Aaa la Sat cerca un nuovo gestore per il rifugio Bindesi, un nome e un luogo caro a molte generazioni di trentini
La nuova gestione al rifugio Bindesi avrà avvio indicativamente dall'autunno di quest'anno. Ecco le informazioni e il bando della Società alpinisti tridentini

TRENTO. La Società alpinisti tridentini cerca una nuova gestione per il rifugio Bindesi. Un nome e un luogo caro a molte generazioni di trentini.
La nuova gestione avrà avvio indicativamente a partire dall’autunno di quest'anno. Il bando è molto articolato (Qui informazioni e bando) e la domanda deve essere presentata entro la mezzanotte di domenica 2 agosto.
"Si evidenzia come tra i requisiti soggettivi, il futuro gestore del rifugio, deve inderogabilmente possedere conoscenza del territorio, delle vie di accesso al rifugio ed ai rifugi limitrofi nonché la capacità di apprestare, eventuali, necessarie azioni di primo soccorso, requisiti richiesti dalle norme provinciali", spiega la Sat. "Apposita Commissione istituita da Sat vaglierà gli allegati e i documenti prodotti e sceglierà i candidati ritenuti idonei a condurre questa importante struttura".
Per tanti i Bindesi, da cui si abbraccia con un solo colpo d’occhio l’intera città e i suoi monti, sono sinonimo di battesimo alpinistico; molti alpinisti incominciarono ad arrampicare proprio qui: sulla "Mariota", la "Onta", la "Sdramele".
I lavori di costruzione di rifugio furono avviati nel 1956 dal Gruppo Sat Grotta di Villazzano, successivamente divenuto Sezione Sat Bindesi-Villazzano, e si conclusero nel 1962 con la struttura dedicata a Pino Prati, alpinista trentino, autore della prima guida del Brenta, morto con Giuseppe Bianchi nel 1927 sul Campanil Basso.
Nel 1981 il rifugio è stato ampliato. Ulteriori lavori di ammodernamento, inclusa l’eliminazione delle barriere architettoniche, sono stati eseguiti nel corso del 1991 e nel 2014 quando in particolare è stato fatto un piccolo ampliamento e riadattata la cucina.
La palestra dei Bindesi continua a licenziare provetti alpinisti e anche la passeggiata fino al rifugio con tutta la famiglia, magari in rampichino, è un costume destinato per ora a durare nel tempo.
La struttura ricettiva, classificata come rifugio escursionistico, è disposta su due livelli (al piano seminterrato si trovano due depositi, al piano terra: cucina, dispensa, ripostiglio, servizio e sala da pranzo di circa 60 metri quadri). Dotato di 45 posti tavola interni. All’esterno è presente una bella terrazza con panorama sulla città con possibilità di posizionare tavoli esterni per circa 50 posti.
Al piano terra è presente un wc per ospiti, mentre al seminterrato un wc per la gestione. L’accesso fino al rifugio, compatibilmente alle condizioni ambientali, è consentito anche con automezzi. A differenza di molti altri rifugi, il Bindesi è collegato alla rete elettrica, alla fognatura e all’acquedotto, quest’ultimo mediante una pompa. Per il gas Gpl, esternamente è interrato uno specifico serbatoio di stoccaggio che dovrà essere ricaricato da una ditta autorizzata.

















