Crisi idrica e siccità, il Po a -70% e l'Adige a -60% rispetto alla media storica: "Situazione di sofferenza. Non possiamo sottovalutare la realtà climatica"
L'allarme in Veneto dopo la pubblicazione da parte di Arpav del deficit aggiornato a giugno: "Il divario rispetto alle medie storiche è evidente e testimonia l’impatto di un cambiamento climatico che rende la disponibilità d’acqua sempre più variabile e vulnerabile. Massimo coordinamento per affrontare le criticità legate alla scarsità d’acqua a tutela dell’agricoltura, degli ecosistemi e del fabbisogno civile"

VENEZIA. E' alta la tensione sul fronte siccità. Il Po registra dati inferiori del 70% rispetto alla media storica e l'Adige del 60% mentre Bacchiglione e Brenta si attestano con decisi segni "meno". Significative anche le diminuzioni delle portate dei corsi d'acqua montani. Sono preoccupanti i dati resi noti da Arpav.
C'è una crisi idrica (Qui articolo). A fronte della situazione attuale delle riserve d'acqua Lombardia e Veneto (quest'ultima Regione ha dichiarato lo stato d'emergenza) guardano, anche, al Trentino per garantire il fabbisogno idrico per i rispettivi territori.
Alcuni Comuni trentini sono già intervenuti con ordinanza per chiedere una gestione delle risorse idriche mentre l'invito generale è di prestare attenzione. Tuttavia in Trentino la situazione è relativamente tranquilla (lo stato allerta idrica per Adige e Brenta è bassa sulla base delle ultime rilevazioni) ma viene costantemente monitorata (Qui articolo), anche in rapporto alle sofferenze dei vicini. Le scarse precipitazioni nevose invernali e primaverili, con le temperature elevatissime delle ultime settimane (Qui articolo), mettono in allerta il mondo dell'agricoltura. Le autorità venete hanno già avanzato la richiesta ai territori confinanti di “aumentare al massimo possibile gli apporti provenienti dai bacini".
Un quadro complesso, confermato nell'ultima rilevazione di Arpav sulla disponibilità idrica registrata nel mese di giugno.
"I dati confermano una situazione di sofferenza per il nostro territorio - così Elisa Venturini, assessora regionale all'ambiente e al clima della Regione Veneto - che richiede massima attenzione e una gestione oculata delle risorse”.
Il mese di giugno, secondo i dati dell'Agenzia regionale per la Prevenzione e protezione ambientale è stato caratterizzato da precipitazioni inferiori alla media, con una media regionale di 85 millimetri rispetto ai 100 millimetri del periodo di riferimento 1991-2020.
Il deficit pluviometrico si è tradotto in una sensibile riduzione delle portate dei principali fiumi veneti: il Po registra valori inferiori del 70% rispetto alla media storica, l’Adige del 60%, mentre Bacchiglione e Brenta si attestano tra il -53% e il -60%. Anche i corsi d’acqua montani evidenziano una diminuzione delle portate compresa tra il 30% e il 45%.
"Questi numeri ci pongono davanti a una realtà climatica che non possiamo sottovalutare. A metà giugno avevamo registrato un temporaneo miglioramento, favorito dalle precipitazioni della prima parte del mese, che avevano consentito un parziale recupero delle riserve idriche", prosegue Venturini. "Purtroppo quel miglioramento non si è consolidato: il caldo intenso e la persistente scarsità di piogge hanno determinato un nuovo peggioramento del quadro idrologico, come confermano i dati di Arpav. Sebbene i valori medi mensili risultino ancora leggermente superiori a quelli particolarmente critici registrati nel 2022, il divario rispetto alle medie storiche è evidente e testimonia l’impatto di un cambiamento climatico che rende la disponibilità d’acqua sempre più variabile e vulnerabile".
Un problema che tocca più comparti e settori. "Come Regione restiamo in costante contatto con Arpav e con tutti gli enti coinvolti nella gestione del territorio. Il nostro impegno è quello di monitorare l’evoluzione della situazione e garantire il necessario coordinamento per affrontare le criticità legate alla scarsità d’acqua, a tutela dell’agricoltura, degli ecosistemi e del fabbisogno civile. E' altrettanto importante promuovere, anche a livello locale, una cultura dell’uso consapevole e responsabile dell’acqua: una risorsa preziosa che, oggi più che mai, richiede l’impegno di tutti", conclude Venturini.












