"Il Trentino non può aspettare ancora", i sindacati pronti al presidio davanti all'assessorato: "La sanità privata accreditata va va difesa"
Le Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil: "Da anni centinaia di infermieri, Oss, tecnici sanitari e operatori delle strutture private accreditate trentine attendono il rinnovo del contratto nazionale. Svolgono le stesse funzioni dei colleghi pubblici con retribuzioni fino a 500 euro mensili in meno"

TRENTO. "Da anni centinaia di infermieri, Oss, tecnici sanitari e operatori delle strutture private accreditate trentine attendono il rinnovo del contratto nazionale", dicono Alberto Bellini (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Giuseppe Varagone (Uil Fp). "Svolgono le stesse funzioni dei colleghi pubblici con retribuzioni fino a 500 euro mensili in meno. In una provincia autonoma come il Trentino, dove il costo della vita è tra i più elevati del Nord Italia, questo divario retributivo si traduce in difficoltà economiche concrete e crescenti: lavoratrici e lavoratori faticano a pagare il mutuo, le spese quotidiane, i bisogni familiari. Non possiamo permetterci di vedere impoverire i professionisti della salute. È inaccettabile".
Le strutture private accreditate "sono parte integrante del sistema sanitario trentino: ricevono risorse pubbliche attraverso le convenzioni con Asuit e Provincia di Trento, erogano servizi essenziali ai cittadini, concorrono a garantire il diritto alla salute. Non si può fare sanità pubblica nei fini e privata nel trattamento di chi ci lavora".
Queste le richieste dei sindacati alla Provincia di Trento. Rinnovo del contratto: "Adeguamento salariale immediato che colmi il divario con il settore pubblico". Monitoraggio delle ricadute: "Un percorso strutturato di controllo che verifichi come il rinnovo contrattuale si traduce nelle convenzioni Asuit. Le risorse pubbliche devono arrivare ai lavoratori, non fermarsi nei bilanci aziendali". Integrativo provinciale aggiuntivo: "Il Trentino ha autonomia e risorse, usi questo strumento per riconoscere le specificità del territorio e valorizzare chi lavora nelle strutture accreditate".
E tavolo permanente di concertazione: "Ogni revisione delle convenzioni deve coinvolgere i sindacati e includere una verifica delle condizioni retributive e di lavoro del personale". Nessuna azione unilaterale discriminante: "Il rinnovo contrattuale e le scelte aziendali conseguenti non devono produrre trattamenti differenziati tra lavoratrici e lavoratori in ragione della mansione svolta: ogni figura professionale — infermieri, Oss, tecnici, amministrativi — ha pari dignità e deve essere valorizzata senza distinzioni arbitrarie".
Per questo alle 10 di giovedì 28 maggio le parti sociali intendono manifestare davanti all'assessorato alla sanità in via Gilli a Trento. "La Provincia non può essere spettatrice: deve essere garante. Chi cura deve essere tutelato. Bisogna dare voce a queste lavoratrici e lavoratori. Si riservano di avviare azioni di mobilitazione crescenti se le istanze qui rappresentate non troveranno risposta concreta nei tavoli istituzionali", concludono Bellini, Pallanch e Varagone.












