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| 06 luglio | 14:50

Ecosistemi e biodiversità: a Castel Belasi c'è l'occasione per meditare. E agire

Mercoledì 8 luglio il primo degli incontri del ciclo culturale Clima di Pensiero promosso dal Comune di Campodenno che chiama gli esperti a spiegare come il futuro non è un fatto destino ma dipende da come e quanto si saprà prendersi cura del territorio, delle risorse ancora disponibili, della natura e della fauna. Un importante dialogo sugli equilibri compromessi  sulla necessità di cambiare urgentemente rotta

di Redazione

CAMPODENNO. Dopo una prima edizione dedicata al clima e ai ghiacciai, sentinelle visibili del cambiamento climatico, il ciclo culturale Clima di Pensiero prosegue il proprio percorso di approfondimento e nel 2026 pone al centro della riflessione uno dei temi più importanti e, allo stesso tempo, meno percepiti del nostro tempo: la biodiversità. Per gran parte della sua storia l'umanità ha imparato a guardare soprattutto al presente. È stato uno dei motivi del suo successo come specie: utilizzare le risorse disponibili significava sopravvivere. Oggi, però, la sfida è diversa. Dobbiamo imparare a guardare più lontano e a prenderci cura del futuro, perché il nostro destino è profondamente legato a quello degli ecosistemi che ci circondano.

 

  Promosso dal Comune di Campodenno e ospitato a Castel Belasi, Centro d'Arte Contemporanea per il Pensiero Ecologico, il ciclo nasce dalla volontà di offrire alla comunità uno spazio di riflessione condivisa sui grandi processi che stanno trasformando il nostro tempo. Se i ghiacciai ci hanno mostrato con evidenza che il clima sta cambiando, la biodiversità ci aiuta a comprendere quali effetti questo cambiamento stia già producendo nei territori in cui viviamo, nella salute delle persone, negli ecosistemi e nelle economie locali.

 

 Non è semplicemente un insieme di specie animali e vegetali, ma una rete di relazioni che rende possibile la vita, sostiene la resilienza degli ecosistemi e rappresenta una condizione essenziale per il benessere delle comunità. L'edizione 2026 di Clima di Pensiero dialoga direttamente con la mostra "Segnale dalla Terra – Materia, arte, ecologia ed estrazione. Dalle Alpi a Nauru", curata da Stefano Cagol in collaborazione con il MUSE. La mostra invita a riflettere sul suolo, elemento spesso invisibile ma fondamentale per la vita, mentre il ciclo ne approfondisce alcune delle conseguenze più concrete: biodiversità, salute, economia e capacità di adattamento delle comunità.

 

 In questo dialogo tra arte e scienza, Castel Belasi si conferma un luogo di riflessione sui grandi cambiamenti che stanno interessando il nostro tempo. L'edizione Clima di Pensiero – Biodiversità si articola in tre incontri serali e in una giornata conclusiva nel mese di luglio, in dialogo diretto con la programmazione espositiva di Castel Belasi.

 IL PROGRAMMA Animali, foreste, territorio: un equilibrio che sostiene la vita.  Mercoledì 8 luglio 2026 ore 20:30 Relatori: • Luigi Boitani – Professore emerito di Zoologia all’Università La Sapienza di Roma, tra i massimi esperti internazionali di fauna selvatica e grandi carnivori. Ha dedicato la sua carriera allo studio degli ecosistemi e alla convivenza tra uomo e natura. • Giorgio Vacchiano – Professore di Selvicoltura e gestione forestale all’Università degli Studi di Milano. Studia la resilienza delle foreste al cambiamento climatico ed è una delle voci più autorevoli della nuova ricerca ecologica italiana. Un dialogo tra fauna e foreste per leggere la biodiversità come equilibrio vivo del territorio alpino. Si rifletterà sul ruolo degli animali come indicatori dello stato di salute degli ecosistemi e sulla delicata convivenza tra attività umane e natura nelle aree montane. Accanto a questo, lo sguardo sulle foreste permetterà di comprendere come questi sistemi, fondamentali per la regolazione climatica, la biodiversità e la resilienza, stiano reagendo alle pressioni del cambiamento climatico e alle scelte di gestione del territorio. La serata invita a riconoscere che il paesaggio non è uno sfondo immobile, ma un organismo dinamico: ciò che accade a boschi e fauna racconta, con chiarezza, la direzione in cui sta andando l’equilibrio dei nostri territori. Quando gli equilibri naturali si spezzano: il costo invisibile per la nostra salute -

 

