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Trento
12 luglio | 20:00

Cestini pieni, cassonetti colmi e servizio a "singhiozzo": "Così non va". C'è pure il "turismo" dei rifiuti: "Purtroppo ci sono i 'furbetti' e scarsa sensibilità civica"

Cestini piene, isole ecologiche colme e un servizio che fatica a rimuovere le immondizie, in particolare con l'estate e nelle aree turistiche. Il Comune: "Spiace dover intervenire pubblicamente ma le tante riunioni, mail, pec e telefonate fatte finora hanno portato solo soluzioni puntiformi". La Comunità di Valle: "La società incaricata prevede più mezzi e più addetti durante la stagione ma non è sempre semplice intervenire perché il territorio è molto vasto, poi ogni zona presenta peculiarità e specificità particolari, specie quelle più di montagna"

ROVERETO. La questione dei rifiuti tiene in banco in Trentino e, in particolare, in Vallagarina. Non mancano le fotografie, anche sui social network, a testimonianza di situazioni insostenibili. E sono soprattutto le zone di montagna a pagare dazio tra cassonetti stracolmi, abbandoni di sacchi, immondizia sparpagliata e qualche ritardo nella raccolta. Incide anche quella che sembra una "nuova pratica": il turismo dei rifiuti. Un tema abbastanza trasversale a molte località.

 

Un grosso problema negli anni scorsi tra bidoni stracolmi e passaggi a "singhiozzo" (e non sempre puntuali), svariati disservizi così a livello di Comunità di valle si è deciso l'anno scorso per un giro di vite. Un cambio di gestore e un unico interlocutore per tutti, che è diventato Dolomiti Ambiente.

 

Una soluzione che, almeno in parte, ha portato a un graduale, così come a un generale, miglioramento del servizio. Tuttavia persistono alcune criticità e alcune zone lamentano delle difficoltà sulla raccolta tanto che il Comune di Brentonico è intervenuto per evidenziare una certa insofferenza sul fronte pulizia e decoro località.  

 

"I problemi più vistosi sono quattro. La pulizia dei cestini del paese di Brentonico e in particolare del parco, che sono sempre pieni e letteralmente strabordano rifiuti, e la zona della Polsa: i bidoni sono troppo pochi e l’immondizia si accumula in grosse pile", commenta Mattia Simonetti, vice sindaco del Comune di Brentonico. "Ci sono ancora condomini che non hanno la propria isola ecologica e questo crea gravi criticità sulle poche isole pubbliche rimaste. Inoltre c'è la necessità al più presto di bidoni del residuo dedicati alle seconde case".

Già in aprile ci sono state diverse avvisaglie, in particolare in Polsa, e il problema si ripresenta con maggiore forza anche per l'aumento dei flussi turisti dettato dall'avvio della stagione estiva.

 

"Più in generale, si registrano problemi di organizzazione e raccolta in diversi punti e con molta frequenza", evidenzia Simonetti. "Spiace dover intervenire pubblicamente ma le tante riunioni, mail, pec e telefonate fatte finora hanno portato solo soluzioni puntiformi. E' ormai una routine, ogni lunedì mattina, chiamare Dolomiti Ambiente e chiedere di intervenire. E dover anche insistere perché le pulizie vengano svolte. Non vogliamo fare polemica e, al contrario, ci mettiamo a disposizione per pensare insieme nuove soluzioni e miglioramenti del servizio".

 

Continue segnalazioni che hanno indotto l'amministrazione a dover alzare la voce e chiedere un cambio di passo. "E' doveroso dare un segnale pubblico anche ai cittadini, che spessissimo mandano a noi amministratori foto di piazzole e cestini in condizioni indecorose", aggiunge Simonetti. "Per il cittadino il primo riferimento è ovviamente il Comune e il Comune, per parte sua, non può che farsi portavoce e insistere con il gestore che ha in carico il servizio. E' Dolomiti Ambiente ad avere la totale gestione dei rifiuti: non il Comune. Per un Comune a valenza turistica, la situazione attuale crea un evidente danno. Il problema non è solo per chi vive stabilmente il territorio, ma anche per chi lo sceglie per le vacanze".

 

Da un "grosso" problema, la criticità si è un po' ridimensionata ma non è ancora stata completamente risolta. E ci sono alcuni casi di cestini e cassonetti stracolmi per giorni in altre zone della Vallagarina.

 

"La situazione è sicuramente migliorata rispetto al recente passato", spiega Stefano Gatti, sindaco del Comune di Ala e assessore competente all'interno della Comunità della Vallagarina. "Tuttavia il servizio può sicuramente essere ancora ottimizzato. Anche se c'è ancora qualche area che viene utilizzata in modo improprio e si registra un accumulo eccessivo di rifiuti, i problemi sono molto limitati nel fondovalle. C'è invece qualche criticità maggiore nel servizio nelle zone più di montagna come per quanto riguarda il mio territorio comunale la Sega di Ala. Stesso discorso per Avio e altre località che in questo periodo sono turistiche".

 

Qualche bidone è stato rimosso per un uso improprio, evidentemente utilizzato per non riportarsi i rifiuti a casa oppure per evitare di dover pagare un extra sul conferimento. Emerge poi una specie di "turismo dei rifiuti". Qualcuno si prende il tempo di caricare l'auto di rifiuti, unire a questa "escursione" (ma non è necessario) una passeggiata, lasciare le immondizie inosservato e ritornare alla propria abitazione. 

 

"Purtroppo c'è questa particolare dinamica di scarso rispetto civico e di poca consapevolezza o considerazione verso i rischi di un atteggiamento di questo tipo", dice Gatti. "Comunque tutto viene monitorato e per fine anno arrivato i report per capire i possibili margini di miglioramento, anche per evitare questi comportamenti spiacevoli e che pesano sulla comunità".

 

A Brentonico si è deciso per intensificare i controlli e posizionare le telecamere per cogliere i 'furbetti' dei rifiuti in flagranza. Ma anche altri territori sono orientati verso questa soluzione.

 

"La situazione di Ala è sotto controllo ma in alcune zone siamo intervenuti per rimuovere i bidoni perché era fin troppo chiara la dinamica di un abbandono deliberato dei rifiuti e un uso scorretto degli stessi. Più complessa la gestione verso la Lessinia perché c'è un passaggio da un basso numero di residenti a un'elevata concentrazione di persone in pochi giorni", prosegue Gatti. "A ogni modo i monitoraggi sono stati rafforzati e non si escludono ulteriori azioni a tutela della comunità. Le immondizie lasciate all'esterno delle isole ecologiche rappresentano un problema di igiene e di decoro, inoltre non dobbiamo dimenticare che un'eventuale spesa per una rimozione straordinaria ricade comunque sulla comunità".    

 

Il 2026 si è aperto con l'introduzione della tariffa unica, ma in alcuni casi c'è una carenza di isole ecologiche, in altri magari un turista non ha accesso ai bidoni e il maggior afflusso influisce inevitabilmente sulla produzione dell'immondizia e sulla gestione del servizio.

 

"Molto dipende anche dalle tempistiche di conferimento e le immondizie rischiano di restare esposte per alcuni giorni se si mettono i sacchi troppo in anticipo oppure in ritardo. In generale il livello di raccolta differenziata è ottima, intorno alla media dell'83% e di qualità, ma ci sono alcune situazioni da valutare per migliorare quanto possibile il servizio, soprattutto con la stagione estiva. La società incaricata prevede più mezzi e più addetti ma non è sempre semplice intervenire perché il territorio è molto vasto, poi ogni zona presenta peculiarità e specificità particolari, specie quelle più di montagna", conclude Gatti.

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