Una “cicatrice” di terra tra i prati e mezzi al lavoro per il nuovo bacino per l'innevamento artificiale: “Conclusione prevista per l'inverno”
Accade a Pampeago, nella zona di Tresca poco sopra il rifugio Casarina: “L'intervento – spiega a il Dolomiti il sindaco di Tesero Massimiliano Deflorian – era stato approvato dalla Giunta precedente. Le attività dovrebbero concludersi entro la stagione invernale”

TRENTO. Una “cicatrice” di terra in mezzo ai prati, con alberi tagliati e mezzi al lavoro per realizzare un nuovo bacino artificiale per l'innevamento artificiale. È questo lo scenario che a Pampeago, nella zona di Tresca, poco sopra il rifugio Casarina, ci si trova davanti in questi giorni. L'intervento, iniziato lo scorso anno, ha determinato un importante movimento di terra e materiale e non è passato inosservato tra escursionisti e frequentatori della montagna, riaccendendo la discussione in merito alla gestione di un ambiente naturale – quello appunto delle terre alte – sempre più fragile.

“L'intervento – spiega a il Dolomiti il sindaco di Tesero, Massimiliano Deflorian – era stato approvato dall'amministrazione precedente. I lavori sono iniziati lo scorso anno e, dopo la pausa invernale, ora sono ripresi con l'obiettivo di concludere le attività entro l'inverno”. Si tratta, come anticipato, di un bacino di raccolta dell'acqua per l'innevamento delle piste di Pampeago – un progetto della società che gestisce gli impianti di risalita e le strutture sciistiche nell'area, Itap Spa.
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“Come amministrazione – continua il primo cittadino – stiamo monitorando l'evoluzione dei lavori ed effettuando tutti i sopralluoghi del caso. Come anticipato, in assenza di eventuali intoppi l'obiettivo è di arrivare a finire l'opera per la stagione invernale: se durante le operazioni di scavo o movimento terra si dovesse trovare per esempio della roccia però, i tempi potrebbero dilatarsi”. Di certo c'è che, sul fronte ambientale, si tratta di un'opera con un impatto non indifferente.
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“Il tema è delicato – dice il sindaco – e va affrontato con la massima serietà. Noi non possiamo riportare eventuali ragionamenti fatti dalla precedente amministrazione. Credo però, e mi auguro, che sia comunque l'ultimo bacino che verrà realizzato nella zona. Già l'anno scorso erano stati abbattuti diversi arbusti per permettere i lavori e oggi vediamo, in un territorio in precedenza meno antropizzato, la mano dell'uomo a cambiare lo scenario. Da un punto di vista politico posso dire che il tema della gestione dell'acqua, in particolare a fini turistici, e dell'ambiente sono questioni di estrema importanza e, dal nostro punto di vista, per una progettualità del genere sarebbe stato adeguato un momento maggiore di confronto on la popolazione per discutere degli impatti sul territorio”.












