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Trento
06 gennaio | 06:00

"Val di Fiemme promossa, già pronto l'80% della neve per le Olimpiadi", De Godenz dribbla le polemiche norvegesi: "Pista sprint troppo lunga? Nessuna lamentela ufficiale"

Il punto verso le Olimpiadi con le parole del presidente del comitato Nordic Ski Pietro de Godenz: "Il Tour de Ski è andato molto bene, siamo pronti". Ma ad alcune fondiste norvegesi non è piaciuta la pista per le sprint di Tesero, considerata "troppo lunga": "La pista olimpica non si cambia, questo è sicuro - sentenzia De Godenz -: il problema nasce dal fatto che alle Olimpiadi le gare femminili si corrono per la prima volta sulle stesse distanze di quelle maschili"

(foto ufficio stampa Newspower)
(foto ufficio stampa Newspower)

TRENTO. "Prove generali superate". La val di Fiemme esce dalle appassionanti giornate del Tour de Ski con la certezza di essere pronta al "grande passo" olimpico: manca ormai meno di un mese all'inizio dei Giochi di Milano Cortina 2026 e il presidente del comitato Nordic Ski Val di Fiemme Pietro De Godenz parlando a il Dolomiti non nasconde l'entusiasmo e il senso di sfida in vista di un appuntamento storico per il mondo degli sport invernali trentini, nazionali e mondiali

 

“Queste giornate sono andate bene - spiega De Godenz partendo da un bilancio dell'edizione numero 20 del Tour de Ski -. Anzi, molto bene. Alla vigilia di questo appuntamento non nego che avevamo tanti dubbi e tante criticità da affrontare, ma non ci siamo persi d'animo e abbiamo superato ogni ostacolo. In parte ci ha dato una mano il meteo: oggi siamo più o meno all’80% della produzione della neve che ci servirà durante le Olimpiadi, tra lo stadio e i vari percorsi per lo sci di fondo per le gare a tecnica libera e a tecnica classica”.

 

CI SIAMO

 

A rendere più complesse le operazioni organizzative del Tour de Ski, la situazione logistica particolare in cui c'era la sensazione di essere "ospiti" a casa propria: "Già da metà settembre - spiega il presidente del comitato organizzatore - tutta l’area è stata ceduta a Milano Cortina per gli allestimenti e la gestione degli ultimi ritocchi in vista dei Giochi: di fatto alcuni spazi ce li hanno ‘concessi’ per il Tour de Ski, ma ampie zone non erano utilizzabili o disponibili. Per dire, abbiamo dovuto trovare una collocazione alternativa per i mezzi della produzione televisiva. E per ogni questione c’era da triangolarsi tra Milano Cortina e l’azienda francese addetta agli allestimenti, con tutti i rallentamenti ‘burocratici’ del caso".

 

Ma nelle difficoltà e nella necessità di produrre uno sforzo "extra" sono nate anche ottime opportunità: “Al Tour de Ski di quest'anno hanno partecipato più nazioni del solito, in molti volevano provare le piste olimpiche; e abbiamo potuto testare tanti servizi che metteremo in campo durante i Giochi. Il nuovo sistema di cronometraggio, i nuovi mezzi battipista: è stato un test utile anche per l’azienda sanitaria che a febbraio e marzo sarà impegnata con i presidi medici delle due sedi di Tesero e Predazzo per rispondere alle esigenze sanitarie di atleti, delegazioni e spettatori”.

 

“L'occasione è stata importante anche per la squadra dei nostri volontari, che sono davvero il carburante fondamentale di questi grandi eventi. Per loro l’appuntamento olimpico è una ciliegina sulla torta, una bella gratificazione per il lavoro svolto in questi anni”. Un vero e proprio “esercito” di circa 2.500 persone che tra Giochi Olimpici e Paralimpici saranno impegnate su vari fronti delle due sedi di gara trentine.

 

“Infine, sul fronte delle strutture sportive è tutto pronto – riprende De Godenz – e anche le opere accessorie destinate a restare ci sono. Resta ancora da completare una piccola parte delle strutture provvisorie, più a Predazzo che a Tesero. Qualcuno poi ci dirà, spero presto, come si svolgerà la cerimonia di apertura in programma qui in val di Fiemme in contemporanea con quella ‘principale’ di San Siro e di Cortina. Ma insomma, tutto sommato sono piccoli dettagli: siamo pronti a partire”.

