatesini.

 

"La nostra ospitalità si regge ancora soprattutto su hotel da 1 a 3 stelle, 1.337 strutture che rappresentano la parte più consistente dell’offerta (453 sono invece le strutture dai 3 ai 5 stelle) e che vogliamo accompagnare in percorsi di riqualificazione con strumenti mirati come i bandi 'Qualità in Trentino', nati proprio per sostenere ristrutturazioni, ampliamenti e innalzamento degli standard delle strutture ricettive. Dentro questo quadro, il segmento 5 stelle ha margini di crescita: prima del 2018 gli hotel erano solo 4 gli hotel classificati a 5 stelle, oggi ci sono 12 strutture, il numero è quindi triplicato negli anni del mio mandato, con 6 nuove classificazioni dopo il Covid, segno di una forte spinta agli investimenti di eccellenza".

 

Gli hotel 5 stelle sul territorio altoatesino sono una sessantina, mentre solo da pochi anni si è superata la doppia cifra. I numeri sono un po' variabili sulla base dei parametri ma la proporzione è di cinque o sei volte di più. Insomma, sì il turismo nostrano è forte e in fase mediamente positiva, nonostante le tante incertezze, ma c'è almeno questa zona d'ombra. "In Alto Adige le questa tipologia di struttura è più numerosa e abbiamo ancora spazio per crescere, senza però snaturare il modello trentino, ma per rendere questo segmento più competitivo e visibile a livello internazionale".

 

Pur con radici comuni, cioè la provenienza da una tradizione agricola, un'ospitalità trainata dalle gestioni familiari e un settore dominato dai 3 stelle (circa 1.500 strutture a Bolzano, intorno alle 800 quelle a Trento), le differenze sono più profonde di quanto possa sembrare in superficie. L'Alto Adige e il Trentino in realtà hanno intrapreso due strade diverse nella strutturazione del settore come le tantissime associazioni turistiche rispetto alle Aziende per il turismo oppure la presenza decisamente più capillare di seconde case in provincia di Trento, un comparto sostanzialmente azzerato in quel di Bolzano. Sono solo alcuni esempi.

 

Il Trentino presenta quindi ancora margini di manovra, una prateria quasi inesplorata nel segmento del lusso.

 

"L'offerta del Trentino è fantastica e il valore delle famiglie di imprenditori che investono nell'ospitalità è elevato", dice Giovanni Battaiola, presidente di Asat. "Riuscire a vendere il lusso è un altro lavoro e richiede anche la capacità di saper ostentare, un atteggiamento che non è nell'indole dei trentini. Tuttavia la presenza di strutture a 5 stelle può fare la differenza. E' chiaro che in quel particolare segmento di mercato non possiamo dettare le regole ma è la struttura che si adatta alle esigenze. Una proposta che intercetta canali completamente diversi e quindi diventa un completamento e non una concorrenza all'interno del mondo alberghiero".

 

Ci sono tantissime strutture di livello in Trentino, alcune sicuramente potrebbero ambire a un passo che è comunque lungo. "Gli standard non sono semplici per raggiungere questa classificazione, come un certo numero di camere e specifiche volumetrie, per esempio", aggiunge Battaiola. "Questo mercato segue regole e dinamiche particolari ma non è solo questo. Un aspetto non secondario nella costruzione di una struttura o nell'ampliamento di un hotel risiede nei margini di manovra urbanistici in un territorio. Un equilibrio che si aggancia al rispetto della sostenibilità ambientale, l'inserimento di un edificio in un sistema naturalistico delicato e gli adempimenti ai vincoli normativi".

 

Un equilibrio che va mantenuto. "La struttura va continuamente rinnovata e innovata nel patrimonio", spiega Albert Ballardini, presidente del Consiglio d'amministrazione dell'hotel Lido Palace. "Non basta però l'investimento sulla qualità dell'hotel ma deve essere accompagnato da quello nelle aree urbanizzate. Penso ai servizi e al divertimento in un territorio di elevato pregio naturalistico come il Trentino. 

 

Il passaggio a un 5 stelle è un cambiamento importante, un passo che richiede risorse. Inutile nascondere che questo settore è appannaggio delle grandi catene. "Se si vuole puntare in questa direzione si deve essere in grado di saperle coinvolgere con un vantaggio per il territorio", evidenzia Battaiola mentre Ballardini aggiunge: "Non si deve svendere il territorio e il patrimonio, anche immobiliare, quanto riuscire a vendere servizi di qualità, in modo che gli stessi rappresentino una promozione del territorio, così come delle nostre capacità imprenditoriali e di accoglienza".

 

Non sarebbe una scelta elitaria, per la Provincia. "Gli hotel 5 stelle sono una piccola parte del totale, ma portano turisti altospendenti e internazionali che generano ricadute sulla ristorazione, sulle attività sportive, sui negozi, sull’artigianato e sulle filiere agroalimentari", prosegue Failoni. "Creano lavoro qualificato, contribuiscono a diversificare i mercati e destagionalizzare le presenze. Più qualità infatti non significa meno accessibilità ma si traduce in un Trentino capace di offrire proposte per tutte le tasche, dalle strutture familiari ai resort di lusso, in cui la crescita della qualità rafforza l’intero sistema economico, dalla redditività delle imprese alberghiere a tutto l’indotto diretto e indiretto generato dal turismo".

 

Attiverebbe il tessuto economico e produttivo in maniera diversa, un altro posizionamento del Trentino sul mercato. "Un'economia decisamente differente, il territorio sarebbe appetibile in nuovi mercati", continua Battaiola. "La domanda occupazionale sarebbe più forte perché queste strutture necessitano di più collaboratori e i periodi di apertura sono più lunghi, quindi la stabilità sarebbe diversa a livello contrattuale".

 

Poi ci sono le ricadute sul territorio di una clientela altospendente: "Un cliente che richiama altri servizi, una capacità di sviluppare il tessuto in maniera diversa, come la gestione dei flussi". Il turismo mordi e fuggi? "Apprezzamento e il modo di fruire del territorio è un altro in questo caso, un cliente che non arriva solo per una foto e poi andare via". Questo per l'associazione albergatori.

 

Una dinamica che viene confermata dall'hotel Lido Palace. "Il beneficio è collegato essenzialmente alla frequentazione di una clientela altospendente", ancora Ballardini. "L'importante, in una situazione geopolitica così complicata, è non orientarsi su pochi mercati. E' strategico ma anche complesso saper accogliere una clientela diversificata: si devono conoscere le lingue in primis, ma avere anche una preparazione culturale e sulle principali attenzioni da dedicare all'ospite".

 

Che ci sia bisogno di più hotel 5 stelle e che ci sia da accelerare è noto. Un argomento che verrà trattato a breve. "Ci sono già risultati e il percorso sarà ulteriormente valorizzato dalla riforma della legge sulla ricettività e dalla nuova classificazione alberghiera che presenteremo in autunno, pensata proprio per premiare servizi e professionalità oltre il semplice dato dei metri quadri", conclude Failoni.

 

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