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Bolzano
17 giugno | 18:34

Overtourism, ecco come l'Alto Adige si prepara all'assalto dei turisti: dal numero chiuso alle vie di fuga a piedi o in bici la mappa della mobilità estiva

Un intervento che si inserisce in un quadro previsionale di grande affluenza: i primi numeri e le stime stagionali indicano infatti che il Trentino-Alto Adige si appresta a essere la meta preferita per moltissimi visitatori stranieri, oltre a conquistare il primo posto assoluto tra le preferenze degli italiani che quest'anno hanno scelto di non andare all'estero

BOLZANO. Trovare un punto di equilibrio tra l'accoglienza turistica e la tutela del territorio è diventata una delle sfide più complesse per l'Alto Adige, specialmente nei mesi più caldi dell'anno, quando la pressione sulle valli rischia di superare il livello di guardia. Per la stagione estiva 2026, la Provincia autonoma di Bolzano e Idm Alto Adige hanno deciso di mettere in campo un piano coordinato di gestione dei flussi per contrastare gli effetti dell'overtourism e alleggerire in modo sensibile la pressione del traffico motorizzato nei punti più sensibili e frequentati.

 

L'obiettivo dichiarato dai vertici provinciali è chiaro e punta dritto alla tutela di chi la montagna la vive tutto l'anno: garantire una qualità della vita più alta alla popolazione locale, preservando l'atmosfera e l'ambiente dei luoghi attraverso regole rigide e un potenziamento speculare dei trasporti pubblici.

 

Un intervento che si inserisce in un quadro previsionale di grande affluenza: i primi numeri e le stime stagionali indicano infatti che il Trentino-Alto Adige si appresta a essere la meta preferita per moltissimi visitatori stranieri, oltre a conquistare il primo posto assoluto tra le preferenze degli italiani che quest'anno hanno scelto di non andare all'estero. Di fronte a questo scenario di forte richiamo, l'impianto delle nuove misure, che estende a livello temporale alcune limitazioni già sperimentate con successo in passato, riflette una strategia che mira a ridurre il numero di auto private in circolazione in favore di una mobilità collettiva e pianificata.

 

Come spiega l’assessore provinciale al Turismo Luis Walcher, gli interventi di regolamentazione rappresentano un contributo concreto per gestire la viabilità in modo mirato e proteggere i residenti dall'assedio dei mezzi privati, portando avanti le soluzioni che si sono dimostrate efficaci e integrandole laddove sussiste la necessità di un intervento supplementare. Sulla stessa linea si inserisce l’analisi dell’assessore alla Mobilità Daniel Alfreider, il quale rimarca come le Dolomiti debbano rimanere un luogo da vivere attraverso l'adozione di regole chiare, valide alternative al mezzo privato e una responsabilità condivisa, ricordando che ogni singolo autobus in servizio contribuisce a decongestionare le valli e a tutelare la natura circostante. Per agevolare questa transizione, l'amministrazione punta molto anche sul sistema del Guest Pass Alto Adige, uno strumento pensato per spingere i visitatori a dimenticarsi dell'auto una volta arrivati in struttura.

 

La mappa delle restrizioni e dei blocchi stradali toccherà tre aree particolarmente sollecitate dai flussi dei villeggianti.

 

Nella Valle di Braies e a Prato Piazza le limitazioni scatteranno ufficialmente dal primo luglio al 15 settembre 2026. In questa specifica finestra temporale, tra le ore 9.00 e le 16.00, la valle sarà raggiungibile esclusivamente mediante i mezzi pubblici, a piedi, in bicicletta o dietro presentazione di una prenotazione online o di un permesso di transito valido. Al di fuori di questo periodo estivo, l'accesso a quello che è considerato uno dei laghi più fotografati e frequentati delle Dolomiti rimarrà consentito senza limitazioni orarie. Il sistema di contingentamento diurno si è reso necessario nei giorni di punta per via dell'elevato numero di visitatori giornalieri, un flusso che rischiava di compromettere la viabilità ordinata, la tutela dei residenti e la preservazione della natura circostante.

