Caldo eccezionale, sfiorati i 37 gradi in Trentino (e nei prossimi giorni andrà peggio): “Sempre più alte temperature di bulbo umido, ecco cosa significa”
L'analisi di Giacomo Poletti: “Oggi vediamo importanti cambiamenti rispetto al passato per quanto riguarda la cosiddetta temperatura di bulbo umido, un dato che restituisce la misura del disagio fisico dovuto alle alte temperature e all'umidità. Nei prossimi giorni in arrivo sul nostro territorio la massa d'aria subtropicale di origine nordafricana che da ieri sta riscrivendo la storia climatica della Francia”

TRENTO. Mentre in Francia si potrebbero oggi ritoccare al rialzo nuovi record di temperatura – e Torre Eiffel e Louvre anticipano gli orari di chiusura – la straordinaria ondata di caldo che sta investendo buona parte d'Europa continua a spingere verso l'alto le temperature anche sul territorio provinciale, dove le massime nelle ultime ventiquattro ore hanno superato i 35 gradi in sei diverse località – toccando un massimo di 36.9 gradi centigradi a Rovereto. E la situazione, spiega a il Dolomiti l'ingegnere ambientale ed esperto meteo Giacomo Poletti, è destinata probabilmente a peggiorare nei prossimi giorni, mentre sempre di più anche sul territorio provinciale si osservano dati estremi di temperature e di umidità – aumentando inevitabilmente la sensazione di disagio.
In generale infatti per definire il livello di disagio fisico non si può valutare la sola temperatura, ma anche l'umidità: “E proprio in questo contesto – spiega Poletti – oggi vediamo importanti cambiamenti rispetto al passato per quanto riguarda la cosiddetta temperatura di bulbo umido”. In poche parole, spiega l'esperto, si tratta della temperatura che si otterrebbe mantenendo bagnato il “bulbo” del termometro: “Prendiamo ad esempio un dato di temperatura coerente con l'ondata di caldo attuale: 35 gradi centigradi. Ovviamente c'è una grossa differenza tra 35 gradi con 100% di umidità o con 0%. Nel secondo caso, infatti, l'aria secca favorisce l'evaporazione del sudore, che a sua volta permette di disperdere il calore del corpo e quindi abbassarne la temperatura. Nel primo, invece, essendo l'aria già satura di umidità, il sudore non evapora e il corpo non riesce a raffrescarsi”.
E l'aumento delle temperature legato al cambiamento climatico, spiega ancora Poletti, favorisce proprio una maggior presenza di umidità: “Le temperature più alte portano a mari più caldi – spiega –, l'evaporazione di conseguenza aumenta portando a maggiori valori di umidità media in atmosfera. Si tratta tra l'altro di un circolo vizioso, visto che più le temperature aumentano più l'aria stessa è in grado di trattenere umidità. In questo contesto, la temperatura di bulbo umido è un dato molto indicativo rispetto al disagio fisico in condizioni di caldo estremo: rappresenta infatti grossomodo la temperatura che raggiungerebbe la nostra pelle con l'evaporazione del sudore”. In altre parole, più la temperatura di bulbo umido è alta, meno il sistema di termoregolazione del nostro corpo – la sudorazione – è efficace.
“Per questo – continua l'esperto – si tratta di un dato ben più impattante rispetto a quello delle temperature assolute, che in condizioni secche (magari alimentate da raffiche di phoen) possono raggiungere valori molto più alti ma essere comunque molto più sopportabili. Oggi, invece, vediamo una progressiva, e inedita, associazione tra caldo e umidità, che spinge verso l'alto la temperatura di bulbo umido: ieri a Trento il dato ha superato in qualche caso i 24 gradi, un valore notevole che rappresenta già un livello di disagio forte. L'aumento di umidità paradossalmente limita le temperature massime diurne (aumentando l'afa) e alza le minime, un effetto serra che potenzia quello dei gas climalteranti”.
I livelli di temperatura attesi per i prossimi giorni, però, risultano in ogni caso straordinari: “Il caldo – spiega Poletti – resterà costante fino a venerdì 26, con mattine serene e pomeriggi con cumuli sui monti, ma con possibilità di temporali limitata perlopiù ai gruppi montuosi (Adamello, Brenta, Lagorai, Dolomiti) e nei fondovalle meridionali del Trentino, su tutti la Valsugana e il Primiero. Il moto dei temporali sarà verso sud, possibile grandine piccola”.
Sabato 27 e domenica 28 invece: “Il caldo 'decolla': ci arriva addosso il cuore della stessa massa d'aria subtropicale di origine nordafricana che da ieri sta riscrivendo la storia climatica della Francia (ieri e oggi addirittura degli over 43 gradi centigradi) e della Germania. Basti pensare che a Berlino domenica sono previsti estremi di 26 gradi di minima e 37 di massima: in pratica le minime saranno più alte della media storica delle massime. Un evento largamente senza precedenti. A Trento possibili massime estremamente alte, nel range 37/39 gradi centigradi. Lunedì 29 ancora caldissimo, ma con questa energia in gioco è da valutare il rischio di temporali intensi, basta poco a innescarli. Martedì 30 inizio del calo termico, possibili a mio parere dei break temporaleschi, così come nei giorni successivi, da valutare nel dettaglio”.
Riguardo proprio alla situazione in Francia – di cui abbiamo parlato ieri anche con il presidente della Società meteorologica italiana, Luca Mercalli – un dato in particolare, conclude Poletti, rende l'idea dell'eccezionalità dell'evento: “Rispetto alla media climatica – dice – quanto visto in questi giorni in Francia, in particolare sulla costa atlantica, presenta anomalie di temperature di cinque deviazioni standard. In una distribuzione normale, un evento di questo tipo si verifica circa una volta ogni 3,5 milioni di osservazioni per un solo lato della distribuzione. Sarebbe come lanciare una moneta e fare per 23 volte soltanto testa, o soltanto croce. Nel clima di oggi, invece, l'ultimo fenomeno paragonabile lo abbiamo registrato appena a fine maggio, è evidente che qualcosa è mutato stabilmente”.











