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Bolzano
19 maggio | 10:40

"Turismo in Alto Adige, 38 milioni di presenze non sono un traguardo: profitti a pochi, disagi per tutti". Il partito Ora!: "Serve un limite e fondi per ricerca e innovazione"

Il partito Ora! interviene sui recenti dati sul turismo altoatesino: "Distribuire i visitatori nelle zone meno note estende solo i disagi, serve fermare l'aumento dei posti letto per tutelare i residenti e finanziare la vera economia"

 

BOLZANO. “Raggiungere 38 milioni di pernottamenti non è un traguardo da celebrare, ma il sintomo evidente che l'Alto Adige ha superato il limite di sopportazione. Spostare i flussi verso le locande di paese, come propone l'assessore provinciale, non cura la malattia: ne estende solo il contagio”.

 

Ad affermarlo è il coordinamento regionale del partito Ora! che commenta dati dell'istituto provinciale di statistica sui dati del turismo altoatesino (QUI ARTICOLO) che registrano un aumento di 3,1 punti percentuali rispetto al 2024.

 

Ma rivediamoli in breve. Nel 2025 sono stati contati 262.870 posti letto nelle strutture ricettive (più 2,3 per cento), mentre in quelle non ricettive 12.187 (più 3,7 per cento). Gli incrementi più consistenti sono stati registrati nella Valle Isarco (più 5,8) e in Val Pusteria (più 4,1). L’incremento minore è stato invece registrato nella Alta Valle Isarco con 1 punto percentuale. Nel 2025 sono stati registrati 12.187 posti letto in più rispetto al 2024.

 

Alcuni dati aggiuntivi: nell’agosto 2025 è stato raggiunto il numero più alto con 6 milioni di pernottamenti, si sono invece registrati cali a marzo e a maggio. La durata media del soggiorno nel 2025 è stata invece di 4,2 giorni.

 

Non vogliamo cacciare i visitatori e gli ospiti – prosegue la nota diffusa da Ora! – che, se gestiti, restano una risorsa, ma dobbiamo smettere di credere alla favola della crescita infinita. La realtà è un'altra: i profitti vanno a pochi, i disagi li pagano tutti.”

 

L'entusiasmo per i numeri, sottolinea il partito, nasconde costi sociali insostenibili e l'espansione alberghiera incontrollata fa impennare i prezzi delle case, manda le infrastrutture in tilt e divora il territorio. “Senza un'inversione di marcia - viene rimarcato - anche i borghi più isolati subiranno lo stesso destino dei centri maggiori: diventare invivibili per i residenti”.

 

C'è poi, analizza Ora!, un'emergenza generazionale. “Monopolizzare l'economia sulla monocultura dell'accoglienza soffoca gli altri settori. Risultato? I giovani altoatesini che studiano ingegneria, medicina o informatica sono costretti a emigrare, perché il mercato locale offre quasi solo lavoro stagionale o sottopagato rispetto alle loro competenze”.

 

Al netto dell'analisi, il partito propone “tre passi per cambiare rotta, tre soluzioni immediate e concrete”.

 

In primis ad essere proposto è lo stop alla rincorsa dei numeri. “Serve un blocco reale e definitivo ai nuovi posti letto. Dobbiamo guardare – prosegue la nota – a modelli alpini virtuosi come il Vorarlberg austriaco, dove il turismo si integra con l'artigianato locale di alto pregio, generando valore anziché sovraffollamento”.

 

Serve poi, viene specificato, riconvertire le risorse nella conoscenza: “Le tasse generate dal turismo devono finanziare il futuro e i fondi pubblici vanno dirottati su poli di ricerca, sviluppo tecnologico e manifattura avanzata, gli unici settori in grado di garantire stipendi alti e stabili a chi decide di restare”.

 

Infine, secondo il coordinamento regionale del partito, è necessario tutelare il “diritto all’abitare”.

 

“Pensiamo ad un modello come quello svizzero. Ora! chiede regole ferree per blindare il mercato contro le seconde case e gli affitti brevi. Solo così – chiosa la nota – infermieri, insegnanti, operai e giovani famiglie potranno continuare a vivere nelle proprie valli, senza essere espulsi da prezzi ormai fuori controllo”.

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