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Trento
26 luglio | 11:20

Sanità e assestamento di bilancio: “Carenza di personale la principale emergenza, servono investimenti per rendere sistema sanitario più attrattivo”

A parlare è Giuseppe Varagone, segretario della Uil Fp del Trentino, nel chiedere “risorse adeguate per i rinnovi contrattuali, la valorizzazione delle professionalità, il completamento dell'armonizzazione retributiva e delle progressioni economiche”

di Redazione

TRENTO. “Le risorse ci sono. Ora serve la volontà politica di investirle sulle persone e sulla tenuta futura del Servizio sanitario provinciale”. Sono queste le parole del segretario generale della Uil Fp del Trentino, Giuseppe Varagone, nel presentare le priorità della sanità trentina nel contesto delle discussioni relative all'assestamento bilancio 2026-2028. Priorità che, precisa la sigla sindacale, si possono riassumere nella necessità di “risorse adeguate per i rinnovi contrattuali, la valorizzazione delle professionalità, il completamento dell'armonizzazione retributiva e delle progressioni economiche, così da contrastare la carenza di personale e rendere il sistema sanitario più attrattivo”.

 

La Uil Fp chiede poi “un Fondo di scopo vincolato per ridurre le differenze retributive tra sanità pubblica e privata accredita”, oltre che “trasparenza sull'impiego dell'intelligenza artificiale nelle attività amministrative, responsabilità in capo ai funzionari pubblici, confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e l'esclusione dell'Ia dalla valutazione del personale. Il provvedimento approvato dalla Giunta, pur in presenza di un quadro finanziario favorevole, lascia ancora irrisolte le principali criticità del comparto e non mette a disposizione risorse sufficienti per affrontare la crescente crisi di attrattività della sanità provinciale”.

 

“Con un quadro finanziario favorevole – continua Varagone – era lecito attendersi un intervento deciso sui rinnovi contrattuali, sulla valorizzazione delle professionalità e sul rafforzamento dell'organizzazione dei servizi. Restano invece prive di adeguata copertura finanziaria misure fondamentali quali il rinnovo dei contratti, la revisione del Ccpl normativo e giuridico della sanità, della dirigenza medica e delle professioni sanitarie, il completamento della seconda fase dell’armonizzazione retributiva, il rifinanziamento delle progressioni economiche e tutti quegli interventi indispensabili per restituire competitività al sistema sanitario trentino”.

 

La principale emergenza, continua la sigla, è oggi rappresentata proprio dalla carenza di personale: “La Provincia sconta la fuga di professionisti verso realtà che garantiscono retribuzioni più elevate, come Bolzano, Austria e Svizzera, mentre il costo della vita rende sempre meno attrattivo il Trentino per chi proviene dalle altre regioni. Una situazione che interessa l'intero comparto: medici, professionisti sanitari, personale tecnico, amministrativo e operatori di supporto. Lo spostamento di personale tra strutture pubbliche e private accreditate non rappresenta una soluzione, ma rischia soltanto di indebolire i servizi e aggravare le difficoltà organizzative. Spostare lavoratori da una struttura all'altra senza aumentare le risorse significa accorciare una coperta già troppo corta: si copre una parte del sistema lasciandone inevitabilmente scoperta un'altra”.

 

La sanità privata accredita, sottolinea comunque la Uil Fp, costituisce “parte integrante del Servizio sanitario provinciale. Le strutture accreditate svolgono funzioni pubbliche essenziali e contribuiscono ogni giorno a garantire l'assistenza ai cittadini. Per questo motivo, a parità di servizio reso deve corrispondere pari dignità del lavoro svolto, attraverso una progressiva riduzione delle differenze retributive rispetto al settore pubblico. L'assenza, nell'assestamento di bilancio, delle risorse più volte annunciate per il comparto accreditato rischia di compromettere ulteriormente la possibilità di sottoscrivere il contratto integrativo provinciale, atteso da anni dai lavoratori. La Uil Fp del Trentino valuta positivamente l’apertura manifestata dalla politica provinciale e dall’assessorato alla Salute, ma ritiene che gli impegni debbano ora tradursi in atti concreti”.

 

Proprio per questo la sigla ritiene indispensabile l'istituzione di un Fondo di scopo vincolato, separato dalla risorse ordinarie destinate alle prestazioni sanitarie e finalizzato esclusivamente alla riduzione del differenziale retributivo del personale delle strutture private accreditate.

 

“Solo un fondo dedicato – continua Varagone – consentirebbe di garantire certezza delle risorse, trasparenza nella loro destinazione e piena verificabilità degli effetti economici in busta paga, distinguendo chiaramente le somme destinate al costo del lavoro da quelle necessarie al funzionamento delle strutture, quali farmaci, dispositivi, utenze e altri costi gestionali. Il Fondo vincolato deve rappresentare una corsia riservata alle risorse per il personale, impedendo che queste si disperdano nel grande contenitore dei costi generali delle strutture. Senza questa separazione, la contrattazione integrativa rischia di perdere efficacia e di non raggiungere gli obiettivi di valorizzazione del personale. La distribuzione delle risorse tra le strutture e tra le diverse figure professionali dovrà essere definita nell’ambito di uno specifico accordo sindacale, che ne stabilisca criteri e modalità applicative. Solo partendo da risorse certe e vincolate il confronto sindacale potrà essere realmente efficace e consentire un progressivo superamento del divario retributivo. Il Fondo deve costruire un ponte tra lavoratori che oggi, pur garantendo lo stesso diritto alla salute, operano sulle due sponde di un’ingiustificata distanza salariale”.

 

Infine, come anticipato, la Uil Fp richiama l'attenzione sull'articolo del disegno di legge dedicato all'impiego dell'intelligenza artificiale nelle attività amministrative: “L’innovazione può rappresentare un’opportunità per migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, ma deve essere accompagnata da precise garanzie: piena trasparenza e tracciabilità delle decisioni, responsabilità sempre in capo ai funzionari pubblici, confronto preventivo con le organizzazioni sindacali ed esclusione dell’intelligenza artificiale dai processi di valutazione del personale. L’intelligenza artificiale deve restare uno strumento nella cassetta degli attrezzi della pubblica amministrazione, non diventare la mano che decide al posto delle persone o che giudica i lavoratori”.

 

“Chi ogni giorno garantisce il funzionamento della sanità pubblica – conclude Varagone – della sanità accreditata e dell’intera pubblica amministrazione continua a essere considerato un costo anziché la principale risorsa strategica del sistema. Senza investimenti sulle lavoratrici e sui lavoratori sarà impossibile affrontare la carenza di personale, migliorare l’organizzazione dei servizi e assicurare ai cittadini prestazioni tempestive e di qualità”.

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