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FVG
03 luglio | 19:06

Vernice, sporcizia e la scritta “Tito ritorna!” (FOTO). La Val Rosandra deturpata, la rabbia del Cai: “Danni devastanti. Questa è casa nostra, è il luogo di Emilio Comici, è la storia dell'alpinismo''

A pochi giorni dalle prime segnalazioni della sezione Cai di Trieste Società Alpina delle Giulie, uno scarabocchio particolarmente vistoso è stato ripulito ma è solo la punta dell'iceberg della situazione di pesante degrado in cui versa il torrente Rosandra in diversi punti: ''Servono controlli e attenzione''. Ma dall'amministrazione non è giunta nessuna risposta

TRIESTE. La stagione estiva è appena iniziata, ma la Val Rosandra è già gravemente deturpata. Con la bella stagione schiere di avventori si recano nei pressi del torrente a cercare refrigerio ed ecco che parallelamente compaiono sporcizia e atti vandalici in quantità davvero preoccupante. I segni più evidenti dello scempio fanno brutta mostra di sé nel tratto superiore del Rosandra, appena superati gli inghiottitoi poco prima della celebre cascata se si parte dall'abitato di Bagnoli Superiore, dove da diverse settimane campeggiano graffiti e pesanti lordure che sfregiano la roccia carsica che compone la riserva naturale.

 

 

Nello specifico uno scarabocchio particolarmente vistoso era stato già notato e segnalato da alcuni membri della scuola nazionale di alpinismo “Emilio Comici”, e diffuso conseguentemente dalla sezione del Cai di Trieste Alpina delle Giulie per mezzo stampa circa una settimana fa, ma per vederci chiaro Il Dolomiti si è recato sul posto e ciò che è emerso è che quel graffito, che nel frattempo è stato ripulito (sebbene rimangano visibili le “cicatrici”), rappresenta tuttavia solo la punta dell'iceberg di una situazione ancora più grave.

 

 

Oltre a immondizie di varia natura infatti, come confezioni di alimenti, nylon, cartacce ovunque e una marea di mozziconi di sigaretta, le pareti dell'alveo del torrente appaiono vandalizzate con vernice spray, e le rocce riportano diverse scritte alcune delle quali francamente incommentabili, come un'ovazione al dittatore jugoslavo Tito che recita “Tito vrati se!!!”, che in serbo-croato significa “Tito ritorna!!!”. In questo contesto è intervenuto su Il Dolomiti Massimiliano Reiter, presidente della Società Alpina delle Giulie (Sag), Sezione Cai di Trieste, esprimendo l'amarezza dovuta alla deturpazione di un luogo così simbolico per tutta Trieste.

 

 

“Non posso nascondere la profonda tristezza e il dolore che provo nel constatare i risultati finali sul campo – afferma Reiter -. Nonostante gli sforzi per ripulire l’area, i danni inferti alla Riserva Naturale sono devastanti e, in larga parte temo permanenti. Ciò che si è consumato non è una semplice 'bravata', ma un atto di stupida barbarie. La Val Rosandra è casa nostra ed è parte della storia di Trieste, è il luogo di Emilio Comici, che per la Sag, per Trieste, nonché per l'alpinismo intero rappresenta una culla e un santuario. Di fronte a questo scempio, la Sag non farà un passo indietro. Continueremo a vigilare, a educare e a promuovere la cultura della montagna e della legalità”.

 

 

 

A una prima valutazione, gli sfregi eseguiti a bomboletta lungo le pareti naturali sembrano risalire ad almeno alcune settimane fa. “Ciò che mi rattrista ulteriormente è l'indifferenza generale su questo grave episodio – commenta Massimiliano Reiter -, tanto che se non fosse stato per la nostra segnalazione non so nemmeno se se ne sarebbe parlato. Auspichiamo che la Val Rosandra d'ora in poi sia soggetta a maggiori controlli, e in tal senso confidiamo che le autorità predisposte individuino i responsabili di questo scriteriato gesto, affinché non vi sia impunità per chi distrugge la bellezza comune. La Val Rosandra è resiliente, come la roccia di cui è fatta, ma spetta a tutti noi proteggerla da chi non sa riconoscerne il bene comune”.

 

 

Come il Dolomiti abbiamo più volte tentato di metterci in contatto con l'amministrazione del comune sparso di Dolina/San Dorligo della Valle per comprendere quali siano le disposizioni per intervenire, ripulire o quantomeno arginare questa avvilente situazione. Ma purtroppo non abbiamo avuto fortuna e ad oggi nessuno ci ha dato risposta. La zona in cui sono presenti la maggior parte dei deturpamenti è concentrata in un tratto raggiungibile attraverso una serie di passaggi piuttosto impervi e pericolosi, e dal centro visite della Riserva naturale della Val Rosandra/Naravni rezervat Doline Glinščice spiegano che, sebbene da regolamento non vige alcun divieto per i cittadini di sostare o di immergersi in qualunque punto del torrente, la gestione sta comunque cercando di dissuadere le persone, specie quelle inesperte, dall'addentrarsi nei tratti più esposti per ragioni di sicurezza.

 

In particolare il sentiero noto come “via delle acque”, in prossimità di quel settore sulla sponda destra del torrente, sta venendo volutamente abbandonato a sé stesso e non più manutenuto comportando la ricrescita delle piante e la sua progressiva sparizione, proprio per incentivare la percorrenza del più sicuro sentiero 1, sul versante opposto. Un proposito che, come le recenti deturpazioni dimostrano, attualmente non viene considerato come sperato dalla riserva, ma l'auspicio è che con il tempo, complice la sparizione del vecchio sentiero, si possa arrivare all'abbandono di quella percorrenza, contribuendo così non solo a garantire una maggior sicurezza ma anche a preservare meglio l'ambiente lasciando quanto più intatta possibile almeno la parte medio-alta della Val Rosandra. Oltre alle pareti verniciate infine, nel complesso si riscontrano lungo l'alveo del torrente diverse immondizie, a testimoniare come l'inciviltà di certi individui non abbia limiti.

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