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Trento
20 giugno | 19:18

Retribuzioni e inflazione, i sindacati: “In Trentino perdita di potere d'acquisto più alta della media italiana, la Giunta agisca subito contro il carovita”

Per Cgil, Cisl e Uil nell'assestamento di bilancio priorità a modifica dell'Icef, indicizzazione del welfare e interventi per la casa: “La nuova fiammata dei prezzi ad parile e maggio colpisce di più i ceti medi e bassi, le famiglie che spendono una parte consistente delle proprie entrate per far fronte ai bisogni primari”

di Redazione

TRENTO. Retribuzioni e inflazione, i sindacati alla Provincia: “La Giunta agisca subito contro il carovita”. L'appello arriva dai segretari di Cgil, Cisl e Uil del TrentinoAndrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher – che chiedono priorità, nell'assestamento di bilancio, a modifica dell'Icef, indicizzazione del welfare e interventi per la casa.

 

“Come abbiamo denunciato più e più volte, la perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni ha riguardato anche il Trentino, tra l'altro in misura maggiore rispetto alla media italiana. Lo ha certificato l'Ispat riportando i dati sull'andamento del costo della vita tra il 2018 e il 2023. Se la riduzione della capacità di spesa è stata mitigata dai tagli fiscali sui redditi più bassi, va ricordato che questo è avvenuto grazie all’aumento delle tasse sulle retribuzioni medie a causa del drenaggio fiscale che ha penalizzato i lavoratori che hanno ricevuto aumenti contrattuali. Vedremo se l’introduzione, purtroppo solo una tantum, di una tassazione agevolata sui rinnovi contrattuali riuscirà a frenare l’effetto fiscal drag”.

 

Ora però, continuano: “Di fronte alla più recente impennata dei prezzi al consumo registrata anche in Trentino negli ultimi due mesi di aprile e maggio (rispettivamente +2,1 e +2,5%), anche il governo provinciale deve dare priorità immediata al contenimento degli effetti dell’inflazione sulle famiglie. Questa nuova fiammata dei prezzi colpisce di più i ceti medi e bassi, ossia le famiglie che spendono una parte consistente delle proprie entrate per far fronte ai bisogni primari. Ed è proprio sui beni fondamentali come alimentari, casa ed energia che si concentra il carovita anche nei primi mesi di quest’anno, con aumenti del 3,6% sul carrello della spesa alimentare e del 5,9% su affitti, servizi idrici e bolletta energetica solo nel mese di maggio. Su questi beni poi gli ultimi aumenti si aggiungono a quelli già registrati negli ultimi dieci anni quando i prezzi di alimentari e di casa ed energia sono cresciuti rispettivamente del 34,7% e del 55%”.

 

Per questo, come anticipato, i sindacati chiedono alla giunta Fugatti che fin dall'assestamento di bilancio: “Ci siano interventi concreti a favore delle famiglie di lavoratori e pensionati, in particolare rivendendo la riforma dell’Icef che penalizza proprio i nuclei dove entrambi i genitori lavorano e indicizzando i meccanismi equitativi al costo della vita così da rafforzare il welfare provinciale. Servono poi interventi immediati per la casa per aumentare le opportunità nell’housing sociale e i sostegni a chi abita in affitto. Di fronte alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie i bonus infatti sono del tutto inefficaci”.

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