Olimpiadi, resta solo il nome Milano Cortina. Cartelloni e loghi dei territori oscurati? "Val di Fiemme completamente rimossa. E' un danno, ma i Giochi lasciano grande eredità"
La parola "Fiemme" sparisce dalle sedi di gara olimpiche trentine di Predazzo e Tesero e in valle si fa i conti con un "problema di comunicazione". Lo Scario della Magnifica comunità Mauro Gilmozzi: "Decisione presa da tempo, non è ideale ma ce ne faremo una ragione: quello che conta è che le Olimpiadi lasceranno un'eredità straordinaria"

TRENTO. Come ormai ben noto, le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 saranno, per usare le parole degli stessi organizzatori, "le più estese di sempre, diffuse su un’area di oltre 22 mila chilometri quadrati".
Le gare in effetti a dispetto del nome non si terranno "solo" a Milano e a Cortina, ma anche a Bormio e Livigno (Lombardia), Anterselva (Alto Adige), Tesero e Predazzo (Trentino). E la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e quella di apertura delle Paralimpiadi si faranno all'Arena di Verona.
Se la soluzione da un lato complica un po' la logistica dell'appuntamento (basti pensare che ci saranno due cerimonie d'apertura in simultanea a centinaia di chilometri di distanza), dall’altro dovrebbe consentire (usiamo il condizionale) di ridurre l’impatto sul singolo luogo, in particolare a lungo termine, evitando di costruire strutture e infrastrutture troppo ingombranti per paesi piccoli.
Ma nella lista dei "contro" sta facendo capolino con sempre maggior insistenza un problema di "comunicazione", o se vogliamo di marketing: perché i territori (tanti) che non si chiamano "Milano" o "Cortina" entrano nelle comunicazioni ufficiali e nelle brochure olimpiche solo con i nomi dei paesi coinvolti. Nel caso trentino, si parla di Tesero e Predazzo e non ci sono riferimenti al Trentino o alla val di Fiemme.
"Non lo scopriamo certo oggi, ma in effetti queste Olimpiadi non valorizzano né la val di Fiemme né il territorio provinciale - commenta parlando a il Dolomiti Mauro Gilmozzi, Scario della Magnifica comunità di Fiemme -; e il problema per nostra valle c'è ed è ben noto fin dall'origine, nel secondo che la situazione di oggi è figlia di scelte, più o meno imposte fin dal giorno uno della presentazione della candidatura, dall'organizzazione. Chiaro che per un territorio come il nostro, che da anni anche a livello di attrattività turistica e Apt si impegna a diffondere la parola e il 'brand' Fiemme, questo può essere un piccolo ostacolo da affrontare. Detto questo, non possiamo pensare che l'evento olimpico si riduca alle discussioni sui nomi delle località coinvolte. Stiamo parlando di un'occasione epocale e di un grandissimo evento internazionale che renderà ancora più forte e più proiettata al futuro la nostra valle".

Certo farà abbastanza impressione vedere rimossi gli striscioni con la scritta "Fiemme" posti tutto attorno alla pista del fondo di Tesero e ai trampolini dello stadio del salto di Predazzo: "Quello che conta è che le Olimpiadi lasceranno un'eredità straordinaria, renderanno la val di Fiemme il riferimento dello sci nordico non solo italiano ma anche internazionale. Sono sicuro che come territorio e come organizzatori dell'evento ci confermeremo come un'eccellenza mondiale, qui le cose le sappiamo fare: sarà rafforzata questa identità di terra che vive di sport e di outdoor in cui la differenza la fanno le persone, le associazioni, i volontari, i giovani che saranno campioni del futuro".
Insomma, il bilancio tra pro e contro è decisamente a favore della prima categoria: "Certo, un po' di disagio lo vivremo - aggiunge Gilmozzi -, ma è un prezzo che paghiamo tutto sommato volentieri. E mi sento di poter dire che tutti gli allarmi su prezzi folli, viabilità ingovernabile e altri ritornelli del genere si stiano piano piano smontando: il numero di tifosi che possono assistere alle gare è inferiore rispetto a quelli presenti in Coppa del mondo per motivazioni legate alla logistica e alla sicurezza, e vedo ancora disponibilità per le settimane di gara delle strutture ricettive o delle case in affitto. Insomma, tutto mi sembra assolutamente sotto controllo e ci godremo un evento straordinario. Poi la sfida sarà riuscire a far fruttare questa eredità anche nei prossimi anni: un'eredità sportiva, ma anche logistica e ambientale".












