"Call Center Dolomiti Energia, assurdo dover lottare per ottenere quanto già scritto nelle regole", i sindacati: "Accordo raggiunto, per garantire continuità occupazionale"
Sottoscritto l’accordo per il passaggio del personale da Gpi a Luo, i sindacati Fiom e Slc Cgil: "Garantita continuità occupazionale a tutti i dipendenti. Trattativa difficile quanto assurda, per ottenere il rispetto di quanto già scritto nelle regole"

TRENTO. Accordo raggiunto per tutelare i posti di lavoro, ma forti perplessità sul comportamento di Dolomiti Energia e una battaglia "ancora in corso": questo quanto espresso da Fiom e Slc Cgil del Trentino dopo che è stato sottoscritto l’accordo per il passaggio dei 47 lavoratori del call center di Dolomiti Energia alla nuova società Luo, subentrante dall’1 luglio 2026.
L’accordo - sottolineano i sindacati - garantisce continuità occupazionale a tutto il personale interessato, senza periodo di prova, col riconoscimento dell’anzianità maturata.
La trattativa in sostanza si è concentrata per settimane sul riconoscimento del contratto nazionale metalmeccanici, come previsto dal capitolato e dalla legge provinciale. Luo, l'azienda subentrante, applica il Ccnl Telecomunicazioni, ma l’accordo garantisce a tutti i lavoratori (presenti e futuri) lo stesso trattamento economico mensile del Metalmeccanici.
"Come Fiom e Slc Cgil del Trentino, e come Rsu, abbiamo sottoscritto l’accordo per senso di responsabilità verso le lavoratrici e i lavoratori, recependo l’esito unanime della votazione assembleare, in un contesto nel quale l’alternativa concreta non era un risultato migliore, ma l’assenza di qualsiasi accordo, col rischio di incertezza occupazionale e salariale a carico delle persone coinvolte".
"Resta tuttavia la necessità di evidenziare con chiarezza i termini della vicenda. Quanto ottenuto con questo accordo avrebbe dovuto essere, in larga parte, già garantito dalla normativa provinciale sugli appalti e dallo stesso capitolato di gara predisposto da Dolomiti Energia, che prevede espressamente l’applicazione di condizioni economiche e normative non inferiori a quelle del Ccnl Metalmeccanici. In queste settimane di confronto con Luo, alla presenza dell’azienda uscente Gpi e di Dolomiti, abbiamo dovuto invece condurre una trattativa difficile quanto assurda, per ottenere il rispetto di quanto già scritto nelle regole".
"Un punto inoltre, potrebbe meritare un approfondimento da parte dei soggetti competenti - proseguono i sindacati -: considerato che le imprese che hanno concorso alla gara (ma anche quelle che eventualmente hanno scelto di non partecipare) hanno calcolato i costi del personale basandosi sul Ccnl Metalmeccanico indicato, e su questo calcolo hanno formulato le offerte, ci chiediamo come il comportamento di Dolomiti, che non è intervenuta per imporre sin da subito l’integrale applicazione di questi obblighi - rischiando che venissero persino in parte disattesi - possa essere compatibile coi principi di garanzia della leale concorrenza tra le imprese sui quali deve fondarsi una gara d’appalto pubblica. A scanso di ogni equivoco, ricordiamo che la vicenda del call center di Dolomiti Energia sulla quale lottiamo da mesi rimane ancora tutta aperta. Dolomiti ha fatto sul call center due distinte gare d’appalto, indicando su questa il Ccnl Metalmeccanici, e sull’altra il Ccnl Telecomunicazioni. E ha previsto nei documenti di gara che entro un anno questo appalto si svuoti e il lavoro vada tutto sul secondo, meno costoso, e senza garanzie occupazionali. Tutto ciò in violazione della legge provinciale sugli appalti, nel silenzio complice dei proprietari pubblici. Continueremo a lottare per impedire che ciò accada, chiedendo con determinazione l’internalizzazione del call center".
"Nel corso della trattativa - conclude la Cgil - abbiamo chiesto a Luo cosa intende fare col personale quando l’appalto sarà svuotato, entro un anno da oggi. Hanno risposto che Dolomiti Energia è una grande società e sicuramente darà loro dell’altro lavoro da fare. Ognuno tragga le proprie conclusioni".












