La polizia schierata sui sentieri di montagna contro il "turismo cafone": "Affrontiamo l'overtourism con responsabilità"
A Cortina un'iniziativa che nasce per rispondere all'aumento dei flussi turistici e che si propone come progetto pilota, destinato a diventare un modello esportabile anche in altri Comuni della provincia di Belluno: "Il turismo è una straordinaria opportunità per il nostro territorio e va governato con responsabilità. Apriamo una strada che potrà diventare un punto di riferimento anche per altre realtà del Veneto, e non solo di montagna"

BELLUNO. La stagione estiva inizia a entrare nella sua fase clou ma ci sono già state importante avvisaglie di problemi nella fruizione della montagna.
L'episodio più significativo quello dei turisti intenti a prendere il sole nella piazzola di soccorso e che non si spostavano nonostante l'arrivo dell'elicottero (Qui articolo). L'aumento dei flussi di quest'anno e l'esperienza di situazioni imprudenti di 12 mesi fa hanno fatto suonare qualche campanello d'allarme. E' così che è stato previsto sulle Dolomiti un progetto sperimentale in quota: un maggior presidio delle forze dell'ordine lungo i sentieri.
Un modello di collaborazione istituzionale per affrontare in modo sostenibile la crescita dei flussi turistici e tutelare il patrimonio naturale delle Dolomiti. Entra così nella fase operativa il progetto che vede insieme Comune di Cortina d'Ampezzo, Provincia di Belluno e Regione del Veneto per rafforzare il presidio del territorio montano attraverso l'impiego della polizia provinciale, con l'obiettivo di coniugare sicurezza, prevenzione, informazione e tutela ambientale.
"Questa iniziativa rappresenta un esempio di come la collaborazione tra istituzioni possa trasformarsi in un'azione efficace a tutela della montagna", dice Dario Bond, assessore regionale alla Montagna. "Il turismo è una straordinaria opportunità per il nostro territorio e va governato con responsabilità, investendo sulla prevenzione, sull'informazione e sulla presenza qualificata degli operatori. Cortina apre una strada che potrà diventare un punto di riferimento anche per altre realtà del Veneto, e non solo di montagna".
Un'iniziativa che nasce per rispondere all'aumento dei flussi turistici e che si propone come progetto pilota, destinato a diventare un modello esportabile anche in altri Comuni della provincia di Belluno. Un progetto che si inserisce nelle azioni di contrasto agli effetti dell'overtourism e nella prospettiva che le recenti Olimpiadi abbiano aumentato la notorietà delle zone. L'afflusso, per alcuni studi, potrebbe crescere del 30% rispetto all'anno scorso.
"L'intesa siglata rappresenta un passo concreto per affrontare in modo condiviso la sfida dell'overtourism, mettendo al centro la tutela del territorio e la qualità della vita della comunità", spiega Luis Caranfa, comandante della polizia locale di Cortina. "Solo attraverso una collaborazione stretta tra istituzioni è possibile coniugare accoglienza, sostenibilità e rispetto dell'ambiente, garantendo una gestione efficace dei flussi turistici a beneficio dei residenti e degli ospiti".
L'attività degli operatori sarà orientata soprattutto all'informazione, alla prevenzione e alla sensibilizzazione dei visitatori. Il presidio avrà infatti il compito di fornire indicazioni sui percorsi, promuovere comportamenti corretti, richiamare al rispetto delle norme e contribuire a prevenire situazioni di rischio legate a una frequentazione superficiale dell'ambiente montano.
"Quello che prende il via è un servizio che punta a essere innanzitutto vicino alle persone", aggiunge Stefano Ghezze, assessore con delega alla polizia locale del Comune di Cortina. "La nostra volontà non è quella di controllare o limitare chi frequenta la montagna, né tantomeno di fare cassa con le sanzioni, ma di accompagnare i visitatori con una presenza qualificata, capace di fornire informazioni, prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi e favorire una maggiore consapevolezza. La montagna è un patrimonio straordinario, ma richiede rispetto, preparazione e attenzione: attraverso questo progetto vogliamo coniugare sicurezza, tutela ambientale e qualità dell'esperienza turistica”.
L'accordo si inserisce nella strategia condivisa tra Comune di Cortina d'Ampezzo, Provincia di Belluno e Regione Veneto per affrontare il fenomeno dell'overtourism attraverso strumenti fondati sulla presenza qualificata degli operatori, sulla prevenzione e sull'educazione ambientale, privilegiando un modello di gestione del territorio rispetto a misure restrittive di accesso. Con l'avvio del presidio estivo, Cortina conferma così la volontà di accompagnare la crescita dei flussi turistici con azioni concrete, affinché la straordinaria attrattività delle Dolomiti continui a tradursi in un'esperienza di qualità per i visitatori e, allo stesso tempo, nella salvaguardia di un patrimonio naturale.
"La convenzione che abbiamo approvato è la dimostrazione concreta di due principi cardine dell'amministrazione provinciale. Da un lato ci mettiamo a disposizione dei Comuni per realizzare azioni di interesse comune, dall'altro valorizziamo le elevate competenze e la professionalità del nostro Corpo di Polizia Provinciale. Per la Provincia di Belluno questo è solo il primo passo: riteniamo infatti che la sperimentazione avviata con Cortina possa diventare una buona pratica da estendere anche ad altri territori", conclude Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno.












