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| 07 luglio | 14:52

"Abbattuti due lupi 'italiani' con radiocollare, occorre una verifica approfondita". Le associazioni scrivono all'Europa: "In Austria episodi inquietanti e criticità strutturali"

Una coalizione europea di associazioni chiede l’intervento della Commissione europea: Io non ho paura del lupo insieme ad oltre 20 associazioni promuove l’iniziativa e prepara un esposto formale a Bruxelles e un Case File alla Convenzione di Berna

(foto di Alessandro Barberi)
(foto di Alessandro Barberi)
di Redazione

TRENTO. Continua ad essere di attualità il caso di "Mirco", giovane lupo italiano dotato di radiocollare Gps e monitorato nell’ambito di un progetto scientifico coordinato dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e dall’Università degli Studi di Sassari.

 

L’associazione Io non ho paura del lupo APS, promotrice dell’iniziativa insieme ad Anca – Austrian Nature Conservation Alliance, ha inviato oggi una lettera formale alla Commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, chiedendo proprio un’immediata verifica sulla legittimità della sua uccisione avvenuta una decina di giorni fa in Austria, un caso portato alla luce anche grazie all'intervista de il Dolomiti al professor Marco Apollonio, uno dei responsabili scientifici del progetto (qui l'articolo). 

 

La lettera, sottoscritta da oltre 20 organizzazioni, esperti e professionisti provenienti da Italia, Austria, Germania, Svizzera, Belgio, Danimarca e Paesi Bassi e che cita direttamente anche le parole di Apollonio è stata trasmessa anche alla Segreteria della Convenzione di Berna e rappresenta il primo passo di un’azione istituzionale più ampia che l’associazione italiana sta coordinando a livello europeo.
 

Io non ho paura del lupo, che ha promosso e coordinato l’intera iniziativa internazionale, conferma infatti che sono "in fase di predisposizione" un formal complaint alla Commissione europea, finalizzato a verificare l’eventuale violazione della normativa comunitaria in materia di tutela della fauna selvatica, e la richiesta di apertura di un Case File nell’ambito della Convenzione di Berna, affinché il caso venga esaminato anche dal Consiglio d’Europa.
 

Secondo quanto riportato nella lettera, "le informazioni scientifiche e la documentazione finora emersa sollevano dubbi estremamente rilevanti sulla vicenda". I dati del radiocollare indicherebbero infatti che, nel momento in cui le autorità tirolesi hanno autorizzato l’abbattimento del lupo ritenuto problematico, Mirco si trovava ancora in Italia, nella provincia di Bolzano. Solo successivamente avrebbe attraversato il confine, circostanza che sarebbe stata tempestivamente comunicata alle autorità austriache nell’ambito della normale cooperazione scientifica internazionale.
 

"Se tali circostanze venissero confermate - si legge -, il lupo abbattuto potrebbe non coincidere con l’animale oggetto dell’autorizzazione, con evidenti implicazioni sotto il profilo della corretta applicazione della normativa europea". 
 

Il caso assume un rilievo ancora maggiore considerando che Mirco era un animale inserito in un importante progetto di ricerca volto a studiare la dispersione dei giovani lupi sulle Alpi, elemento fondamentale per comprendere la connettività ecologica e gli scambi genetici tra le popolazioni europee.
 

La lettera richiama inoltre il precedente del lupo Andrea, anch’esso italiano e dotato di radiocollare Gps nell’ambito di un progetto dell’Università degli Studi di Udine, abbattuto in Carinzia nel febbraio 2026. Due lupi monitorati scientificamente, appartenenti a due distinti progetti di ricerca italiani, uccisi in Austria nel giro di pochi mesi: una circostanza che, secondo i firmatari, impone una verifica approfondita delle modalità con cui vengono applicate le deroghe previste dalla normativa europea.
 

Oltre ai singoli episodi, il documento evidenzia criticità strutturali nella legislazione vigente in diversi Länder austriaci. Tra queste figurano criteri estremamente estesi per classificare un lupo come “lupo a rischio”, sistemi di dissuasione privi di validazione scientifica e norme che consentirebbero autorizzazioni all’abbattimento anche quando non sia possibile identificare con certezza il singolo animale responsabile del comportamento contestato.
 

Secondo i firmatari, tali disposizioni rischiano di essere incompatibili con la Direttiva Habitat 92/43/CEE, con la Convenzione di Berna e con la consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea.
 

I firmatari inoltre, sottolineano che, nell’ultimo rapporto trasmesso da Vienna ai sensi dell’articolo 17 della Direttiva Habitat, l’Austria ha classificato lo stato di conservazione della propria popolazione di lupo come “sfavorevole-inadeguato (U1+)”, circostanza che rende ancora più delicata la valutazione della legittimità degli abbattimenti autorizzati.
 

“La gestione dei grandi carnivori può richiedere decisioni complesse, ma tali decisioni devono sempre essere fondate su basi scientifiche, su una rigorosa valutazione tecnica e sul pieno rispetto del diritto europeo”, dichiara Daniele Ecotti, Presidente di Io non ho paura del lupo. “Quando vengono abbattuti due lupi oggetto di monitoraggio scientifico internazionale nel giro di pochi mesi, è doveroso chiedere alle istituzioni europee di verificare se le norme comunitarie siano state correttamente applicate.”
 

"L’obiettivo dell’iniziativa - spiegano - non è soltanto fare chiarezza sul caso di Mirco, ma verificare se gli episodi rappresentino un problema sistemico nell’applicazione delle deroghe previste dalla Direttiva Habitat e se le attuali pratiche di gestione dei lupi adottate in Austria siano compatibili con gli obblighi previsti dal diritto europeo e dagli accordi internazionali sulla conservazione della biodiversità".
 

La coalizione europea rende infine noto che, nelle prossime settimane, oltre al deposito del formal complaint alla Commissione europea, sarà formalmente richiesta anche l’apertura di un Case File presso la Convenzione di Berna, affinché il caso venga esaminato anche nell’ambito del principale trattato internazionale per la tutela della fauna selvatica in Europa.

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