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| 09 luglio | 19:54

Mega raduno di supercar sul Garda, i sindaci sul piede di guerra. Corse, sgommate, spari e carabinieri feriti: "Si rischia una strage". E scoppia il caso dello spreco d'acqua

Dal timore che prima o poi possa verificarsi una tragedia alla richiesta di maggiori controlli, fino alle polemiche per lo spreco d'acqua: i sindaci del Garda fanno fronte comune e chiedono di fermare l'invasione delle supercar in relazione ad un evento che sta compromettendo sicurezza, vivibilità e immagine del territorio

LAGO DI GARDA. Dai rischi sulle strade agli incidenti, fino alle scene da far west avvenute nelle scorse ore come l'auto dei carabinieri speronata e addirittura spari in aria a seguito di un diverbio (QUI ARTICOLO), fino allo spreco d'acqua causato dai frequenti lavaggi delle supercar e delle auto: i sindaci del territorio del lago di Garda si schierano compatti contro l'invasione di supercar e auto truccate (QUI ARTICOLO) a cui si sta assistendo in questi giorni in varie zone gardesane e dell'entroterra.

 

Ma ricapitoliamo per capire cosa sta succedendo. Da qualche giorno a questa parte per le strade gardesane, dell'entroterra e del Monte Baldo si osservano auto modificate che si lanciano in corse a tutta velocità, sgommate, sorpassi azzardati, tentativi di drifting e manovre spettacolari che stanno trasformando la zona in un circuito a cielo aperto, tra paura, disagi e proteste.

 

Tantissime le aree – come distributori, parcheggi e spiazzi – che vengono "monopolizzate" dai vari piloti, alcuni dei quali si sono resi protagonisti di gravi episodi. Il tutto in relazione al raduno autorizzato “So.Ga. Southern Gardasee” in programma a Monzambano fino a sabato, con molti gruppi di appassionati che si stanno dando appuntamento tramite i social sul Garda.

 

Oltre ad un incidente avvenuto nel basso Garda domenica scorsa, dove una famiglia in auto è stata centrata da un veicolo modificato sfiorando una vera e propria tragedia, nella serata di martedì a Ferrara di Monte Baldo un diverbio tra alcuni camperisti autorizzati (disturbati di notte dai forti rumori delle auto modificate che si erano radunate in uno spiazzo) e piloti, è sfociato addirittura in un' aggressione a colpi di pistola, con diversi colpi che sono stati sparati in aria, fortunatamente senza feriti, da uno dei "piloti" del gruppo radunato in uno spiazzo in paese. Nella serata di ieri, sul territorio di Caprino Veronese, un'auto dei carabinieri è stata invece puntata e volontariamente centrata da un 'pilota' straniero e ubriaco, con due militari che sono stati feriti e trasportati in ospedale (QUI IL RACCONTO).

 

Alla luce della situazione, come detto molti sindaci si sono schierati contro quello che sta accadendo, a partire proprio dal sindaco di Caprino Giuseppe Armani che, intervistato da il Dolomiti, ha dichiarato di auspicare come questo grave episodio possa alzare il livello di attenzione su una situazione a dir poco critica, richiedendo addirittura il possibile intervento dell'esercito.

 

"Il tema centrale è quello della sicurezza perché, oltre ai rischi sulla strada che non è una pista, c'è quello per le persone che assistono a questi raduni non autorizzati di essere coinvolte in qualche incidente. I giorni clou del fenomeno saranno venerdì e sabato e l'allerta è massima, dal momento che rispetto allo scorso anno le proporzioni del fenomeno sembrano essere più ampie: invocherei anche la messa in campo dell'esercito per arginare la situazione, perché non parliamo solo di un problema di viabilità o di disturbo, ma come detto della pubblica sicurezza".

 

Sulla stessa linea d'onda anche la sindaca di Ferrara di Monte Baldo Carla Giacomazzi, che specifica come già lo scorso anno sia avvenuto un incontro con il Prefetto per parlare di una "situazione grave e incontrollata che non riusciamo più a gestire".

