Volontari e droni all’alba per salvare i caprioletti dalle falciatrici: in Alto Adige oltre 2.300 cuccioli recuperati grazie alle termocamere
Tecnologia, droni e lavoro di squadra tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti salvano i piccoli caprioli dallo sfalcio meccanico: privi dell’istinto di fuga, i cuccioli restano immobili nell’erba alta e rischiano di essere gravemente feriti o uccisi dalle falciatrici. Nel 2025, sono stati messi in salvo oltre 2.300 esemplari

BOLZANO. In Alto Adige droni e volontari sono entrati in azione già dalle prime luci dell’alba per salvare migliaia di caprioletti nascosti nei prati prima dello sfalcio meccanico. Un intervento che negli ultimi anni sta dando risultati sempre più significativi: dopo i circa 1.500 piccoli salvati nel 2024, nel 2025 il numero è salito a oltre 2.300 esemplari recuperati sempre grazie all’impiego della tecnologia e alla collaborazione sul territorio.
Tra maggio e giugno le femmine di capriolo partoriscono i loro piccoli, che vengono lasciati nascosti nell’erba alta per le prime settimane di vita. La madre torna solo periodicamente per allattarli, mentre i cuccioli, seguendo il loro naturale istinto di difesa (che non prevede ancora la fuga), restano immobili e perfettamente mimetizzati al suolo anche se in presenza di un pericolo. È proprio questo comportamento però a renderli particolarmente vulnerabili durante il taglio dell’erba: le falciatrici spesso rischiano infatti di provocare ferite gravissime o addirittura la morte di questi piccoli animali indifesi.
Per evitare queste tragedie sono impegnati ogni anno oltre mille volontari tra cacciatori e agricoltori, coordinati nelle operazioni di ricerca che iniziano all’alba, quando il contrasto termico rende più efficace l’utilizzo delle termocamere.
L’alleato fondamentale dei volontari è infatti la tecnologia: i droni dotati di termocamere sorvolano i prati e individuano il calore corporeo dei piccoli nascosti nell’erba. Una volta localizzati, i caprioletti vengono raccolti con attenzione e sistemati temporaneamente in ceste ben ventilate, collocate in un luogo sicuro. Terminato lo sfalcio, vengono immediatamente liberati affinché possano ricongiungersi alle proprie madri.
L’impegno per la tutela della fauna selvatica proseguirà anche nei prossimi mesi e anni: la flotta destinata alle operazioni di salvataggio sarà infatti potenziata con l’acquisto di 33 nuovi droni, ciascuno del valore di circa 8.000 euro, che entreranno in servizio nel 2026.
Sul fronte istituzionale cresce inoltre il sostegno a questa iniziativa: è nata la Rete per il salvataggio dei caprioletti, che riunisce agricoltori, cacciatori e associazioni ambientaliste, mentre il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato all’unanimità una mozione per finanziare in futuro l’acquisto di nuovi droni destinati alla protezione della fauna selvatica, consolidando un progetto che sta contribuendo a salvare migliaia di animali ogni anno.












