"Overtourism, la giunta conosce e affronta il problema o si limita a nascondere la polvere sotto il tappeto, infischiandosene della qualità della vita della gente nelle vallate?"
Lucia Maestri, consigliera provinciale del Pd del Trentino: "Overtourism è la parola d'ordine dell'estate che ci attende, ma mentre in Alto Adige già da qualche anno si sta correndo ai ripari con meccanismi di controllo e limitazioni nei luoghi di maggiore attrattività turistica, in Trentino come spesso accade la Provincia non sembra capace di elaborare una sua strategia"

TRENTO. "Siamo solo all'inizio dell'estate e in Trentino già si vedono i segnali dei rischi di 'tappo stradale' nel fondovalle fiemmese, mentre la Rendena soffre l’atavico problema degli attraversamenti dei paesi, così come altre realtà subiscono gli effetti dell’ 'overtourism', che ricadono anche sui costi della vita e dell’abitare in montagna. Non si tratta di quisquilie, come la Giunta provinciale tenta di definire queste preoccupazioni diffuse, bensì di porre il problema per come lo stesso si presenta, sia nel presente come nel futuro".
Le parole sono della consigliera provinciale del Pd del Trentino Lucia Maestri, che ha presentato un'interrogazione alla giunta sul tema "sovraffollamento": uno dei concetti chiave dell’estate che ci attende, sottolinea la dem, che evidenzia l’urgenza di trovare un vero equilibrio fra la domanda turistica e la tutela dell’ambiente e del territorio.
"Da tempo - spiega Maestri -, molti soggetti del territorio come la Sosat, indicano rischi e pericoli nel sovraffollamento delle vallate e delle cime, ma sembra si tratti di voci inascoltate ed inascoltabili, soprattutto da parte di quella politica provinciale che si ostina a recitare gli slogan dell’attenzione alle periferie e alla montagna, salvo poi non fare alcunché per tutelarle veramente. Mentre nel vicino Alto Adige/Südtirol già da qualche anno si sta cercando di correre ai ripari, introducendo meccanismi di controllo e di limitazione della presenza antropica occasionale nei luoghi di maggiore attrattiva turistica, in Trentino, come spesso accade, si cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto, infischiandosene della qualità della vita delle popolazioni delle vallate più esposte all’afflusso dei turisti nazionali e stranieri".
Nemmeno in questo delicato settore insomma, secondo Maestri, la Provincia sembra capace di elaborare una sua strategia concreta: "Se nella provincia di Bolzano hanno preso avvio, da tempo, seri programmi di regolamentazione, che vanno ben oltre il tema dei tornelli sui sentieri più frequentati e che partono dai nodi della viabilità e dell’adozione quindi di nuove politiche del trasporto pubblico, in Trentino regna il caos e l’antica legge non scritta per la quale ognuno si arrangia come può. Il governo dei flussi e la loro gestione viene lasciato ai sindaci, mentre la Provincia prosegue nella sua cieca politica della quantità. A Braies scattano limitazioni; sul Seceda i tornelli; le navette per le Tre Cime di Lavaredo; ovunque aumentano i costi dei parcheggi in quota e lo stesso mondo alberghiero inizia a condividere l’idea di un contenimento capace di mantenere quella qualità ambientale, che è il requisito unico per un costante livello di afflussi, unica garanzia di lunga durata nel tempo".
Da qui la richiesta di conoscere quanto predisposto dalla giunta provinciale, a livello tecnico e programmatico, per gestire il sovraffollamento turistico estivo, quali orientamenti politici intenda adottare in futuro su queste tematiche, quali investimenti siano previsti fino alla fine della legislatura per il controllo e la regolamentazione dei flussi turistici e quali forme di collaborazione siano state strutturate con la Provincia autonoma di Bolzano per affrontare problemi comuni all’intero territorio regionale.