 

"Tutto parte dalla concessione di uno spazio nel comune di Monzambano e poi si propaga sul territorio dal momento che attraverso i canali gruppi di persone si organizzano per questi raduni non autorizzati che sono difficilmente tracciabili e prevenibili. Nessuno – prosegue la sindaca – dice che una manifestazione non deve essere autorizzata ma serve tutelare la sicurezza di residenti e turisti. È inaccettabile che un sindaco debba invitare i propri cittadini a prestare attenzione perché si verifica una tale situazione".

 

A dire la sua è anche il sindaco di Affi Marco Giacomo Sega che rimarca la gravità della situazione, seppur il suo territorio sia interessato solo come "zona di passaggio in quanto sede del casello autostradale".

 

E le parole sono forti. "Di questo passo prima o poi ci scapperà il morto – dichiara – questo anche perché ci sono anche tantissime persone che assistono a queste esibizioni non autorizzate senza nessuna norma di sicurezza: ho visto addirittura sedie posizionate ai bordi delle strade provinciali. È pericolosissimo sia per i cittadini che per i turisti, nonché per i fan a seguito di questi veicoli: non parliamo infatti di piste ma di strade normali frequentate anche da altri utenti".

 

Ad essere specificato dal sindaco di Affi è come si assistano continuamente a "corse, ripartenze, sgommate e addirittura ragazzi in motorino che seguono i veicoli truccati". E poi il tema controlli: "Anche a fronte dell'impegno delle forze dell'ordine la gestione del fenomeno è complessa e sarebbe auspicabile un dispiegamento più imponente e normato al livello sovracomunale, monitorando anche sui social gli spostamenti dei gruppi di auto per prevenire criticità".

 

Decisamente più "agguerrita" è la sindaca di Peschiera Orietta Gaiulli, con il suo territorio vicino all'epicentro del fenomeno.

 

"Tutto nasce da una manifestazione che non è gradita al nostro territorio – tuona – perché porta disagi diffusi e fa abbassare la qualità del turismo sul lago di Garda: questo proprio quando i comuni gardesani stanno facendo di tutto per aumentarla, e a venir meno è anche la credibilità generale, dal momento che viene compromessa la sicurezza del territorio".

 

Ad essere rimarcato da Gaiulli è che l'evento che porta a tutto questo "autorizza solo lo stazionamento dei veicoli a Monzambano", mentre tutto quello che accade "non ha nessuna autorizzazione ed è assolutamente illegittimo: a tal proposito ho scritto a febbraio al ministro Piantedosi per metterlo a conoscenza della situazione, ma non mi è arrivata alcuna risposta".

 

La sindaca spiega come, alla luce dei caroselli e delle esibizioni delle auto con tantissime persone a bordo strada, a preoccupare di più è proprio la sicurezza: "Non vorrei usare parole forti, ma in caso di incidente si rischia una strage".

 

Un altro aspetto sottolineato dal Orietta Gaiulli è che, dal momento che le forze dell'ordine in questi giorni sono costantemente impegnate a gestire il fenomeno, a venir meno sono i normali controlli sul territorio che sarebbero invece fondamentali in un periodo in cui le presenze sul Garda sono numerose, con tutte le criticità che già di per sé vengono a presentarsi.

 

Infine uno sguardo ad una questione finora non presa in considerazione, lo spreco d'acqua causato dai continui lavaggi delle centinaia di auto che hanno invaso il territorio.

 

"C'è inoltre un altro aspetto che non era ancora emerso – chiosa Orietta Gaiulli – e che mi è stato comunicato dall'ufficio tecnico del Comune: tutte queste persone che invadono il territorio con le loro auto lavano costantemente i mezzi, consumando ettolitri di acqua in una stagione a rischio siccità e in cui tutti i comuni hanno vietato l'utilizzo dell'acqua per scopi non primari. Per questo, e per tutto quello che è stato già detto, questo evento deve essere bloccato, e deve essere chiaro a tutti".

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