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| 23 giugno | 09:33

“Un'ondata di calore del genere impossibile senza cambiamento climatico: oggi questi fenomeni più frequenti e intensi. Dovremo farci i conti e sarà una convivenza difficile”

L'analisi di Luca Mercalli sull'intensa ondata di calore che sta interessando buona parte dell'Europa: "Il bilancio, naturalmente, lo faremo alla conclusione del fenomeno. Sicuramente però, per l'intensità e la durata mostrate finora, parliamo di un episodio notevole: ricordiamoci, tra l'altro, che l'anticiclone ci accompagnerà per un'altra settimana circa"

TRENTO. “Se non ci fosse il riscaldamento climatico, fenomeni di questa intensità sarebbero stati impossibili”. A parlare, di fronte all'eccezionale ondata di caldo che sta investendo buona parte d'EuropaItalia compresa – è Luca Mercalli, meteorologo, presidente della Società meteorologica italiana e autore di "Breve storia del clima in Italia" (Einaudi). Le sue parole si inseriscono in un contesto che, in queste ore, si sta confermando per molti versi di portata storica nel Vecchio continente, dove in diversi casi le autorità stanno correndo ai ripari per gestire la situazione.

 

Alcuni esempi?

 

Con l'inizio di questa settimana, più della metà dei dipartimenti francesi sono in allerta rossa per il caldo: secondo Le Monde, martedì l'allerta rossa riguarderà circa 39 milioni di persone; le autorità hanno annunciato la chiusura di circa 1350 scuole lunedì, con oltre 4.000 istituti che hanno adottato orari modificati. Eventi sportivi e musicali sono stati annullati mentre in molte zone rosse si è arrivati addirittura a vietare il consumo di alcolici all'aperto. Nel frattempo, sulla costa atlantica del Paese le temperature hanno toccato i 42 gradi centigradi, superando diversi record assoluti.

 

L'ondata di calore che sta investendo in pieno il Paese è la stessa che, dalla scorsa settimana, interessa anche l'Italia – pur se più marginalmente rispetto appunto alla Francia e a porzioni di Regno Unito e Spagna – ed è destinata a durare ancora diversi giorni, con temperature leggermente inferiori alle massime registrate Oltralpe ma comunque ben al di sopra delle medie – facendo scattare diverse allerte anche nella zona alpina. Il tutto a circa due settimane dall'ultima, eccezionale, ondata di calore che ha segnato la fine dello scorso mese.

 

Proprio l'insieme di due fenomeni così intensi e così ravvicinati, spiega a il Dolomiti Mercalli, rende il quadro ancora più pesante: “In maggio siamo arrivati a toccare i 35 gradi a Londra, per intenderci. Un'ondata così persistente e così anticipata era già un qualcosa di inedito, e dopo poco più di 15 giorni eccoci di nuovo in una situazione estrema. Il bilancio di questa ondata di caldo, naturalmente, lo faremo alla sua conclusione. Sicuramente però, per l'intensità e la durata mostrate finora, parliamo di un episodio notevole: ricordiamoci, tra l'altro, che l'anticiclone ci accompagnerà per un'altra settimana circa”.

 

Come anticipato, attualmente “l'epicentro” dell'ondata è fissato proprio sulla Francia: “Noi in Italia siamo leggermente a margine, non nella zona più interessata. Si tratta di un anticiclone africano che ha raggiunto l'Europa dal Marocco, prolungandosi in particolare proprio su Francia e Spagna: anche nel nostro Paese però abbiamo toccato massime molto alte, fino ai 37/38 gradi, pur senza infrangere per ora record assoluti”.

 

Guardando al futuro però il tema, inevitabilmente, è quello dell'adattamento a situazioni così estreme: sarà necessario, in altre parole, abituarsi a una nuova normalità estiva? “Ci si può abituare ad avere la febbre a 40? – continua Mercalli –. La parole 'abituarsi' ha una connotazione in qualche modo positiva, ma è difficile abituarsi a situazioni che sono al limite per la vita umana. Più che altro dovremo fare i conti con un peggioramento della qualità della vita, della produzione agricola, con l'aumento delle richieste energetiche. E questo comporterà rinunce e, soprattutto, rischi sanitari importanti: il troppo caldo uccide tanta gente, è un killer silenzioso”.

 

Se non ci fosse il riscaldamento globale – conclude l'esperto – fenomeni di questo genere sarebbero stati impossibili: le temperature sarebbero di circa 3-4 gradi inferiori a quelle estreme che stiamo osservando in questi giorni. Il riscaldamento globale rende le ondate di calore più frequenti e con valori di temperatura più elevati: lo confermano gli studi di attribuzione, basati su simulazioni climatiche che confrontano la situazione attuale con uno scenario senza l’eccesso di COemessa in atmosfera e senza l’aumento delle temperature osservato oggi. E in quel contesto, ciò che stiamo vedendo oggi non si sarebbe verificato". 

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