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Trento
08 luglio | 20:20

"Iniziativa nella giusta direzione", "Io non ho paura del lupo" sui box in quota per i pastori: "Ma serve un cambio di approccio. Non si può indennizzare senza distintizioni"

A giugno la Provincia ha consegnato 11 moduli abitativi elitrasportabili ai pastori transumanti. L'associazione "Io non ho paura del lupo": "Fornire ai pastori strumenti concreti per presidiare le greggi e utilizzare correttamente le reti elettrificate sui pascoli in quota significa investire nella prevenzione, che continua a rappresentare il mezzo più efficace per ridurre i conflitti con i grandi carnivori"

TRENTO. "Questa è tra le iniziative che riteniamo vadano nella direzione giusta". A dirlo Francesco Romito, vice presidente dell'associazione Io non ho paura del lupo, sul posizionamento di 11 box in quota per la prevenzione dei danni provocati dai grandi carnivori. "Fornire ai pastori strumenti concreti per presidiare le greggi e utilizzare correttamente le reti elettrificate sui pascoli in quota significa investire nella prevenzione, che continua a rappresentare il mezzo più efficace per ridurre i conflitti con il lupo".

 

A giugno è iniziata (e si è in fase di conclusione) la consegna, a titolo gratuito, di 11 moduli abitativi elitrasportabili (box) ai pastori transumanti, per supportare la presenza vicino alle greggi e il contestuale uso di reti elettrificate nelle ore notturne, su pascoli in quota privi di strutture di ricovero e di vie di accesso (Qui articolo).

 

Il box, dimensioni di 3 per 2,5 metri che contiene tutto il necessario per dare adeguato riparo in alta montagna, agevola la presenza dell’uomo, unita alle reti elettrificate con elettropascolo e all’azione dei cani maremmani, rappresenta infatti un metodo efficace di dissuasione. 

 

Il posizionamento di queste strutture rientra nelle attività di prevenzione. L'obiettivo di fondo è garantire una convivenza il più possibile pacifica tra la zootecnica e le altre attività fondamentali per l’economia di montagna del Trentino.

 

Un'iniziativa giudicata positivamente da "Io non ho paura del lupo", associazione da sempre impegnata sul fronte della sensibilizzazione, dell'informazione e dell'informazioni, anche con la fornitura di strutture di protezione per promuovere la coesistenza con i grandi carnivori (Qui articolo).

 

"Mettere gli allevatori nelle condizioni di sorvegliare gli animali durante la notte e applicare in modo efficace le misure di protezione significa offrire un sostegno concreto a chi sceglie la strada della convivenza", aggiunge Romito. "Anche alla luce del recente declassamento dello status di protezione del lupo, è fondamentale non perdere di vista questo principio: la prevenzione deve rimanere il cardine delle politiche di gestione. Per questo è necessario continuare a migliorare gli strumenti disponibili, rafforzare l’assistenza tecnica e investire sempre di più in misure realmente efficaci".

 

Nel medio-lungo termine si vuole arrivare alla progressiva sostituzione dei moduli tipo container con piccoli ripari fissi in legno, ancora più confortevoli e funzionali oltre che meglio inseriti nel paesaggio alpino.

 

Questo percorso è corretto ma comunque serve continuare a investire

 

"Serve anche un cambio di approccio. E' indispensabile valorizzare il lavoro di quegli allevatori che ogni giorno investono tempo e risorse per proteggere il proprio bestiame, riconoscendo concretamente il loro impegno. Allo stesso tempo, non è più sostenibile continuare a indennizzare indistintamente danni subiti da aziende che, pur avendone la possibilità, rinunciano ad adottare le più basilari misure di prevenzione. Le risorse pubbliche devono premiare chi si impegna a prevenire, non alimentare un sistema che disincentiva l’adozione di buone pratiche. Come 'Io non ho paura del lupo' auspichiamo che iniziative come questa vengano consolidate e ampliate, perché una gestione moderna dei grandi carnivori passa innanzitutto dalla prevenzione, dalla responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti e dal sostegno concreto a chi sceglie di investire nella convivenza", conclude Romito.

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