 Mercoledì 15 luglio 2026 ore 20:30 Relatrici: • Hellas Cena – Medico chirurgo e Professoressa all’Università di Pavia, coordinatrice scientifica del programma “Biodiversità e benessere” del National Biodiversity Future Center (NBFC). Si occupa del legame tra biodiversità e salute umana, con uno sguardo che integra medicina, ambiente e benessere delle popolazioni. • Giulia Ferrari – Ricercatrice presso l’Unità di Ricerca di Ecologia Applicata della Fondazione Edmund Mach (San Michele all’Adige). Studia le relazioni tra biodiversità, cambiamenti climatici e salute degli ecosistemi alpini, con particolare attenzione ai segnali di squilibrio nei territori montani. Un incontro dedicato al legame profondo tra biodiversità e salute umana, dentro un quadro più ampio: clima che cambia, trasformazione degli habitat, pressione sul territorio e scelte collettive che incidono sugli equilibri naturali. Quando questi equilibri si spezzano, il costo per la salute può essere altissimo. Giulia Ferrari porterà la prospettiva ecologica: come la perdita di biodiversità e la destabilizzazione degli ecosistemi alpini alterino le relazioni tra specie, creando nuove vulnerabilità e aumentando il rischio di zoonosi e di infezioni emergenti. Non eventi casuali, ma segnali di un sistema che ha perso parte della sua capacità di regolarsi. Hellas Cena raccoglierà quel filo e lo porterà dentro il corpo umano: come l’impoverimento degli ecosistemi e la semplificazione degli ambienti possano riflettersi sulla salute umana: da effetti acuti, come una maggiore vulnerabilità alle infezioni, fino a conseguenze di lungo periodo, legate anche al rischio di malattie croniche. L’incontro invita a riportare il tema della salute dentro una visione sistemica della vita, in cui il benessere umano non può essere separato da quello degli ecosistemi e dei territori in cui viviamo. Il futuro nasce dal territorio: biodiversità, clima ed economia.

 

 Giovedì 23 luglio 2026 ore 20:30 Relatori: • Maurizio Casiraghi – Professore ordinario di Zoologia, Università di Milano-Bicocca; membro del Comitato scientifico del Forum NBFC 2025. • Davide Pettenella – Professore di Economia e politica forestale all’Università di Padova, esperto di politiche per la gestione sostenibile delle risorse naturali. Un incontro che mette in dialogo scienza ed economia per comprendere perché biodiversità e cambiamento climatico non siano due temi separati, ma due facce della stessa sfida. La qualità degli ecosistemi condiziona la stabilità dei territori, la capacità di adattamento delle comunità e, nel tempo, anche la tenuta delle economie locali. Maurizio Casiraghi offrirà uno sguardo biologico e sistemico sulla biodiversità come rete di relazioni che sostiene resilienza e stabilità dei sistemi naturali, aiutando a capire perché queste dinamiche dovrebbero orientare anche le scelte politiche ed economiche. Davide Pettenella porterà la prospettiva economica e di gestione, mostrando come tradurre queste evidenze in strategie, strumenti e decisioni capaci di generare valore nel tempo, perché biodiversità e clima sono sempre più intrecciati nei loro effetti sui territori. In un territorio come la Val di Non, l’incontro diventa occasione per riflettere su quali scelte possano trasformare la tutela della biodiversità in una base concreta di sicurezza, adattamento e futuro: perché quando gli equilibri naturali si indeboliscono, il costo emerge nel tempo; quando invece vengono custoditi e governati, possono diventare valore duraturo per il territorio. GIORNATA CONCLUSIVA Impronte alpine: racconti di biodiversità dal suolo al cielo. Film documentario “L'Ultimo Re” - Gruppo Tetraon.

 

Domenica 26 luglio 2026 (pomeriggio e sera) Dopo aver esplorato la biodiversità attraverso il contributo di studiosi e ricercatori, la giornata conclusiva invita il pubblico a incontrarla sul campo, attraverso l'esperienza di chi la custodisce ogni giorno e il racconto per immagini del documentario L'Ultimo Re. Un viaggio che parte dalla biodiversità agricola e arriva fino agli ecosistemi delle Alpi. A partire dalle ore 14.00, il pubblico potrà incontrare l'Associazione La Pimpinella, impegnata nella tutela della biodiversità agricola e nella conservazione delle varietà tradizionali, e l'Azienda Agricola Campirlota, che racconterà il proprio approccio alla viticoltura e il legame tra qualità del vino, territorio e biodiversità. Alle ore 18.00 si terrà la conversazione "Coltivare biodiversità", un dialogo tra La Pimpinella, Azienda Agricola Campirlota e Alessandro Franzoi del MUSE. Attraverso esperienze, racconti e punti di vista diversi, l'incontro metterà in luce come la biodiversità rappresenti un patrimonio da custodire, capace di unire agricoltura, natura, cultura e qualità della vita. Al termine della conversazione seguirà una degustazione dei vini dell'Azienda Agricola Campirlota. Alle ore 20.30 la giornata proseguirà con un'introduzione di Alessandro Franzoi e degli autori del Gruppo Tetraon, che accompagneranno il pubblico alla scoperta del documentario e del suo significato. Seguirà la proiezione del film "L'Ultimo Re", dedicato al gallo cedrone, simbolo delle foreste alpine e degli ecosistemi d'alta quota.

 

 Un racconto per immagini che invita a riflettere sulla straordinaria ricchezza della biodiversità alpina e sul delicato equilibrio che sostiene la vita nei nostri territori, offrendo una conclusione suggestiva al percorso di Clima di Pensiero. Attraverso il dialogo tra scienza, arte e territorio, Clima di Pensiero vuole offrire alla comunità uno spazio di riflessione condivisa sui grandi cambiamenti che stanno interessando il nostro tempo, nella consapevolezza che comprendere la biodiversità significa comprendere il futuro delle nostre montagne, delle nostre comunità e delle generazioni che verranno. Il ciclo è promosso dal Comune di Campodenno in collaborazione con la Direzione Artistica di Castel Belasi, il MUSE – Museo delle Scienze, la Fondazione Edmund Mach, l'Associazione La Pimpinella, la SAT Val Cadino e la Pro Loco Castel Belasi. 

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