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Trento
09 gennaio | 06:00

Dall'acqua del torrente al "tesoretto" d'emergenza, Olimpiadi a tutta neve (programmata): "L'energia è gratis perché Enel è sponsor"

A Predazzo i trampolini sono innevati e si potrebbe già gareggiare, serve qualche giorno in più per completare le operazioni a Lago di Tesero per il fondo. Il presidente di Nordik Ski Val di Fiemme, Pietro De Godenz: "Trampolini ok e per il fondo altre 24/48 ore. L'ideale sarebbe poi di completare il panorama con 20/30 centimetri di neve naturale per presentare anche un paesaggio da cartolina"

PREDAZZO. Circa 130 mila metri cubi di neve, più tre depositi da usare solo in caso di emergenza. Questo il fabbisogno olimpico in val di Fiemme. A Predazzo si potrebbe gareggiare anche domani qualche giorno in più invece per completare le venue legate al fondo (Qui articolo). Ormai i Giochi sono in vista e si lavora ai dettagli tanto per la parte sportiva quanto per quella organizzativa e infrastrutturale.

 

Le precipitazioni naturali sono state assenti o quasi, comunque non sufficienti per rispondere alle esigenze tecniche. Ormai la neve programmata è la conditio sine qua non di ogni destinazione sciistica, diventa ancora più cruciale per organizzare le Olimpiadi. Probabilmente non si raggiungono i livelli dell'edizione di Pechino (Qui approfondimento), ma inevitabilmente la tecnologia gioca un ruolo fondamentale per garantire la manifestazione agli standard richiesti dal Cio e dagli atleti.

 

Se la Fis, preoccupata dai ritardi, è intervenuta per sollecitare Livigno nella produzione di neve, diversa la situazione in Trentino. Tra Predazzo e Lago di Tesero siamo alle rifiniture, venues olimpiche forti dei sistemi di Technoalpin, sponsor di Milano-Cortina, e di Demaclenko, società in orbita Leitner aggiudicataria del contratto per la realizzazione dell'ascensore inclinato.

 

"I trampolini d Predazzo sono assolutamente pronti", commenta Pietro De Godenz, presidente del Comitato Nordik Ski val di Fiemme. "Sono entrati in funzione i 4 cannoni su torri e le altre 5 strutture mobili per produrre circa 16 mila metri cubi di neve". Entro la settimana si punta invece a completare le operazioni per il fondo. "I lavori sono suddivisi in 4 zone: stadio, pista da 3.750 metri per la tecnica classica, tracciato da 3.750 metri per la libera e la pista per le paralimpiadi. Si parla di circa 110 mila metri cubi. Manca ancora qualche centinaio di metri, tuttavia la parte tecnica è piuttosto confidente nel terminare le operazioni nel giro di 24 o 48 ore".

 

Decisivo l'abbassamento delle temperature di questi giorni, una lunga fase di freddo intenso che permette di sparare a pieno ritmo. "Ci sono condizioni perfette", evidenzia De Godenz. "L'ideale sarebbe poi di completare il panorama con 20/30 centimetri di neve naturale per presentare anche un paesaggio da cartolina". 

 

A Predazzo il conto va sostanzialmente in pari, il fabbisogno è più elevato per Lago di Tesero. "Si è passati da 70 a 110 mila metri cubi di neve", prosegue De Godenz. "Le ragioni sono presto spiegate: solitamente viene allestita solo una pista, mentre quest'anno sono entrambe innevate. Inoltre è stato predisposto un maggiore spessore di 20 centimetri per essere più tranquilli".

 

C'è poi un "tesoretto" di neve per farsi trovare pronti a ogni evenienza. Una scorta che non dovrebbe servire, ma in caso di emergenza è disponibile per eventuali rattoppi. "Ci sono tre depositi: due sono in zona Panchià e un terzo alle cascate di Masi per rispondere velocemente a eventuali necessità che dovessero presentarsi un po' a sorpresa".

 

La produzione di neve si aggira, in media, tra i 3 e i 5 euro, 3,5 kwh di energia e tra i 2 e 50 metri cubi di acqua all'ora per cercare il massimo della qualità delle piste ma anche per garantire la sicurezza. Le esigenze variano dal tracciato, dal fondo, dall'esposizione, dalla quota e così via. Tanti i fattori da prendere in considerazione. Una stagione in Trentino (un dato simile in Alto Adige) si viaggia tra i 15 e i 20 milioni, all inclusive di tutti i costi. Circa 5 milioni per il Bellunese.

 

Difficile però quantificare la spesa nel dettaglio in questo caso. Un po' perché ci sono alcuni investimenti pluriennali, un po' perché l'approvvigionamento di acqua è ricavato dal torrente e un po' perché ci sono alcuni accordi inseriti nell'ambito delle Olimpiadi. 

 

"C'è un collegamento, tramite la Marcialonga, con l'alveo dell'Avisio e quindi l'acqua arriva da lì. Si sfruttano le finestre fredde e l'utilizzo è ottimizzato a una produzione di neve sufficiente a garantire tranquillità operativa nella preparazione delle piste e per il rispetto delle aspettative", continua il presidente di Nordik Ski. "La concessione è di 100 litri/seconda ma siamo sempre rimasti ben sotto questo limite. Una caratteristica delle località. A Bellamonte/Lusia per esempio a fine stagione vengono in media consumati tre centimetri di diga, mentre a Pampeago, che si allaccia all'invaso di Soraga, la risorsa idrica viene potabilizzata prima di essere trasformata in neve perché poi con la fusione rientra nell'ambiente".

 

Particolare l'approvvigionamento energetico. "Per le sedi di gara c'è la garanzia della gratuità in quanto Enel è partner e sponsor delle Olimpiadi", aggiunge De Godenz. "Le strutture derivano da un investimento ammortizzato su più anni con il supporto della Provincia e dello Stato mentre i tecnici sono già in capo a Comune oppure alle società impianti. Insomma, il costo della produzione di neve è quasi azzerato a fronte di ricadute per i prossimi 30 anni: si deve poi avere il coraggio di proseguire lungo questa direttrice".

 

La val di Fiemme ha quindi avviato il countdown. "Le sfide non mancano per ospitare le Olimpiadi ma per la parte sportiva siamo assolutamente fiduciosi. Restiamo umili perché si può sempre migliorare, tuttavia siamo consapevoli dell'esperienza e delle competenze maturate nei decenni con l'organizzazione di eventi di altissimo livello", conclude De Godenz.

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