 

Per i turisti intenzionati a muoversi in auto, l'Associazione Turistica di Braies ha attivato un portale ufficiale dove completare la procedura, che richiede di selezionare data e orario, inserire la targa del veicolo a cui la prenotazione rimane indissolubilmente associata e scegliere l'area di sosta. Si può optare per i parcheggi più vicini allo specchio d'acqua o per il parcheggio P1 situato a circa sei chilometri dalla meta e include la navetta nel prezzo del biglietto. I consigli degli operatori locali suggeriscono di muoversi con largo anticipo per evitare l'errore frequente di ridursi all'ultimo momento, dato che i fine settimana estivi si esauriscono spesso con settimane di anticipo, e raccomandano di puntare sui giorni feriali da martedì a giovedì, storicamente più tranquilli. Altrettanto importante è verificare la correttezza della targa registrata, che viene scansionata all'ingresso, ed evitare confusioni con i sistemi di altre località montane, come i parcheggi della Plose che seguono regolamenti e pedaggi del tutto indipendenti.

 

L'ordinanza provinciale prevede comunque una serie di esenzioni totali dall'obbligo di prenotazione diurna. Oltre ai residenti e ai fornitori di servizi locali, sono esentati gli ospiti delle strutture ricettive che pernottano direttamente nella Val di Braies, ai quali basterà esibire la conferma scritta dell'hotel ai punti di controllo per transitare liberamente. Per tutti gli altri, le alternative alla prenotazione dell'auto passano innanzitutto da una gestione intelligente degli orari: presentarsi ai varchi prima delle 9.00 o dopo le 16.00 consente l'accesso libero, anche se in alta stagione i parcheggi tendono a riempirsi già verso le 8.00 del mattino, mentre le ore pomeridiane offrono il vantaggio di una luce particolarmente suggestiva. Sul fronte dei trasporti collettivi, oltre alla linea 443 da Dobbiaco e Villabassa, entra in gioco il bus 439 che unisce Monguelfo al lago. Durante il periodo di blocco, anche per salire a bordo dei bus di linea vige l'obbligo di prenotazione del posto e non è possibile acquistare i biglietti a bordo (fatta eccezione per i possessori di Altoadigemobilità Pass), offrendo così la garanzia del viaggio seduti. Infine, per chi cerca un approccio più sostenibile e libero da vincoli digitali, il consiglio non ufficiale per l'estate è quello di muoversi a piedi o in bicicletta. 

 

Per i dintorni delle Tre Cime, invece, dal 31 maggio all’11 ottobre 2026 l'unica vera alternativa alla strada panoramica a pedaggio sarà rappresentata da una navetta in partenza da Dobbiaco e diretta al rifugio Auronzo. In questo caso l'utilizzo del servizio bus è rigorosamente vincolato a una prenotazione obbligatoria via web, valida sia per l'andata sia per il ritorno, con i canali di blocco attivi già dal 27 maggio. Discorso parzialmente diverso per la Val Fiscalina, dove dal 14 giugno all’11 ottobre la Provincia ha scelto di non inserire passaggi telematici obbligatori, preferendo puntare sul potenziamento delle frequenze dei bus e su collegamenti ben coordinati per favorire un afflusso sostenibile e mantenere la viabilità entro livelli accettabili.

 

Un capitolo a parte riguarda la gestione dei residenti, per evitare che i blocchi legati all'overtourism finiscano per penalizzare chi sul territorio ci lavora o si sposta quotidianamente. Gli utenti in possesso dell’Altoadigemobilità Pass potranno infatti continuare a raggiungere la Valle di Braies e la Val Fiscalina in modo semplice e soprattutto senza l'obbligo di alcuna prenotazione. Per quanto riguarda invece i viaggi sulla navetta diretti verso le Tre Cime di Lavaredo, la riserva del posto tramite piattaforma rimarrà obbligatoria anche per i locali, ma il viaggio sarà soggetto alla normale tariffa di linea provinciale anziché a quella maggiorata prevista per i turisti.

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