 

MILANO CORTINA. E FIEMME? 

 

Tra Cavalese, Tesero e Predazzo, in valle si percepisce (lo ha già ammesso lo Scario della Magnifica Comunità Mauro Gilmozzi intervistato da il Dolomiti) un po' di rammarico per quella che viene considerata una scarsa valorizzazione del brand "Fiemme" e del territorio trentino nella grande "partita olimpica", che è anche (se non soprattutto) giocata sul campo della promozione turistica e della comunicazione

 

I territori olimpici (e sono tanti) che non si chiamano "Milano" o "Cortina" entrano nelle comunicazioni ufficiali, nelle grafiche televisive e nelle brochure solo con i nomi dei paesi coinvolti.

 

“Non c’è stato verso di ottenere di più - prosegue De Godenz -. Il nome è Milano Cortina e tutti gli eventi sono dentro questo grande contenitore. Il Trentino c'è in quanto sponsor, ma effettivamente la val di Fiemme rischia di non trovare molto spazio. Nessuno striscione a bordo pista, nessuna possibilità di sponsorizzare gli atleti... Contiamo che almeno i commentatori dei vari sport abituati da tanti anni a venire nei nostri territori ci menzionino nelle telecronache tv. Poi certo, l'Olimpiade per fortuna non è solo questo: per noi si tratta di un'occasione importante e di un grandissimo evento che ci proietta al futuro, starà a noi fare buon uso dell'eredità sportiva e non solo di questo appuntamento". 

 

TANTI COMPLIMENTI E QUALCHE POLEMICA.

 

"Durante queste giornate abbiamo ricevuto complimenti trasversali: dalla Fisi nazionale e trentina ai gruppi militari sportivi, fino alle autorità locali. Tutti hanno espresso entusiasmo per l’organizzazione di Tesero e Predazzo"

 

Test superati a pieni voti quindi? Non secondo alcune fondiste norvegesi di primo piano, su tutte le combattive Heidi Weng e Ingrid Bergene Aabrekk: il nuovo percorso olimpico per la sprint in val di Fiemme è stato oggetto di forti critiche, in particolare dopo la sprint del Tour de Ski di sabato.

 

A sollevare la questione parlando coi media (in particolare con l'autorevole testata Vg) è stata Weng, che ha sottolineato come il percorso sia “forse troppo lungo per una gara femminile". "È assurdo che una sprint duri quattro minuti. Non facciamo distanze del genere nemmeno in Coppa di Norvegia, e qui invece sì. È semplicemente troppo lunga", ha aggiunto Aabrekk. Il dato che colpisce di più è il confronto dei tempi di percorrenza rispetto ad altre sprint di Coppa del mondo: quella della Val di Fiemme è di circa un minuto più "lenta".

 

"La pista olimpica non si cambia, questo è sicuro – sentenzia De Godenz -; e lamentele ‘ufficiali’ a quanto mi risulta non ne sono arrivate. Detto questo, noi prepariamo le piste su indicazione della Fis, queste decisioni non dipendono assolutamente da noi ma dalla federazione internazionale. Il problema ha radici che partono da lontano, questa sarà la prima Olimpiade in cui in nome della ‘parità di genere’ le gare femminili si corrono sulle stesse distanze di quelle maschili. Il che ovviamente ha portato a un consistente allungamento dei chilometri e delle durate delle gare, con tutti i problemi del caso: non sono un tecnico, ma personalmente la trovo una scelta sbagliata. Il tracciato sprint per gli uomini è normale che sia considerato ‘lungo’ da atlete abituate ad altre distanze. Trovo giusto che ci siano lo stesso numero di gare tra i due generi, lo stesso numero di atlete e atleti alle Olimpiadi, ma qui si sta un po’ estremizzando il concetto: piuttosto non si capisce perché abbiano tolto dal calendario a cinque cerchi la combinata nordica femminile, un’assenza resa ancora più amara dal fatto che avremmo avuto delle atlete Azzurre particolarmente competitive”.

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