Dalla Pampa argentina al Trentino, Franco Gabriel Devoto è il nuovo gestore del rifugio Paludei: "Rispetto della tradizione, ma anche innovazione nella proposta"
Franco Gabriel Devoto gestirà il Rifugio Paludei assieme alla compagna Nora Navarini: "L’obiettivo è quello di rispettare la tradizione trentina e il legame con il territorio, che sto imparando a conoscere sempre di più, soprattutto attraverso la cucina. Allo stesso tempo mi piacerebbe portare anche qualcosa della mia esperienza, in particolare nel lavoro sulla carne, che fa parte della mia cultura"

ALTOPIANO DELLA VIGOLANA. Dalla Pampa Argentina al Trentino, con l'amore per la montagna nato dopo un viaggio in bicicletta in Patagonia: Franco Gabriel Devoto è il nuovo gestore del Rifugio Sat Paludei sull'Altopiano della Vigolana. Nato a Santa Rosa in Argentina nel 1994, Devoto gestirà il rifugio insieme alla compagna Nora Navarini, e la data di apertura è fissata per il 16 maggio.
“Sono originario dell’Argentina, della Pampa, e il mio rapporto con la montagna è nato dopo l’università, durante un viaggio in bicicletta che mi ha portato fino alla Patagonia. È lì – racconta Franco Gabriel Devoto – che ho scoperto davvero la montagna e ho iniziato a lavorare in un rifugio: un’esperienza che ha segnato il mio percorso. Successivamente sono arrivato in Europa: prima in Spagna e poi in Italia, anche grazie ai miei nonni di origine italiana. In Trentino ho trovato un ambiente in cui poter continuare questo percorso, lavorando al Rifugio Cima d’Asta e iniziando parallelamente la scuola alberghiera a Levico”.
Venendo alla storia del rifugio questo rappresenta una realtà particolare all’interno del sistema delle strutture Sat: situato a quota 1059 metri, ai margini di una radura affacciata sull’altopiano di Vigolo Vattaro, nasce nel secondo dopoguerra. La sua costruzione, nello specifico, iniziò nel 1946 sui ruderi di un edificio preesistente e il rifugio entrò in funzione nel 1948, per poi essere inaugurato ufficialmente l’anno successivo.
Nel tempo la struttura è stata oggetto di diversi interventi, che ne hanno modificato e ampliato gli spazi, mantenendo però intatta la sua funzione originaria: essere un luogo di incontro e di attività per la comunità. Di proprietà della Sezione Sat di Mattarello, il rifugio è da sempre strettamente legato alla vita associativa, ospitando iniziative, momenti formativi, giornate ecologiche e attività rivolte in particolare ai più giovani, spesso in collaborazione con le scuole e con le realtà del territorio.
E l’entusiasmo al nuovo gestore non manca, come non manca la voglia di mescolare culture diverse.
“Questa per me è la prima esperienza di gestione – spiega il nuovo gestore – e l’obiettivo è quello di rispettare la tradizione trentina e il legame con il territorio, che sto imparando a conoscere sempre di più, soprattutto attraverso la cucina. Allo stesso tempo mi piacerebbe portare anche qualcosa della mia esperienza, in particolare nel lavoro sulla carne, che fa parte della mia cultura. Il Paludei è un rifugio che ha una forte vocazione di ristorante, e per questo vogliamo puntare su un servizio curato, legato alla tradizione, con qualche elemento di innovazione nella proposta dei piatti. Inizieremo in modo semplice, per poi organizzare un’inaugurazione più strutturata nel mese di giugno”.
La scelta, spiega la Sat, è stata il risultato di un percorso di selezione che ha tenuto conto non solo degli aspetti gestionali, ma della capacità di interpretare il ruolo del rifugista secondo i valori della Sat: presidio del territorio, accoglienza e costruzione di una frequentazione consapevole della montagna.
“La gestione di un rifugio è una responsabilità che va oltre l’aspetto operativo – sottolinea il presidente della Cristian Ferrari – e significa essere parte attiva di un sistema che tiene insieme montagna, comunità e ambiente. Per questo abbiamo privilegiato non solo le competenze, ma la capacità di condividere questo approccio”.
Tra i criteri di valutazione, viene specificato, hanno avuto un peso determinante la qualità dell'accoglienza e del progetto di gestione, l’attenzione alla sostenibilità e la disponibilità ad inserirsi in una rete più ampia fatta di sezioni, volontari e territorio.
“Per la nostra Sezione, il Rifugio Paludei non è solo una struttura, ma un luogo identitario, profondamente legato alla vita associativa e al territorio – sottolinea Stefano Tamanini, presidente della Sezione SAT di Mattarello – e la nuova gestione rappresenta un passaggio importante: l’auspicio è quello di proseguire nel solco di questa tradizione, mantenendo il rifugio uno spazio aperto, vissuto e capace di accogliere, in particolare le attività rivolte ai giovani e alla comunità”.












